ACS, CHIUSURA INDAGINI PER 6 INDAGATI, SPUNTA LA CORRUZIONE ELETTORALE

ACS, CHIUSURA INDAGINI PER 6 INDAGATI, SPUNTA LA CORRUZIONE ELETTORALE

7 Luglio 2016 0 Di La redazione

Bufera sull’ “Avellino Citta Servizi”: si chiude parte delle indagini, si allarga lo scandalo sul fronte dei reati contestati.

Resta sempre al centro del ciclone la municipalizzata del Comune di Avellino che gestiva parcheggi, manutenzione del verde e servizi di pulizie nel capoluogo ma che, a quanto pare, era diventata covo di malaffare, serbatoio di voti, ente pubblico da saccheggiare a fini privati, definizione questa data dal capo dei Pm Rosario Cantelmo.

Ciò che emerge in queste ore è la “corruzione elettorale” paventata fino ad oggi dagli investigatori, ipotizzata ascoltando le intercettazioni, ma che gli stessi ritengono essersi consumata avendo acquisito, evidentemnete,  altri elementi di prova.

La Squadra Mobile ha notificato gli avvisi di conclusione dell’inchiesta a sei persone, cinque già raggiunte da informativa di garanzia, o sottoposte a misure cautelari, anche per il sesto è presumibile verrà chiesto il rinvio a giudizio.

Gli indagati a cui è stata notificata la chiusura delle indagini e per i quali vige la presunzione d’innocenza fino al terzo grado di un eventuale giudizio sono: Amedeo Gabrieli  ex amministratore unico dell’Acs (accusato di corruzione in concorso); Maria Stingo (accusata di peculato in concorso);  Barbara Matetich consigliera comunale (accusata di peculato in conorso); Alberto Carmine Ciccarone (accusato di peculato in concorso); Raffaele Matarazzo (accusato di peculato in concorso); Sergio Festa (accusato di corruzione elettorale).

Nei colloqui intercorsi e intercettati tra Festa e Gabrieli, quest’ultimo chiedeva sostegno per i suoi candidati di riferimento alla regionali («Io voto De Luca al quadrato») prospettando la possibilità d’inserire un congiunto dell’interlocutore presso l’Acs, a tempo determinato, tramite corsi di formazione per giovani.

“Il sistema di corruzione portato alla luce dalla Squadra Mobile – si legge nel comunicato diffusa dalla Questura – era basato sui privilegi concessi dall’Amministratore dell’Acs ad amici e parenti, con azioni delittuose commesse in totale disprezzo delle norme di gestione della pubblica amministrazione ed enorme spreco di danaro pubblico” (nel bilancio del Comune in corso di approvazione il nuovo vertice di Acs, il commissario Greco, ipotizza debiti fuori bilancio per circa 800 mila euro).