APPALTI TRUCCATI, 8 ARRESTI: C’E’ ANCHE IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI BENEVENTO

APPALTI TRUCCATI, 8 ARRESTI: C’E’ ANCHE IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI BENEVENTO

24 Novembre 2021 0 Di Leonardo D'Avenia

Nella mattinata odierna, all’esito di intensa attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Benevento, militari del Comando Provinciale CC di Benevento stanno dando esecuzione a diciotto ordinanze applicative di misure cautelari personali -di cui 8 agli arresti domiciliari e 10 misure interdittive del divieto temporaneo di contrattare con la pubblica amministrazione- emesse dal Giudice per le Indagini Preliminari di Benevento, su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di vari soggetti, pubblici ufficiali in servizio presso la Provincia di Benevento, imprenditori e professionisti, che allo stato sono stati ritenuti gravemente indiziati -a vario titolo e in concorso tra loro- dei delitti di corruzione aggravata, turbata libertà degli incanti, rivelazione di segreti d’ufficio ed emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti in relazione ad 11 procedure pubbliche di appalto indette e/o gestite dalla Provincia di Benevento, Provincia di Caserta e Comune di Buonalbergo (BN), nonché dei reati di tentativo di induzione indebita a dare o a promettere altre utilità, tentativo di concussione, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e falso ideologico.

E’ in corso altresì il sequestro preventivo, anche per equivalente, di somme di denaro pari a complessivi 49.500,00 mila euro, costituenti il prezzo dei reati di corruzione finora accertati e di cui si ritiene siano già stati acquisiti elementi in relazione alla loro effettiva consegna.

 

Per il presidente della Provincia, Antonio Di Maria, le accuse sono invece turbativa d’asta e tentata induzione indebita: gli inquirenti parlano di un episodio in merito ai lavori di edilizia scolastica, in particolar modo sugli interventi all’istituto Livatino di Circello. Secondo l’indagine il dirigente Panarese viene chiamato dal presidente della Provincia che avrebbe fornito indicazioni sulla ditta che avrebbe poi dovuto fornire il nome dell’impresa che avrebbe vincere la gara. Ad un certo punto dell’indagine, aggiungono gli inquirenti, sarebbe anche emerso il disappunto di Di Maria in quanto, su 9 gare di edilizia scolastica, 7 sarebbero state appannaggio della parte tecnica e solo due di quella politica, minacciando così di bloccare i bandi.