ACCADDE OGGI – 28/01/2019

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28 Gennaio 2019 0 Di Delfino Sgrosso

Risultati immagini per bENEDETTO CAIROLI28/01/1825 – Nasce a Pavia il politico Benedetto Cairoli.

Nel 1844 si iscrive alla facoltà di giurisprudenza presso l’università della sua città natale, laureandosi nel 1850. Spinto dalla sua educazione patriottica, partecipa attivamente al movimento nazionale e liberale della gioventù universitaria. Allo scoppio della guerra di indipendenza del 1848 si arruola nella compagnia dei volontari pavesi. La fine sfortunata della guerra lo orienta con decisione verso il movimento mazziniano, ma la morte del padre lo costringe a tornare a casa, a sostegno della madre e dei quattro fratelli minori. Esule dalla Lombardia nel Regno di Sardegna, soggiorna brevemente a Zurigo e partecipa all’organizzazione dei moti mazziniani di Milano (1853). Nello stesso anno si ricongiunge alla famiglia in territorio piemontese, presso la villa di Groppello, che ben presto diviene un centro di azione patriottica. Il rientro a Pavia di Cairoli è reso possibile dall’amnistia austriaca del 1857, ma già alla fine del 1858 il coinvolgimento con Pisacane del fratello Ernesto, che morirà in combattimento l’anno successivo, lo costringe nuovamente all’esilio in Piemonte.

Nel 1859 è fra i primi ad arruolarsi nei Cacciatori delle Alpi; la delusione seguita all’armistizio di Villafranca, lo avvicina ancora di più a Garibaldi, del quale diviene acceso sostenitore. Si adopera per la preparazione di una spedizione nell’Italia meridionale, raccogliendo uomini, armi e denari in Lombardia. Nella spedizione dei Mille comanda la 7a compagnia, quasi tutta composta da studenti pavesi, e si distingue per coraggio ed eroismo. Durante la presa di Palermo, è ferito in maniera grave. Nel corso della stessa campagna muore di tifo il fratello Luigi. È di nuovo con Garibaldi nella campagna del 1866 e partecipa alla battaglia di Bezzecca. La fama patriottica della famiglia Cairoli cresce con la morte, a Villa Glori, del fratello Enrico e con quella del fratello Giovanni sopravvenuta, due anni dopo, a causa delle ferite riportate nello stesso scontro. Dopo Mentana si stacca definitivamente da Garibaldi, ritenendo indispensabile l’opposizione al Governo in sede parlamentare. Il matrimonio con la contessa trentina Elena Sizzo, avvenuto nel 1873, lo avvicina alle rivendicazioni irredentiste.

La carriera politica di Cairoli comincia nel gennaio 1860, con la carica di consigliere comunale a Pavia. Il 29 marzo dello stesso anno esce sconfitto dal ballottaggio nelle elezioni politiche, ma il 10 maggio successivo ottiene comunque il seggio alla Camera, rimasto vacante a seguito delle dimissioni del vincitore Stefano Bellisomi. In seguito a una seconda sconfitta nella tornata elettorale del gennaio 1861, sempre a Pavia, in aprile si ripresenta e vince nel collegio di Brivio. Nell’ottobre 1865 risulta eletto sia a Pavia sia a Napoli ed opta per la sua città natale, dove sarà confermato ininterrottamente fino alla XVI legislatura. Nell’Aula di Montecitorio siede nelle file della sinistra e lavora, inizialmente, per superare le divisioni fra mazziniani e garibaldini. Dai banchi parlamentari non perde occasione per incitare alla liberazione di Roma e dopo il 20 settembre 1870 continua la sua opposizione al Governo, battendosi in particolare a favore dell’allargamento del suffragio. Nel 1872 presenta per questo una specifica proposta di legge per l’introduzione del suffragio universale.

Esponente della sinistra intransigente, resta all’opposizione anche rispetto al Governo guidato da Depretis (marzo 1876). Quando il Ministro Zanardelli, molto vicino a Cairoli, esce dal Governo (novembre 1877), si apre una lunga crisi che si conclude con le dimissioni di Depretis all’indomani dell’elezione a larga maggioranza di Cairoli alla Presidenza della Camera, in quanto l’elezione viene interpretata come un’indicazione politica inequivocabile della nuova personalità intorno alla quale è possibile aggregare una nuova maggioranza di governo. L’8 marzo 1878, dopo la Vicepresidenza del 1869 e la sconfitta del 1870 nella corsa alla Presidenza, Cairoli subentra, solo per pochi giorni, a Crispi nella carica di Presidente della Camera. A partire dal 24 marzo del 1878 è infatti chiamato alla guida di tre Governi. Il primo Ministero Cairoli cade per una questione di politica interna: il 17 novembre 1878, durante le manifestazioni che seguono la fine del congresso di Berlino, il Re Umberto I è oggetto di un attentato, dal quale lo salva proprio Cairoli, facendo scudo col suo corpo ai colpi dell’attentatore. Traendo spunto dall’episodio, l’opposizione di destra censura l’indirizzo liberale del Governo in politica interna giudicato troppo tollerante verso organizzazioni e partiti sovversivi e Cairoli è costretto a lasciare l’incarico di Presidente del Consiglio nel dicembre dello stesso anno.

Torna a presiedere l’Esecutivo il 14 luglio 1879, succedendo al terzo Governo Depretis, ma la mancanza di una solida base parlamentare lo induce nuovamente alle dimissioni il 19 novembre dello stesso anno. Ricevuto immediatamente il reincarico Cairoli forma il suo terzo ed ultimo Ministero con l’appoggio di Depretis, che assume il Dicastero degli interni. A causa della grave crisi della politica estera italiana a seguito della firma da parte del bey di Tunisi, nel maggio 1881, del trattato che instaura il protettorato francese, Cairoli si dimette. Molti dei suoi ministri entrano a far parte del successivo Governo guidato da Depretis, imputando a Cairoli l’intera responsabilità della crisi tunisina. Ripreso il suo posto alla Camera, grazie alla sua autorevolezza e alla sua popolarità, diviene, quindi, il punto di riferimento dell’opposizione a Depretis e il fulcro della “pentarchia”. Quest’ultimo tentativo di fermare il “trasformismo” ha vita breve e difficile, perché ben presto alcuni oppositori rientrano nel Governo: il 1887 segna la fine della pentarchia e della carriera politica di Cairoli.

Segue un periodo di viaggi all’estero, fino alla morte avvenuta l’8 agosto 1889 a Napoli nella reggia di Capodimonte, per l’aggravarsi dei postumi delle sue ferite di guerra.

 

Risultati immagini per CLAPEYRON28/01/1864 – Muore a Parigi l’ingegnere e fisico francese Benoit Paul Emile Clapeyron.

Émile Clapeyron è un allievo del Collège de Juilly (1808-1814), poi studia all’École polytechnique fino al 1818 e all’École nationale supérieure des mines fino al 1820. Il 20 settembre 1821 diventa ingegnere minerario del Corpo reale delle miniere. Nel 1820 parte per San Pietroburgo con l’amico e collega Gabriel Lamé per formare gli allievi della locale Scuola dei trasporti, creata dal compatriota Augustin Bétancourt nel 1809. Il governo zarista affida ai due la concezione di ponti sospesi ma, a causa della rivoluzione di luglio in Francia, i rapporti tra il governo russo e quello francese si aggravano e i due ingegneri sono costretti a ritornare in Francia.

Tornato in Francia nel 1830, si interessa presto dei sistemi ferroviari e diventa uno dei principali promotori della Compagnia ferroviaria di Parigi-Saint-Germain dei fratelli Pereire. Nel 1836 progetta, assieme a Flachat, Lamé e Mony, la linea passeggeri Parigi-Le Pecq. Dal 1837 lavora ai progetti per le linee ferroviarie della Francia settentrionale e, a partire dal 1852, alla costruzione delle linee della Francia del sud, grazie alle sue considerazioni sull’elasticità fa fare dei progressi ai calcoli per le travi e le volte dei ponti. Costruì anche un motore che sfruttava il meccanismo di distensione del vapore. Assieme a Lamé, Clapeyron scrive nel 1833 delle Memorie sull’equilibrio interno dei solidi omogenei, destinato all’Accademia delle scienze di Parigi, di cui Louis Poinsot è il relatore. È in questo testo che appare per la prima volta la nozione di ellissoide di tensione. Più tardi si interessò principalmente di termodinamica, allora nascente. Lascia il suo nome all’equazione di Clapeyron (o di Clausius-Clapeyron), che fornisce il calore latente dei cambiamenti di stato dei corpi puri, e a un diagramma termodinamico (con coordinate p,V).

Insegna anche all’École nationale des ponts et chaussées dal 1844 e viene eletto membro dell’Académie des sciences nel 1858. Sposò Mélanie Bazaine Vasseur, sorella del maresciallo di Francia François Achille Bazaine e dell’ingegnere Pierre-Dominique Bazaine.

 

Risultati immagini per YEATS28/01/1939 – Muore a Roccabruna, in Francia, il poeta, drammaturgo, scrittore e mistico irlandese William Butler Yeats.

Nato a Dublino il 13 giugno 1865, William Butler Yeats trascorse i primi tre anni di vita nel luogo in cui era nato, in una casa chiamata Georgeville, prima che la famiglia si trasferisse a Londra. Yeats era al tempo stesso altezzoso e romantico: una specie di fastidio verso tutto ciò che poteva considerarsi “realtà” lo spinse ad una strenua ricerca verso il mondo invisibile e i suoi abitatori. Quando il poeta era quindicenne, la famiglia ritorna in Irlanda e va ad abitare in cima alle scogliere di Howth: lì, l’atmosfera è magica, ogni villaggio ha il suo fantasma e la sua leggenda. La domestica degli Yeats si rivela una preziosa fonte di informazione sulle storie soprannaturali del luogo e proprio da queste il poeta trae spunto per scrivere un capitolo della sua prima opera in prosa Celtic Twilight, intitolato Village ghosts. Nel 1882, proprio in questa atmosfera, compie i suoi primi esperimenti poetici. I versi di Yeats furono pubblicati per la prima volta nel 1885; nello stesso anno, egli conobbe John O’Leary, nella cui casa incontrò anche Douglas Hyde e John Taylor. In questi anni, insieme alla nuova amica Katharine Tynan, farà la sua prima esperienza di spiritismo, che lo lascerà sconvolto e deluso al tempo stesso.

Sempre nel 1885 vede la luce Mosada, il suo primo dramma in poesia; nell’87 pubblica un’antologia poetica dal titolo Poems and ballads e nell’’88 dà alle stampe a Londra Favole e racconti irlandesi, consolidando la sua crescente notorietà. Conoscerà in quel periodo G. Bernard Shaw e Oscar Wilde. Nel 1891 Yeats fonda a Londra la Società letteraria londinese e in quell’anno scriverà l’opera teatrale La contessa Cathleen, cucendo addosso a Maud Gonne – la donna amata tutta la vita – il personaggio della gentildonna che vende l’anima al diavolo per salvare il suo popolo dalla fame e che per questo gesto verrà riscattata e riacquisterà la salvezza. Durante una lunga permanenza al castello di Tulira, insieme a Arthur Symons e Edward Martyn, conosce Lady Augusta Gregory. L’influenza che ebbe su Yeats, di cui fu amica e consigliera, fu enorme e significativa. Gli aprì le porte della sua casa di Coole, che divenne la più importante dimora del poeta. Per oltre trent’anni egli vi trascorse tutte le estati e spesso anche gli inverni. Probabilmente, proprio in quel luogo vennero gettate le basi per la nascita dell’Irish Literary Theatre. Poco prima che La Contessa Cathleen venisse rappresentata a Dublino, la rappresentazione all’improvviso fu messa in forse da voci diffusesi in città, secondo le quali la pièce non era ortodossa dal punto di vista teologico.

A questo punto, parecchi cattolici amici e colleghi di Yeats ritirarono il loro appoggio e un manifesto di condanna fu sottoscritto dagli studenti dell’Università, ad eccezione di Joyce. Nonostante le difficoltà, La Contessa Cathleen fu rappresentata all’Ancient Concert Rooms. Yeats divise gli animi: se per qualcuno divenne un eroe, per altri fu ritenuto quasi un eretico. Nel 1907 Yeats si recò in Italia: “splendente nell’ombra verde delle mura di Ferrara”. Un anno dopo vennero pubblicati i suoi Collected Works in Verse and Prose (Opere complete in versi e in prosa); nel 1910 gli fu assegnata una pensione governativa e si trovò a far parte del comitato accademico della Royal Society of Literature. Nel 1917 chiede la mano a Georgie Hyde-Leeds, bella e colta gentildonna londinese: i due si sposeranno a Londra. La felicità coniugale del poeta viene accresciuta dalla comune passione per l’occulto e lo spiritismo. Nel gennaio del 1923, Yeats ottiene un seggio al senato irlandese e vi si insedia, nonostante che l’Irlanda conservatrice e profondamente religiosa continui a guardare con sospetto l’interesse del poeta e di sua moglie verso l’occulto e i fenomeni magici.

Sempre nel 1923 gli viene conferito il Premio Nobel per la letteratura. Gravemente indebolito da attacchi di congestione polmonare e d’influenza, gli viene prescritto di recarsi all’estero per ristabilirsi. Fu così che nel 1928 si trasferisce a Rapallo con la moglie e i due figli. «Questo è un luogo indescrivibilmente bello – scrisse a Lady Gregory da Rapallo – come ci si immagina sia una cittadina greca… Qui posso liberarmi dall’asprezza delle diatribe irlandesi e scrivere i miei versi più amabili.» In aprile Yeats fece ritorno in Irlanda, e il 18 luglio tenne il suo ultimo discorso in senato; il suo mandato era giunto a scadenza e, data la salute instabile, non desiderava che gli venisse rinnovato. Nel 1931 si recò in Inghilterra per ricevere la laurea ad honorem dall’Università di Oxford. Ancora attorno alla metà degli anni Trenta, Yeats continuava a farsi vedere all’ Abbey Theatre, sia in platea che tra le quinte. Verso la fine del 1938, la moglie lo accompagnò per un periodo di soggiorno in un albergo a Cap Martin, nelle Alpi Marittime francesi. Un senso di pace profonda lo pervase durante la permanenza in quei luoghi.

Yeats morì per collasso cardiaco il 28 gennaio 1939, all’età di settantatre anni, e fu seppellito nel piccolo cimitero di Roquebrune, cittadina sul mare tra Monaco e Mentone.