ALTO CALORE, CI SALVI CHI PUO’

ALTO CALORE, CI SALVI CHI PUO’

29 Aprile 2016 0 Di Vincenzo Di Micco

Approvato il bilancio, rinviata la nomina del nuovo Cda, è già totonomi…ma non è ciò che conta

Il Bilancio consuntivo dell’Alto Calore è stato approvato. I comuni delle province di Avellino e Benevento sono salvi: le loro casse non finiranno nel baratro del dissesto. Ma i debiti, impressionati, restano tutti nella pancia dell’ente idrico e la partita su chi si candiderà a gestirli è appena cominciata. L’assemblea dei primi cittadini soci decide di non decidere e rinviare la scelta del nuovo consiglio d’amministrazione a data certa: subito dopo la chiusura delle liste per le amministrative, prima però dell’elezione del 5 giugno. S’ipotizz tra l’11 e il 13 maggio. Se poi non si trovera la quadra è facile che si vada oltre le elezioni. Al di là delle posizioni espresse dai singoli partiti attraverso questo o quel sindaco, in definitiva passa la linea maggioritaria dettata dal Direttorio avellinese del Pd: sì alla messa in sicurezza dei conti, poi verrà la sfida della nuova presidenza. E qui ne vedremo delle belle. Perché il totocandidati è già in corso e di nomi nelle prossime due settimane se ne ascolteranno molti, come è stato nelle precedenti senza risultati concreti. Anzi, le probabilità sono altissime e, nonostante la buona volontà di facciata, la decisione finale potrebbe maturare dopo le elezioni quando il puzzle dei sindaci, tra irpinia e sannio, sarà definitivo. De Stefano arriva a scandeza di mandato con un bilancio approvato dal 57 percento dei presenti (oltre il 60 percento degil aventi diritto) in termini assoluti di quote, si tratta di un plebistico dell’88 percento; a comporlo sono i sindaci democratici, gli amministratori di Scelta Civica ed altri schieramenti, gli astenuti sommano il 5 percento, i contrari il 4 percento: si tratta negli ultimi due casi di Forza Italia e Udc che, tuttavia, hanno preferito non non contarsi e scoprire le carte. De Stefano, dal canto suo, lascia anche se tiene aperta la porta ad un ricandidatura: “Ringrazio la mia famiglia per la vicinanza, i sindaci per la responsabilità e i tecnici per il lavoro svolto. Avevo preso un ente con il Bilancio sull’orlo del fallimento, abbiamo attuato una politica di risanamento, rigore e razionalizzazione che ha prodotto risultati efficaci, riconosciuti in questo risultato “bulgaro” di approvazione”. Dagli interventi in assemblea è emerso con chiarezza un dato: sarà la Regione Campania a decidere sulla gesitone benchè i sindaci saranno chiamati a proporre, attraversi enti d’ambito e Ato, una soluzione. Non a caso i presidente della Provincia Gambacorta rilancia una strategia di fondo: “Dialogare con la Regione su acqua e rifiuti è nostro dovere per tentare di ridurre i costi del sistema”. La domanda finale è: saprà il prossimo cda Alto Calore guardare al risparmio sui costi e non alla solita lottizzazione politica? Il metodo che sarà individuato dai partiti per la scelta del nuovo Cda ci dirà in anticipo la risposta.

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