ACCADDE OGGI – 25/11/2018

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25 Novembre 2018 0 Di Delfino Sgrosso

Risultati immagini per CARL BENZ25/11/1844 – Nasce a Karlsruhe (Germania) l’ingegnere ed inventore tedesco Karl Friedrich Benz (indicato spesso come Carl Benz). È considerato l’inventore della prima automobile della storia.

Il padre, Johann Georg Benz. macchinista ferroviario, muore quando Karl ha appena due anni. La madre, Josephine Vaillant, intuendo le grandi potenzialità del figlio, con grossi sacrifici riesce a garantirgli gli studi fino al Politecnico, dove si diploma nel 1864. Benz entra subito come apprendista nella Karlsruher Maschinenfabrik, dove mostra le sue capacità facendo rapidamente carriera. Nel 1866, lascia Karlsruhe e si trasferisce a Mannheim in una fabbrica di bilance. In seguito, nel 1869, è a Pforzheim in una ditta costruttrice di ponti, dove arriva al ruolo di direttore.

A Pforzheim Carl Benz conosce Bertha Ringer, che diventerà sua moglie, e avrà un ruolo importante nella futura “invenzione” dell’automobile. E’ un periodo molto attivo per il giovane Carl, che decide di mettersi in proprio, aprendo assieme all’amico August Ritter una società di costruzioni. L’impresa però entra ben presto in crisi a causa dei continui litigi tra i due. Benz decide quindi di rilevare la quota societaria di Ritter, fondando (grazie anche alla dote della futura moglie) la Karl Benz Eisengießerei und mechanische Werkstätte (Officina Meccanica e Fonderia Karl Benz). Benz e la Ringer si sposano Il 20 luglio 1872, e la coppia mette al mondo tre figli: Eugen nato nel 1873, Richard un anno dopo e Klara nel 1877. In quello stesso anno però gli affari dei Benz cominciano ad andar male. A causa delle forti perdite (circa 2.000 marchi dell’epoca) sono costretti a chiudere la fonderia.

A causa dell’improvviso rovescio di fortuna, e trovandosi con una famiglia ormai numerosa da mantenere, Carl Benz ha l’idea di occuparsi di motori a gas, seguendo il lavoro che a Colonia stavano sviluppando Wilhelm Maybach e soprattutto Gottlieb Daimler. Ci vogliono però due anni per giungere al risultato sperato, dopo aver speso tutti i risparmi e grazie ai prestiti di alcuni amici: nel 1882, Benz perfeziona finalmente il suo motore a due tempi e apre la Aktiengesellschaft Gasmotorenfabrik in Mannheim. Ma i debiti accumulati dai Benz portano ancora una volta alla chiusura della fabbrica, il tutto mentre in casa arriva la quarta figlia, Thilde. I successi ottenuti nella costruzione del suo primo motore generano però l’interesse di nuovi investitori, grazie ai quali Benz riesce ad aprire nel 1883 una nuova azienda, la Benz & Cie. Rheinische Gasmotorenfabrik in Mannheim. E quando nel 1886 una sentenza “libera” la costruzione del motore a quattro tempi (il cui brevetto era conteso tra Nikolaus August Otto e Gottlieb Daimler), Carl Benz registra prontamente quella che è considerata la prima automobile della storia, la Benz Patent Motorwagen.

Si tratta di una vettura con tre ruote mossa da un motore monocilindrico a quattro tempi di circa 1000 centimetri cubici e poco meno di un cavallo-vapore di potenza. Sarebbe rimasta probabilmente solo una scoperta priva di conseguenze pratiche, se non fosse intervenuta la signora Benz ad aiutare il marito a capire l’immenso potenziale commerciale di quel curioso “triciclo a motore”. Un bel giorno dell’agosto del 1888 infatti, Bertha ha un’idea: “rubare” uno dei prototipi custoditi in garage per andare a trovare la madre. Un viaggio tutt’altro che breve visto che la suocera di Carl abita a Pforzheim, a ben 104 chilometri da Mannheim, ma che Bertha riesce avventurosamente a compiere, accompagnata per giunta da due dei suoi quattro figli! L’impresa della moglie convince Benz a commercializzare la sua invenzione, e dopo poche settimane infatti vende la sua prima automobile a un cliente di Parigi.

Nel 1890 nasce Ellen, la quinta ed ultima figlia dei Benz, ma gli affari tornano a peggiorare. Le vendite languono, e Benz allora si impegna nella creazione (grazie anche ai preziosi consigli della sua prima “collaudatrice”) di nuove auto più complete e migliorate. Nascono così la Benz Viktoria nel 1893 e la Velo l’anno seguente, che fanno definitivamente spiccare il volo al business dell’automobile, spinto anche dalla concorrenza con la DMG, fondata nel frattempo dall’altro pioniere Gottlieb Daimler. Carl Benz però continua a preferire l’attività di progettista e costruttore, e quindi nel 1903 decide di lasciare l’azienda da lui stesso fondata, restando solo come consulente nel consiglio di amministrazione.

La definitiva consacrazione del suo genio arriva nel 1914, quando il Politecnico di Karlsruhe gli conferisce la laurea honoris causa. È pero un destino ineluttabile che le strade di Benz e Daimler si incontrino. Difatti nel 1926 dalla fusione delle loro due aziende nasce la Daimler-Benz AG, antesignana del moderno colosso Mercedes-Benz. E’ l’ultima grande conquista di Carl Benz. L’ingegnere e inventore tedesco muore a Ladenburg all’età di 84 anni, il 4 aprile del 1929, a causa delle complicazioni di una banale bronchite.

 

Risultati immagini per papa giovanni xxiii25/11/1881 – Nasce a Sotto il Monte (Bergamo) Angelo Giuseppe Roncalli, meglio conosciuto come papa Giovanni XXIII. La storia lo ricorda come il papa che iniziò il Concilio Vaticano II, i credenti come il “papa buono”.

Quartogenito dei 13 figli di Battista Roncalli e Marianna Mazzola, semplici contadini il giovane cresce in un ambiente povero: il futuro Papa riconoscerà sempre la preziosità delle virtù assimilate in famiglia quali la fede, la carità, la preghiera. A undici anni, nel 1892, entra in seminario a Bergamo grazie anche all’aiuto economico del suo parroco e di don Giovani Morlani, proprietario del fondo coltivato dalla famiglia Roncalli. Qui Angelo matura la determinazione di compiere ogni sforzo per diventare santo, come si legge ripetutamente nel suo diario “Il giornale dell’anima”, iniziato nel 1895. Le capacità intellettuali e morali sono notevoli e nel 1901 viene mandato a Roma per continuare gli studi come alunno del Seminario Romano dell’Apollinare, usufruendo di una borsa di studio.

Negli anni 1901-1902 anticipa la richiesta per il servizio militare come volontario, sacrificandosi a favore del fratello Zaverio la cui presenza era necessario a casa per i lavori in campagna. Nonostante le difficoltà incontrate sotto le armi avrà modo di scrivere “eppure sento il Signore con la sua santa provvidenza vicino a me”. Consegue la laurea in Sacra Teologia nel 1904.  Nel 1905 viene scelto dal nuovo vescovo di Bergamo, Giacomo Radini-Tedeschi, come segretario personale. Roncalli viene segnalato per la dedizione, la discrezione e l’efficienza. Radini-Tedeschi rimarrà sempre guida ed esempio per il futuro Papa, che resta al suo fianco fino alla morte di questi, il 22 agosto 1914; durante questo periodo Roncalli si dedica anche all’insegnamento della storia della Chiesa presso il seminario di Bergamo. Allo scoppio della Prima guerra mondiale (1915) è richiamato nella sanità militare, per esserne poi congedato con il grado di tenente cappellano.

Nel 1921 papa Benedetto XV lo nomina prelato domestico (che gli vale l’appellativo di monsignore) e presidente del Consiglio Nazionale Italiano dell’Opera della Propagazione della Fede. Inizia poi un periodo di missioni diplomatiche che lo porteranno in Bulgaria, Turchia e Grecia nel corso di un decennio. Questo periodo della vita di Roncalli, che coincide con la Seconda guerra mondiale, è ricordato in particolare per i suoi interventi a favore degli ebrei in fuga dagli stati europei occupati dai nazisti.

Nel 1944 è nominato (da Pio XII) Nunzio Apostolico a Parigi, dove c’è una situazione difficilissima, che vede molti vescovi accusati di aver collaborato con i tedeschi invasori. L’equilibrio, l’accortezza, la semplicità e l’amabilità di Roncalli riescono a risolvere i problemi e a conquistare le simpatie dei francesi e di tutto il Corpo Diplomatico. Nel 1953 viene nominato cardinale e patriarca di Venezia. Già durante questo periodo si segnala per alcuni importanti gesti di apertura. Fra i tanti va ricordato il messaggio che invia al Congresso del PSI – partito ancora alleato del PCI i cui dirigenti e propagandisti erano stati scomunicati da papa Pio XII nel 1949 – quando nel 1956 i socialisti si riuniscono nella città di Venezia.

Dopo la morte di Papa Pio XII, Angelo Roncalli viene eletto Papa il 28 ottobre 1958, con sua grande sorpresa; sceglie il nome di Giovanni XXIII e il 4 novembre dello stesso anno viene incoronato. Secondo alcuni analisti Roncalli sarebbe stato scelto principalmente per la sua età: dopo il lungo pontificato del suo predecessore, i cardinali avrebbero scelto un uomo che presumevano, per via della sua età avanzata e della modestia personale, sarebbe stato un Papa cosiddetto “di transizione”. Giungerà invece in qualche modo inaspettata la conquista dell’affetto di tutto il mondo cattolico, in un modo che i predecessori di Roncalli non avevano mai ottenuto, proprio grazie al calore umano, al buon umore e alla gentilezza del nuovo papa, oltre alla sua importante esperienza diplomatica. Tra le molte novità introdotte nel pontificato di Giovanni XXIII, c’è l’aumento del numero massimo di cardinali a 75, superando il tetto di 70 cardinali ormai fermo da secoli.

Fra lo stupore dei suoi consiglieri e vincendo le remore e le resistenze della parte conservatrice della Curia, Giovanni XXIII indice un concilio ecumenico, meno di 90 anni dopo il controverso Concilio Vaticano I. Mentre i suoi aiutanti stimavano di dover impiegare almeno un decennio per i preparativi, Giovanni XXIII progettò di tenerlo nel giro di pochi mesi. Il 4 ottobre 1962, ad una settimana dall’inizio del concilio, Giovanni XXIII si reca in pellegrinaggio a Loreto e Assisi per affidare le sorti dell’imminente Concilio alla Madonna e a San Francesco. Per la prima volta dall’unità d’Italia un papa varcava i confini del Lazio ripercorrendo i territori che anticamente erano appartenuti allo Stato pontificio: questo seppur breve tragitto ripristinerà l’antica figura del papa pellegrino che i suoi successori porteranno poi a pieno compimento. Tra gli altri eventi che caratterizzano la storia recente c’è da ricordare la scomunica da parte di Papa Giovanni XXIII a Fidel Castro (3 gennaio 1962) in linea con un decreto del 1949 di Pio XII, che vietava ai cattolici di appoggiare governi comunisti.

Sin dal settembre 1962, prima ancora dell’apertura del Concilio, si erano manifestate le avvisaglie della malattia che sarà per lui fatale: un tumore allo stomaco, di cui altri fratelli Roncalli erano già stati colpiti. Pur visibilmente provato dal progredire del cancro, papa Giovanni XXIII l’11 aprile 1963 firma l’enciclica Pacem in Terris. Angelo Roncalli, Papa Giovanni XXIII, muore dopo un’agonia di tre giorni la sera del 3 giugno 1963, alle 19:49. “Perché piangere? E’ un momento di gioia questo, un momento di gloria”, sono le sue ultime parole rivolte al proprio segretario. Dal Concilio Vaticano II, che Giovanni XXIII non vedrà terminare, si sarebbero prodotti negli anni successivi fondamentali cambiamenti che avrebbero dato una nuova connotazione al cattolicesimo moderno.

Chiamato affettuosamente il “Papa buono”, Giovanni XXIII viene dichiarato beato da papa Giovanni Paolo II il 3 settembre 2000. Viene canonizzato da Papa Francesco in una cerimonia condivisa con il papa emerito Benedetto XVI, insieme a Papa Giovanni Paolo II il 27 aprile 2014.

 

Risultati immagini per elicottero agip ravenna25/11/1990 – Si inabissa, al largo di Marina di Ravenna un elicottero Puma con 13 uomini a bordo, uccidendo tutti gli occupanti. I 13 erano diretti verso la piattaforma Porto Corsini Est. Otto di loro lavoravano all’Agip, due in una ditta di catering, tre erano membri dell’equipaggio.

L’elicottero Puma o, più tecnicamente, Sa330, si era alzato in volo la mattina, poco prima delle nove. Sette giorni di lavoro, quattro a casa: questi i turni. La giornata era grigia, c’era vento. Il Puma proseguiva verso le piattaforme. Cadde in mare davanti a Marina di Ravenna poco dopo il decollo. La causa fu una piccola fessura nel giunto che collega le pale al motore dell’elicottero. Nessun superstite.  Il recupero dei tredici corpi fu lento: gli ultimi due furono trovati a metà dicembre sulla spiaggia tra Rimini e Cattolica, 40 chilometri a sud di Ravenna. L’inchiesta appurò che fu una fatalità a causare il disastro.