ADDIO A LUCIANO DE CRESCENZO, SE NE VA UN ALTRO SIMBOLO DELLA NAPOLETANITA’

ADDIO A LUCIANO DE CRESCENZO, SE NE VA UN ALTRO SIMBOLO DELLA NAPOLETANITA’

18 Luglio 2019 0 Di Leonardo D'Avenia

Il mondo della letteratura e dello spettacolo piange l’ingegnere filosofo Luciano De Crescenzo, morto a Roma al Policlinico Gemelli, all’età di 90 anni. Da tempo le sue condizioni di salute – lui che da anni soffriva di una malattia neurologica – non erano delle migliori. A portarlo via, le conseguenze di una polmonite. Nonostante un lieve miglioramento nella giornata è arrivata la più triste delle notizie. «Era ricoverato da circa due settimane presso l’unità operativa complessa di pneumologia del Gemelli, diretta dal professor Luca Richeldi – ha fatto sapere una nota dell’ospedale -. Accanto a lui i familiari e gli amici più cari che lo hanno accompagnato anche null’ultima fase della sua malattia». De Crescenzo ci lascia però un’eredità immensa, da tener conto per le generazioni a venire. Oltre cinquanta libri, 18 milioni di copie vendute nel mondo, di cui 7 milioni in Italia. Le sue opere sono state tradotte in 19 lingue e diffuse in 25 paesi. Per non parlare di pellicole indimenticabili come «Così parlò Bellavista» (1984) e «32 dicembre» (1988).  Un grande successo lo ebbe anche in tv. Pensiamo a programmi come «Zeus – Le Gesta degli Dei e degli Eroi» sui miti e sulle leggende degli antichi greci. Per non parlare del successo cinematografico, immortalando sullo schermo il personaggio napoletanissimo del professor Bellavista e recitando persino con Sophia Loren in «Sabato domenica e lunedì» della Wermuller. Sul grande schermo aveva però esordito come attore ne «Il pap’occhio» (1980) nel ruolo del Padreterno, al fianco dell’amico Roberto Benigni e diretto da Renzo Arbore. Con lui se ne va uno degli ultimi miti della napoletanità, un gigante del mondo della cultura, che alla città partenopea, al suo pensiero, alla sua filosofia, alla sua unicità, ha dedicato un’intera vita.