ACCADDE OGGI – 24/11/2018

ACCADDE OGGI – 24/11/2018

24 Novembre 2018 0 Di Delfino Sgrosso

Risultati immagini per carlo collodi24/11/1826 – Nasce a Firenze lo scrittore e giornalista italiano Carlo Collodi, all’anagrafe Carlo Lorenzini.

La madre, Angelina Orzali, benché diplomata come maestra elementare, fa la cameriera per l’illustre casato toscano dei Garzoni Venturi – la cui tenuta a Collodi rimarrà uno dei ricordi più cari del piccolo Carlo – e in seguito presso la ricca famiglia Ginori di Firenze. Il padre Domenico Lorenzini, di più umili origini, debole di carattere e fragile di salute, lavora come cuoco per gli stessi marchesi Ginori. Primogenito di una numerosa e sventurata famiglia (dei dieci figli, sei ne muoiono in tenera età), Carlo frequenta le elementari a Collodi, affidato ad una zia. Malgrado il carattere vivace, inquieto e propenso all’insubordinazione, viene avviato agli studi ecclesiastici presso il Seminario di Val d’Elsa e poi dai Padri Scolopi di Firenze.

Quando il fratello Paolo Lorenzini diventa dirigente nella Manifattura Ginori, la famiglia acquista finalmente un po’ di serenità e di agiatezza, e Carlo può iniziare la carriera di impiegato e di giornalista. Abbracciando le idee mazziniane, partecipa alle rivolte risorgimentali del 1848-49. Negli anni Cinquanta, nel suo ruolo appunto di giornalista, descrive la realtà toscana cogliendone i lati spiritosi e bizzarri, fatta di intrighi e storielle da caffè per mezzo di fulminanti invenzioni linguistiche. Tutto materiale che confluirà nel suo capolavoro, l’intramontabile Pinocchio. Stimolato dalle esperienze come giornalista, comincia a scrivere intensamente, esercitando la sua capacità di dar vita, per mezzo della sua poetica, alle novità della vita contemporanea. Ne sono testimonianze i suoi primi romanzi “Un romanzo in vapore” e “Da Firenze a Livorno”, pubblicati intorno al 1856 e in cui l’autore fu tra i primi a evidenziare la novità tecnologica apportata della ferrovia.

Di ingegno versatile, creativo, spiritoso, Lorenzini fondò in seguito il periodico “Il Lampione” che si prefiggeva di “far lume a chi brancolava nelle tenebre”; dopo la (temporanea) restaurazione granducale “Il Lampione” dovette chiudere (riaprirà undici anni dopo) e Lorenzini si dedicò al giornale “Scaramuccia” (soprattutto di critica teatrale) collaborando ad altri periodici fra cui il “Fanfulla”. Ma la sua vera strada la trova quando, già avanti con gli anni, si dedica alla letteratura per l’infanzia. Come funzionario al servizio dello stato unitario appena formato, inizia con la traduzione dei racconti delle fate di Perrault, per poi lavorare a vari libri pedagogici per la scuola. Per questa attività adotta il nome di Collodi che non è altro che il nome del paese originario della madre (all’epoca in provincia di Lucca, mentre dal 1927 si trova in provincia di Pistoia).

Dopo “Giannettino” (1875) e “Minuzzolo” (1877) scrive il suo capolavoro “Le avventure di Pinocchio”, apparse per la prima volta sul “Giornale dei bambini” nel 1881 con il titolo “La storia di un burattino” facendole terminare con il quindicesimo capitolo. Dopo pochi mesi Collodi riprese la narrazione del libro con il nuovo titolo per portarlo a termine nel 1883 anno in cui viene raccolto in volume dall’editore Felice Paggi di Firenze. Originariamente le avventure di Pinocchio si concludevano nell’episodio dell’impiccagione, con la morte del burattino. Le proteste dei piccoli lettori del “Giornale dei bambini” indussero però l’autore a proseguire il racconto, che si concluse definitivamente, con la trasformazione del burattino in bambino. Qualche anno dopo la sua apparizione in volume, “Le avventure di Pinocchio” divennero un testo vendutissimo, un classico che indubbiamente oltrepassa i confini della mera letteratura per l’infanzia. L’opera è stata pubblicata in 187 edizioni e tradotta in 260 lingue o dialetti.

Prima di aver goduto del meritato successo, Carlo Collodi muore, improvvisamente, il 26 ottobre 1890 a Firenze. Le sue carte, donate dalla famiglia, sono conservate nella Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze.

 

Risultati immagini per l'origine delle specie24/11/1859 – Il naturalista britannico Charles Darwin pubblica On the origin of species by means of natural selection, or the preservation of favoured races in the struggle for life (noto in Italia con il titolo “L’origine delle specie”), un libro che sostiene che gli organismi si sono evoluti gradualmente attraverso la selezione naturale.

La prima edizione verrà esaurita il giorno stesso, essendone state tirate solo le 1250 copie prenotate. L’origine delle specie è una tra le opere cardine nella storia scientifica e, senza dubbio, una delle più eminenti in biologia. In essa Darwin spiega la sua teoria dell’evoluzione riportando le osservazioni che egli aveva fatto durante la spedizione in un oceano, secondo cui «gruppi» di organismi di una stessa specie si evolvono gradualmente nel tempo attraverso il processo di selezione naturale, un meccanismo che viene illustrato per la prima volta a un pubblico non specialistico proprio grazie a questo libro.

L’opera contiene dettagliate prove scientifiche che l’autore ebbe il tempo di accumulare sia durante il secondo viaggio del HMS Beagle nel 1830, sia al suo ritorno, preparando diligentemente la sua teoria e, contemporaneamente, rifiutando quella più in voga fino a quel tempo, il creazionismo, che ritiene le specie come il frutto della creazione di Dio e quindi perfette ed immutabili. L’opera risultò accessibile anche ai non specialisti, attraendo un grande interesse su vasta scala.

Pochi libri hanno avuto nella storia un’influenza tanto radicale, capillare e duratura. La teoria della selezione naturale, proposta nelle pagine Darwiniane, è alla base della moderna biologia evoluzionistica, ma da molti decenni ormai è entrata a far parte del nostro bagaglio culturale più ampio, ben al di là del suo merito scientifico.

 

Risultati immagini per freddie mercury24/11/1991 – Muore il cantante, compositore e musicista britannico, di origine parsi, Freddie Mercury.

Figlio di un politico inglese sempre in viaggio per lavoro, Freddie (all’anagrafe Frederick Bulsara) nasce il 5 settembre 1946 nell’esotica isola di Zanzibar, attualmente di proprietà della Tanzania. Si ritrova a svolgere gli studi elementari a Bombay, in India, per poi completarli in Inghilterra, terra di origine della famiglia. La formazione altamente internazionale permetterà al sensibile futuro cantante di costruirsi un bagaglio di esperienze non indifferente.

Inizialmente, fra l’altro, il destino di Mercury non sembra affatto la musica, dato che si iscrive all’Istituto d’Arte Ealing, laureandosi in arte e design. Ben presto mette in mostra le sue straordinarie doti di pianista e grande vocalist in gruppi come “Sour Milk Sea” e “Wreckage”. Con questi comincerà a sviluppare le sue capacità artistiche e sceniche. Ma è l’incontro con Brian May e Roger Taylor che gli cambia la vita. I tre fonderanno quel gruppo ormai universalmente conosciuto dal nome molto glamour di “Queen”, suggerito dallo stesso Mercury che ne approfitta e cambia anche il suo nome, scegliendo “Mercury” in omaggio al mitologico messaggero degli dei. L’esigenza di un bassista porterà poi John Deacon a completare la formazione.

Sul palco, come nella vita dopotutto, Mercury si dimostra uno straordinario interprete pieno di drammatiche gestualità, un vero animale da palcoscenico. E’ stato insomma uno dei pochi performer in grado realmente di illuminare uno stadio con la sua sola presenza e catturare l’attenzione di migliaia di spettatori con un solo gesto. Tutti i concerti dei Queen (in tutto il ventennale della loro carriera se ne conteranno 707) sono infatti assolutamente spettacolari ed indimenticabili, proprio grazie alle doti sceniche di Mercury. Il cantante, poi, si è dimostrato sempre molto coraggioso nel vivere la sua identità, dichiarando più volte senza imbarazzi la sua omosessualità.

Si ammala di Aids (contratto forse nel 1986) che lo porterà ad una scomparsa prematura il 24 novembre 1991 per polmonite.