ACCADDE OGGI – 28/11/2018

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28 Novembre 2018 0 Di Delfino Sgrosso

Risultati immagini per alberto moravia28/11/1907 – Nasce a Roma lo scrittore, giornalista, saggista, drammaturgo, reporter di viaggio e critico cinematografico Alberto Moravia.

Nato da una famiglia benestante e dedita a professioni intellettuali (il padre, in particolare, era architetto e pittore), Alberto Pincherle (questo il suo vero nome), ancora giovanissimo, si ammala di tubercolosi ossea, malattia che lo costringe, in un’altalena di miglioramenti e ricadute, a tenersi lontano dalla scuola e, soprattutto, da quella vita di gioco e spensieratezza tipica della sua età. Questa condizione, d’altra parte, rafforza la sua vocazione di scrittore tanto che, proprio durante un periodo di convalescenza, inizia la stesura di quello che è, di certo, il suo romanzo più importante, Gli indifferenti (1929). All’attività di romanziere Alberto Moravia alterna quella di giornalista, che gli permette, nonostante i problemi di salute, di viaggiare all’estero e di scrivere diversi reportage. Per via di una serie di problemi economici, inoltre, si occupa di sceneggiature cinematografiche che però, avendo origini ebraiche, non può firmare col suo vero nome a causa delle leggi razziali del 1938.

Nel 1941 l’autore sposa una delle più importanti narratrici del nostro secondo dopoguerra, Elsa Morante. Sono gli anni del conflitto mondiale ed escono le raccolte di racconti L’amante infelice (1943), bloccato dalle autorità, L’epidemia (1944), ma soprattutto una delle sue opere più amate e discusse: il romanzo breve Agostino (1944), che appare in una tiratura limitata ed illustrata da due disegni di Guttuso. Nel frattempo, Dopo l’8 settembre 1943, quando viene a sapere che il suo nome è sulla lista stilata dai nazisti delle persone da arrestare, Alberto Moravia fugge da Roma e, con Elsa Morante, si nasconde a Sant’Agata di Fondi, fin quando l’avanzata dell’esercito alleato restituisce a entrambi la libertà. Negli anni Cinquanta, a Roma, e con il supporto di Carocci, fonda la rivista Nuovi Argomenti e si occupa della redazione insieme a Pier Paolo Pasolini ed Enzo Siciliano. Escono i Racconti romani (Premio Marzotto) e Il disprezzo. Nel 1955 pubblica su Botteghe Oscure la tragedia Beatrice Cenci e inizia a collaborare come critico cinematografico a L’Espresso. Nel 1957 viene pubblicato La ciociara (1957), nel 1958 Un mese in URSS, nel 1959 Nuovi racconti romani e nel 1960 La noia, con cui Moravia si aggiudica il Premio Viareggio.

Nel 1962 Moravia si separa definitivamente da Elsa Morante e va a vivere con un’altra scrittrice, Dacia Maraini, con cui fonda, poco dopo, la Compagnia del Porcospino nel teatro di via Belsiana a Roma. Dal 1979 al 1983 è membro della Commissione di selezione alla Mostra del Cinema di Venezia e inviato speciale del Corriere della sera (1975-1981). Per L’Espresso cura un’inchiesta sulla bomba atomica. Nel 1984 si presenta alle elezioni europee come indipendente nelle liste del Pci, e diventa deputato al Parlamento Europeo (1984-1989).  Tuttavia non può dirsi un intellettuale marxista: Alberto Moravia, infatti, rappresenta, piuttosto, un modello di pensatore laico e illuminista, che può servirsi del marxismo, ma come strumento di conoscenza e non come ricetta sociale e politica. Il 26 settembre 1990 lo scrittore muore nella sua casa di Roma.

Moravia è considerato l’iniziatore del romanzo borghese, attraverso il quale, maestro di acume, semplicità ed eleganza stilistica, ha esplorato senza riserve i temi dell’alienazione sociale, mostrando l’ipocrisia, il materialismo e la povertà morale del suo tempo. Il suo lavoro, in tal senso, riconduce alle forme del realismo, e della lucidità razionale, la crisi esistenziale della borghesia che ha attraversato gli anni del fascismo e del dopoguerra, intrecciando costantemente soggettività e oggettività.

 

Risultati immagini per CONFERENZA DI TEHERAN28/11/1943 – Inizia la Conferenza di Teheran sulla riorganizzazione dell’Europa dopo la fine della seconda guerra mondiale (28 novembre – 1º dicembre 1943).

La Conferenza è stata la prima occasione nella quale si riunirono i cosiddetti “tre Grandi” della seconda guerra mondiale: Stalin, per l’Unione Sovietica, Roosevelt, per gli Stati Uniti d’America, e Churchill per il Regno Unito. La conferenza era identificata nei documenti con il nome in codice “Eureka”. In tale conferenza, caratterizzata da una sostanziale concordanza di idee e progetti tra Stalin e Roosevelt in parziale contrapposizione con i piani di Churchill, i Tre Grandi si accordarono sull’appoggio ai partigiani di Tito in Jugoslavia, sulla data e sulle modalità esecutive dell’operazione Overlord (sbarco in Normandia), sulla necessità di dividere, dopo la guerra, il territorio della Germania in più stati per prevenire il riformarsi della sua potenza militare.

Vennero presi accordi per l’invasione da sud della Francia e si delinearono i confini della Polonia, con il consenso degli anglosassoni allo spostamento delle frontiere dell’URSS verso ovest.

 

Risultati immagini per CHAPECOENSE28/11/2016 – Disastro aereo del volo LaMia 2933: un Avro RJ85, con a bordo 81 persone, fra le quali la squadra di calcio brasiliana del Chapecoense, si schianta vicino a Medellín in Colombia.

La squadra, che si apprestava a giocare la finale della Copa Sudamericana contro i colombiani dell’Atlético Nacional, viaggiava su un quadrimotore, il Volo LaMia Airlines 2933, che è precipitato mentre si avvicinava all’aeroporto José Maria Córdova, a 50 km da Medellín. L’aereo caduto in Colombia aveva a bordo 77 persone, di cui 6 sopravvissute; tra queste, i calciatori della Chapecoense Hélio Hermito Zampier Neto (noto semplicemente come Neto), Jakson Ragnar Follman e Alan Luciano Ruschel.

Dopo la tragedia aerea la CONMEBOL (Confederazione sudamericana del calcio), su proposta dell’Atlético Nacional, ha assegnato ad honorem la Copa Sudamericana alla Chapecoense. È nato inoltre un sodalizio sportivo e un gemellaggio tra la tifoseria del Chapecoense e quella del Torino FC per la comune tragica sorte che coinvolse anche la squadra italiana nella tristemente nota Tragedia di Superga: nel primo anniversario della tragedia, il Torino è sceso in campo con una speciale maglia verde omaggiante quella del club di Chapecó.