ALAIA, I CONSIGLIERI E IL CENTROSINISTRA IN OSPEDALE

ALAIA, I CONSIGLIERI E IL CENTROSINISTRA IN OSPEDALE

11 Agosto 2019 0 Di Sandro Feola

Nessuno ha la pretesa di dare lezioni al Governatore su come debba organizzare la sua riconferma a Palazzo Santa Lucia. Nessuno, tuttavia, può impedirci di rilevare come Vincenzo De Luca da Salerno ce la stia mettendo tutta per perdere pezzi importanti di elettorato, anche in Irpinia, che potrebbero essergli indispensabili proprio per ottenere la sua rielezione a Presidente della Regione Campania.

Le nomine nella sanità dell’altroieri vanno in questa direzione.

Solo cautela e bon ton, che sono propri dei consiglieri regionali, hanno impedito che questi esprimessero il loro disappunto per decisioni che saranno probabilmente inappuntabili dal punto di vista procedurale, ma che poco colgono delle esigenze della sanità in Irpinia. Non a caso nessuno è andato al di là degli auguri di rito al nuovo manager al quale De Luca ha subito affiancato Direttore sanitario e direttore amministrativo entrambi provenienti da fuori provincia.

Insomma uno schiaffo ai consiglieri regionali, a pochi mesi dal voto, che può essere spiegato unicamente con l’auspicio o, meglio, la illusione del governatore che la riconferma della Morgante e nomine “terze” servano a tenere tutti buoni e tutti in coalizione.

A tre giorni dalla firma dei decreti di nomina nessuno dei consiglieri ha fiatato. Neanche per protestare la propria incredulità. Neanche Enzo Alaia, che é vice presidente del Commissione sanità, ha ritenuto, almeno ad oggi, di commentare l’accaduto.

Ed é proprio il silenzio di Alaia che dovrebbe preoccupare di più un Governatore evidentemente disattento. Al quale, infatti, deve essere sfuggito che l’esponente politico di Avella è stato il kingmaker della elezione di Biancardi a Presidente della Provincia di Avellino, dimostrando un significativo radicamento tra gli amministratori locali; che è l’unico consigliere regionale – guarda caso –  ad essersi guardato bene dal sostenere il candidato ufficiale a sindaco di Avellino del Pd e di palazzo Santa Lucia, poi uscito sconfitto alle urne.

Uno, insomma, che ha fiuto, che il territorio lo conosce, che da sempre lo batte palmo a palmo. E che sa bene che in paradiso ci si può andare e anche tornare. Ma mai a dispetto dei santi.