ALTO CALORE, DOPO IL BOTTA E RISPOSTA CHIESTA LA CONVOCAZIONE DI UN TAVOLO

ALTO CALORE, DOPO IL BOTTA E RISPOSTA CHIESTA LA CONVOCAZIONE DI UN TAVOLO

12 Maggio 2021 0 Di La redazione

La nota stampa della Filctem Cgil che chiede all’Amministratore un tavolo di confronto allargato ai promotori del referendum sull’acqua pubblica. Riceviamo e pubblichiamo

Questa benedetta provincia, unitamente a qualche o tanti suoi dirigenti, non smette mai di stupirti, naturalmente in negativo; sarà che in giro c’è tanta rassegnazione ed indifferenza che ormai chiunque si sente di poter dire tutto ed il contrario di tutto per difendere le proprie posizioni precostituite grazie alle vecchie logiche di posizionamento.

Mentre la Filctem Cgil, vista la desertificazione industriale ed umana che avanza, giorno dopo giorno, pone questioni di diritti e rispetto per i giovani promuovendo il lavoro, quello buono, e la tutela ambientale salvaguardando una risorsa universale come l’acqua per tentare di innescare una discussione finalmente libera dai tanti lacci e lacciuoli, la risposta della direzione di ACS è il classico manifesto dei soliti luoghi comuni messi in campo per la difesa delle singole posizioni.

La Filctem viene accusata di avere questo atteggiamento in modo strumentale, solo per visibilità, insinuando un interesse in vista del rinnovo delle cariche; stia sereno, come più volte dichiarato, a noi non interessa chi occupa la dirigenza ma quali azioni mette in atto, abbiamo sempre detto la nostra sulla gestione di ACS, assumendoci le nostre responsabilità quando in modo speculativo si è tentato di portare la società nel baratro, lei ricorderà sicuramente.

In merito ai tirocini, andando oltre la nota della direzione del 10/04/2021, vorremmo capire se gli stessi, in piena autonomia, siano stati adoperati come letturisti, agenti tecnici, dando in affido macchine aziendali; vorremmo capire se moralmente sia giusto che familiari di figure apicali siano stati scelti per svolgere questi percorsi di crescita come tirocinanti.

L’altro grande limite di ACS è l’incapacità sulla programmazione progettuale perché, nonostante problematiche note, non possiede progetti immediatamente esecutivi nonostante le ingenti risorse disponibili; l’esempio plastico è citato anche nella nota di risposta. Poi non dite che si estrapola un frase decontestualizzata, il famoso progetto per Cassano per il risparmio energetico  di € 6.259.327 (fondi dalla Regione Campania stanziati nel 2017 con delibera n.252) a distanza di 5 anni e varie proroghe ci comunicate che sono iniziati le attività progettuali; ergo adesso si sta facendo un progetto esecutivo!

Siamo in perfetta sintonia con il mondo reale, ricordando sommessamente che la spesa per l’energia elettrica è un costo che supera il 1.000.000,00 € al mese.

In questa vertenza non c’è niente di personale o contro figure specifiche, c’è la ferma volontà della Filctem CGIL di portare avanti una battaglia in difesa di diritti fondamentali facendo la propria parte.

Alla Direzione Aziendale chiediamo di convocare un tavolo con tutti gli attori  che 10 anni fa hanno contribuito alla vittoria del referendum sull’acqua pubblica per aprire un vero confronto sul futuro di ACS e di questa bellissima provincia Irpina.

Carmine De Maio