ACCADDE OGGI – 27/11/2018

ACCADDE OGGI – 27/11/2018

27 Novembre 2018 0 Di Delfino Sgrosso

Risultati immagini per turbina kaplan27/11/1876 – Nasce a Murzzusclagh, in Austria, l’ingegnere ed inventore austriaco Victor Kaplan.

Nato in una famiglia di ferrovieri, dopo aver frequentato le scuole a Vienna, nel 1895 si iscrive all’università alla facoltà di ingegneria civile, specializzandosi nei motori diesel a combustione interna. Dal 1900 per un anno svolge il servizio militare a Pola. Dopo un primo periodo di lavoro a Vienna, nell’ambito dei motori, si trasferisce all’università di Brno, come ricercatore nell’istituto di ingegneria civile. Qui diventa professore ordinario nel 1909 e si interessa alle turbine idrauliche e allo sfruttamento economico dei corsi d’acqua. La rivoluzione industriale richiedeva sempre più energia, perciò si tentava di sfruttare anche i corsi d’acqua con piccoli dislivelli, cui non si adattava la turbina Francis che era diffusa allora.

In un piccolo laboratorio per turbine, sistemato presso il Politecnico tedesco di Brno, Kaplan realizza man mano una turbina di tipo completamente nuovo. Abbassando il numero di pale e restringendo il loro profilo, diminuisce all’inizio le perdite provocate dall’attrito; in seguito costruisce delle pale orientabili che si possono orientare e adattare alle modificate condizioni di portata mentre la turbina è in esercizio. Ciò rende possibile uno sfruttamento economico anche dei corsi d’acqua dalla portata molto variabile. A causa della Grande Guerra la prima Turbina Kaplan viene costruita dalla Storek per un’industria tessile della bassa Austria solo nel 1918. Dopo il successo ottenuto su questa prima installazione, la Kaplan ben presto diviene una delle turbine idrauliche più usate.

Un ictus chiude prematuramente la vita dell’inventore austriaco il 23 agosto 1934.

 

Risultati immagini per jimi hendrix27/11/1942 – Nasce a Seattle, negli Stati Uniti, il chitarrista e cantautore James Marshall Hendrix.

Considerato all’unanimità il più grande chitarrista elettrico di tutti tempi, dal suo strumento d’elezione seppe trarre un’innumerevole quantità di diversi effetti timbrici, giungendo a suonarlo anche con i denti, con il gomito o con l’asta del microfono, in modo coerente al carattere istintivo ed esibizionistico dei suoi concerti.

Frutto di un incrocio fra sangue indiano Cherooke, nero e messicano, il geniale musicista vive i suoi primi anni di vita immerso in una situazione familiare non delle più felici. Per anni convive con la nonna (indiana Cherooke purosangue che lo porta ancora più vicino alle sue radici Indiane e ribelli), mentre padre e madre si arrangiano in mille lavori. All’età di soli dodici anni riceve come dono la sua prima chitarra elettrica, chiamata da lui affettuosamente “Al”, un piccolo strumento con cui comincia le sue prime esperienze musicali da autodidatta. I problemi cominciano da lì a poco. La madre muore quando Jimi ha solo quindici anni mentre all’età di sedici viene espulso da scuola, probabilmente per motivi razziali. Di fatto comincia a darsi al vagabondaggio, guadagnandosi da vivere con gruppi di rhythm and blues e di rock’n’roll. Dopo aver prestato servizio militare come paracadutista, a ventun’anni si inserisce nel giro dei session-man, ossia di coloro che vengono pagati a cottimo per le loro prestazioni musicali.

Grazie alle sue doti straordinarie nel giro di poco tempo diventa il chitarrista nientemeno che di personalità come Little Richard, Wilson Pickett, Tina Turner e King Curtis, alcune delle stelle del firmamento rock dell’epoca. Nel 1965 al Greenwich Village forma il suo primo complesso stabile, ottenendo un contratto per esibirsi regolarmente. Con una situazione più sicura alle spalle ha modo di concentrarsi ancora di più nello studio della tecnica esecutiva, in cui arriva a vertici difficilmente avvicinabili – non tanto per la tecnica in sé, quanto per le capacità raggiunte nel trattamento del suono o della singola nota. L’innovativo stile di Hendrix nel combinare distorsioni lancinanti, piene di dolore, ad una pura vena blues crea di fatto una nuova forma musicale, che si avvale di tutta la tecnologia legata allo strumento. Nei suoi brevi quattro anni di “regno”, Jimi Hendrix amplia il vocabolario della chitarra elettrica rock più di qualsiasi altro. Hendrix diventa un maestro nel riuscire a tirar fuori dalla chitarra suoni mai ascoltati prima di allora; spesso con esperimenti di amplificazione che portano al limite, se non oltre, le capacità delle attrezzature impiegate. Le sue esibizioni si distinguono per la selvaggia energia del suo modo di suonare e per l’irresistibile carica sessuale dei suoi atteggiamenti (il tutto, anche abbondantemente condito da acidi e sostanze psicotrope).

Hendrix incontra Chas Chandler, ex-Animals, manager a New York in cerca di nuovi talenti. Chandler lo porta con sé a Londra dove gli procura una sezione ritmica: la nuova band di Jimi, chiamata significativamente “The Jimi Hendrix Experience” (formata dal batterista Mitch Mitchell e dal bassista Noel Redding), diventa in breve tempo l’argomento di conversazione principale a Londra nel periodo conclusivo del 1966. Inoltre, il primo singolo dell’Experience, “Hey Joe”, rimane nelle classifiche inglesi per dieci settimane, raggiungendo la sesta posizione nel tardo 1967. Il singolo del debutto è velocemente seguito dal lancio dell’LP “Are You Experienced?”, una compilation psichedelica zeppa di inni generazionali. L’LP non a caso rimane uno dei più popolari album rock di tutti i tempi, con canzoni immortali quali “Purple Haze”, “The Wind Cries Mary”, “Foxy Lady”, “Fire” e “Are You Experienced?”.

Nonostante lo schiacciante successo della Hendrix Experience in Inghilterra, è solo quando questa, nel giugno del 1967, torna in America infiammando letteralmente la folla del Monterey International Pop Festival che diviene la band più popolare del mondo. Al termine della sua estenuante esibizione (con una versione demoniaca di “Wild thing”), dopo aver dato fuoco alla chitarra, Jimi raccoglie un’ovazione interminabile. Il successivo LP sfornato dalla band è “Axis: Bold As Love” mentre nel 1968 è la volta di “Electric Ladyland”, un capolavoro della storia del rock.

Ma già nel 1968 comincia il declino fisico, morale e artistico di Hendrix. Durante tutto quel fatidico anno le richieste pressanti di concerti e registrazioni in studio snervano notevolmente la fibra del gruppo, tanto che nel 1969 l’Experience si scioglie, forse anche sotto le pressioni del movimento nero delle “Black Panther”, a cui Hendrix aveva aderito, che disdegnava l’appartenenza di Hendrix ad un trio composto da bianchi. Ad agosto trionfa a Woodstock, oltre che con la solita infiammata esibizione, anche con una versione delirante dell’inno americano (“Star spangled banner”), uno sberleffo divenuto celeberrimo. Con la sua chitarra Hendrix non si limita a distorcere la celebre melodia ma, in linea col pacifismo e le contestazioni del tempo, imita il suono di spari e bombardamenti, ricordando a tutti che era in corso la tragica guerra del Vietnam. Il 1969 ha inizio con una nuova collaborazione tra Jimi, Billy Cox e il batterista Buddy Miles (tutti musicisti neri), i quali danno vita alla “Band of Gypsys”. I tre intraprendono una serie di performance stellari nei giorni tra il 31 dicembre 1969 e 1 gennaio 1970. Di questi concerti vengono effettuate delle registrazioni poi messe sul mercato a partire dalla metà degli anni ’70 in un unico album. Successivamente Jimi ricontatta il batterista Mitch Mitchell e, insieme al bassista Billy Cox, rimette in piedi la Jimi Hendrix Experience. In studio il gruppo registra molte tracce per un altro LP, provvisoriamente intitolato “First Rays Of The New Rising Sun”.

Sfortunatamente Hendrix non riuscirà a veder pubblicato questo nuovo lavoro: un mese dopo, a 28 anni non ancora compiuti, viene ritrovato morto a Londra riverso sul letto di una stanza del Samarkand Hotel, soffocato nel proprio vomito per una overdose di barbiturici. E’ il 18 settembre 1970.

Da allora è stato un susseguirsi di omaggi alla sua memoria, ma anche di insinuazioni sulla sua morte, considerata “misteriosa”, un po’ come succede a tutte le rockstar scomparse prematuramente. Intorno al patrimonio di Hendrix, com’era prevedibile, si è scatenato un vespaio di beghe legali e di operazioni speculatrici. Come in vita, anche dopo la morte il grande chitarrista nero è stato manipolato da impresari senza scrupoli. Hendrix è stato indubbiamente uno degli artisti più sfruttati dall’industria discografica, che non esitò (e non esita tuttora) a pubblicare tutto ciò che egli suonò.

 

BLU – Stati UE aderenti;      GIALLO – Stati UE non aderenti, ma obbligati a partecipare;      ROSSO – Stati UE aderenti di opt-out;      VERDE – Stati non-UE aderenti;     ARANCIONE – Stati non-UE aderenti de facto; VIOLA – Stati non-UE con confini aperti

27/11/1990 – L’Italia firma gli accordi di Schengen.

L’acquis di Schengen è un insieme di norme e disposizioni, integrate nel diritto dell’Unione europea, volte a favorire la libera circolazione dei cittadini all’interno del cosiddetto Spazio Schengen, regolando i rapporti tra gli Stati che hanno siglato la Convenzione di Schengen. Il complesso di norme, dette anche accordi di Schengen, prende il nome dalla cittadina di Schengen, in Lussemburgo, al confine con la Francia e la Germania. L’acquis di Schengen comprende:

  • L’Accordo di Schengen, firmato il 14 giugno 1985 dagli Stati del Benelux, dalla Germania e dalla Francia;
  • La Convenzione di applicazione dell’Accordo di Schengen, firmata il 19 giugno 1990;
  • Gli accordi di adesione alla Convenzione di applicazione dell’Accordo di Schengen da parte di Italia, Spagna, Portogallo, Grecia, Austria, Danimarca, Finlandia e Svezia;
  • Le decisioni del Comitato esecutivo e del Gruppo centrale.

Obiettivo degli accordi è favorire la libera circolazione dei cittadini e la lotta alla criminalità organizzata all’interno dello Spazio Schengen, mediante l’abolizione dei controlli alle persone alle frontiere interne tra gli Stati partecipanti e la costituzione di un sistema comune di controllo alle frontiere esterne. Gli accordi prevedono inoltre una cooperazione giudiziaria e di polizia rafforzata per la lotta alla criminalità,la possibilità per le forze di polizia di intervenire in alcuni casi anche oltre i propri confini (per esempio durante gli inseguimenti di malavitosi) e l’integrazione delle banche dati delle forze di polizia in un database unico, il Sistema di informazione Schengen (SIS).

Al 2015, lo Spazio Schengen comprende 26 paesi che applicano integralmente l’acquis di Schengen (22 Stati membri dell’Unione europea e quattro Stati associati). La frontiera esterna dello Spazio Schengen (per l’80% marittima e per il 20% terrestre) è lunga più di 50 000 km e comprende centinaia di valichi di frontiera aeroportuali, marittimi e terrestri.