ACQUA. DAL TAVOLO CON GOVERNO E REGIONE IMPEGNI PER GESTIONE  PUBBLICA MA I FONDI ANCORA NON CI SONO

ACQUA. DAL TAVOLO CON GOVERNO E REGIONE IMPEGNI PER GESTIONE PUBBLICA MA I FONDI ANCORA NON CI SONO

21 Gennaio 2019 0 Di La redazione

L’Alto Calore dovrà produrre nuovi progetti per ottenere eventuali prestiti. È l’esito interlocutorio degli “Stati generali sull’acqua in Irpinia” e per il rilancio dell’ente idrico. I comitati spingono per l’affidamento pubblico ma il vero nodo sarà il reperimento delle risorse che scongiurino il fallimento della società. La Regione non entrerà nella Spa “Non possiamo per legge” , ha precisato Bonavicatola” – mentre il Governo vuole valutare lo stato di salute dell’ente prima di finanziare interventi dei quali si è discusso in maniera informale. Al tavolo anche il Comune di Avellino con il sub commissario Ricciardi.

 

La nosta stampa della Cgil

Oggi anche la CGIL in presidio a Palazzo Caracciolo per ribadire che l’acqua deve restare pubblica, rispettando il referendum del 2011. Sarebbe gravissimo privatizzare un bacino idrico importante come quello irpino. Nonostante non invitati, siamo riusciti a partecipare al tavolo.
“È assurdo dover elemosinare la presenza a questo incontro.” – dichiara Carmine De Maio, segretario Filctem-CGIL – “Il sindacato è stato in prima linea in questa battaglia e la vicenda dell’Alto Calore riguarda anche i lavoratori, che non possono essere esclusi dalle decisioni. C’è bisogno di investimenti importanti per riammodernare le reti idriche e diciamo a gran voce che non si può fare profitto su un bene comune come l’acqua. Siamo contenti che tutti i presenti al tavolo si siano espressi a favore della gestione pubblica: solo qualche settimana fa, quando abbiamo fermato il cambio dello statuto, non era così.”
“Nonostante ciò, non sono ancora state portate proposte pratiche al tavolo.” – continua Luca Cioffi, segretario confederale della CGIL – “Esigiamo che nel prossimo incontro vengano coinvolti i sindacati e crediamo che l’unica soluzione sia la conversione in un’azienda speciale di diritto pubblico. Mentre in parlamento è in discussione una legge sul tema, crediamo che l’Irpinia possa rappresentare un’esperienza di avanguardia nella gestione pubblica e partecipata dei beni comuni. Per fare questo, però, c’è bisogno che il governo passi dalle parole ai fatti e che anche la regione si assuma un impegno importante.”

LA NOTA STAMPA DEL COMITATO  Rete Acqua Bene Comune – Aspettando Godot

Si prene atto con soddisfazione dal tavolo istituzionale tenutosi stamattina presso il Palazzo della Provincia è emerso un dato condiviso: la gestione dell’acqua in Irpinia deve rimanere pubblica.

Il Presidente della Provincia Biancardi, che ha aperto i lavori, riconosce nella conservazione della gestione pubblica e nel risanamento dell’ente la soluzione del problema

Per l’AD ACS Ciarcia non c’è più l’estrema urgenza di liquidità immediata perché le operazioni da lui intraprese stanno portando i primi frutti.

Il Governo attraverso il Sottosegretario Sibilia ha dichiarato la sua disponibilità ad intervenire con la Cassa Depositi e Prestiti, ma  a condizione che si avvii un risanamento dell’Azienda e un cambio di tendenza della governance aziendale rispetto alle vecchie logiche,  a garanzia del prestito.

La Regione Campania, rappresentata dal Vice Presidente della Giunta Regionale Bonavitacola, si è dichiarata disponibile ad erogare il finanziamento di 60 milioni in tre anni, per il risanamento della rete idrica, con accollo per lo stesso periodo di 100 dipendenti dell’Ente e dei relativi costi salariali.

Il nostro comitato  Rete Acqua Bene Comune – Aspettando Godot, attraverso il suo portavoce Anna Maria Pascale, ha portato all’attenzione del tavolo che il tema su cui focalizzare le scelte sia la tutela del bacino idrico, di cui noi irpini siamo “i custodi” ed  ha ricordato che ogni scelta deve tenere presente il vincolo referendario della gestione pubblica della risorsa idrica.

Ha sollecitato, inoltre,  la Regione a dar seguito, per quanto di sua competenza,  ai 125 progetti di ristrutturazione della rete presentati dall’Alto Calore per ciascuno dei comuni soci già da settembre 2018 ed ha portato all’attenzione del tavolo gli altri due necessari punti per la ristrutturazione della gestione idrica e per la preservazione del bacino:

Il ristoro ecologico, ossia la contribuzione da parte degli altri fruitori dell’acqua irpina (Napoli, Salerno e Regione Puglia) al sostenimento del peso della custodia e tutela del bacino idrico già in carico ai comuni irpini.

La perequazione delle tariffe, ossia il livellamento della tariffe tra i vari fruitori della stessa regione, in modo da redistribuire i maggiori costi sopportati dalle popolazioni irpine a causa della conformazione montuosa della nostra provincia.

Il referente regionale del forum nazionale per l’acqua pubblica Grauso  ha proposto che il caso Alto Calore, avendo incontrato il favore di tutti gli attori per la gestione pubblica, possa diventare il capofila dell’attuazione della legge Daga, attualmente in discussione in Parlamento, sulla gestione pubblica e partecipativa del ciclo dell’acqua, che prevede l’azienda pubblica speciale quale unica forma di gestione del ciclo integrato dell’acqua.

Il delegato della curia Don Vitaliano Della Sala ha comunicato di aver intrapreso il percorso per rendere il bacino idrico irpino “patrimonio dell’umanità dell’UNESCO”.

Il tavolo è stato rinviato in prosieguo per valutare l’impegno dell’AD Ciarcia di approntare un piano di ristrutturazione in linea con quanto detto superando l’ipotesi dell’aumento di capitale da parte dei comuni e la modifica statutaria.

Il comitato  Rete Acqua Bene Comune – Aspettando Godot vista la presenza al presidio di stamattina di cittadini,  associazioni, partiti e sindacati esprime grande soddisfazione per i risultati che si stanno raggiungendo grazie a  questa esperienza di democrazia partecipata nata spontaneamente tra cittadini animati dalla tutela del BENE COMUNE.

Il Comitato Rete Acqua Bene Comune – Aspettando Godot