ACCADDE OGGI – 22/02/2019

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22 Febbraio 2019 0 Di Delfino Sgrosso

Risultati immagini per schopenhauer22/02/1788 – Nasce a Danzica, nella odierna Polonia, il filosofo tedesco Arthur Schopenauer.

Nato da Heinrich Floris, banchiere, e Johanna Henriette Trosiener, scrittrice, alla morte del padre avvenuta nel 1805 si stabilisce a Weimar con la madre. Viaggia in Francia, Inghilterra, studia a Göttingen con Schulze e a Berlino con Fichte. Nel 1811 si era trasferito a Berlino per frequentare i corsi di filosofia. Persona dell’ingegno molteplice, sempre interessato ai più diversi aspetti del sapere umano – dalla matematica alla chimica, dal magnetismo all’anatomia fino alla fisiologia – consegue la laurea a Jena con una tesi “Sulla quadruplice radice del principio di ragion sufficiente”. Pubblica nel 1818 la sua opera più importante, “Il mondo come volontà e rappresentazione”, che ha però scarsissimo successo. Ottiene la libera docenza nel 1820 ma Schopenhauer è filosofo antiaccademico per eccellenza. Le sue lezioni sono seguite da pochi fedelissimi e talvolta l’aula rimane deserta: c’è l’astro di Hegel che oscura tutto e tutti. Da qui derivano il rancore e le velenose critiche per quello che Schopenhauer definisce “grande ciarlatano”.

Preferisce allora viaggiare sulle orme di Goethe, a Roma e Napoli. Il successo gli arriderà solo a partire dal 1845. La vera affermazione di questo pensatore si avrà dal 1851, con la pubblicazione del volume “Parerga e paralipomena”, inizialmente pensato come un completamento della trattazione più complessa de “Il mondo come volontà e rappresentazione”, ma che verrà accolto come un’opera a sé stante, uno scritto forse più facile per stile e approccio e che, come rovescio della medaglia, avrà quello di far conoscere al grande pubblico anche le opere precedenti di Schopenhauer. In pieno accordo con le linee di pensiero della sua filosofia, manifesta un sempre più acuto disagio nei confronti dei contatti umani e uno scarso interesse per le vicende politiche dell’epoca (come i moti rivoluzionari del 1848). I tardi riconoscimenti di critica e pubblico attenuano in qualche modo i tratti intransigenti del carattere di Schopenhauer: negli ultimi anni della sua esistenza questo gli procura una ristretta ma anche fedelissima cerchia di devoti “apostoli” (così li definiva), tra i quali v’è il compositore Richard Wagner. Tra gli altri che saranno influenzati dal pensiero del filosofo tedesco vi sono Kierkegaard, Nietzsche, Spengler, Bergson, Jaspers, Heidegger, Horkeimer, Mann e Freud.

Arthur Schopenhauer muore a causa di una pleurite il 21 settembre 1860 a Francoforte.

 

Risultati immagini per CHOPIN22/02/1810 – Nasce a Zelazowa Wola, in Polonia, il compositore e pianista polacco naturalizzato francese Fryderyk Chopin.

Subito dopo la sua nascita, la famiglia si trasferisce a Varsavia dove Fryderyk inizia giovanissimo lo studio del pianoforte, dimostrando così precoci qualità che a otto anni, novello Mozart, dà il suo primo concerto. Anche i normali studi scolastici offrono spunti ai suoi interessi musicali, poiché entusiasmandosi per la storia polacca, comincia a comporre commenti musicali sui fatti più importanti. Era già vivo quell’interesse per la vita del suo paese che sarebbe divenuto un elemento costante della sua personalità e della sua ispirazione: infatti le sofferenze, le aspirazioni, i desideri di libertà della Polonia si esprimeranno spesso attraverso i suoni “disperati” (com’egli riferì) del suo pianoforte. Terminati gli studi con un noto compositore, J. Elsner, che gli sarà amico più che maestro per tutta la vita, Fryderyk inizia nel 1829 la sua carriera di prodigioso pianista. In questo periodo conosce Costanza Gladowska, da cui avrà brevi gioie e molte delusioni, e Niccolò Paganini, che lo entusiasma per la meravigliosa tecnica violinistica.

Nel 1830 Chopin si trasferisce a Vienna, data l’avversa situazione politica in Polonia. Pochi giorni dopo il suo arrivo in terra austriaca a Varsavia scoppia un’insurrezione al potere zarista russo. Ma gli austriaci erano anch’essi contro l’indipendenza polacca e il giovane Fryderyk si sente subito circondato di ostilità. Rimane solo attraversando mille difficoltà, anche di carattere economico, mentre dalla Polonia giungono sempre notizie meno che mai positive sull’avanzata russa, sull’epidemia di colera e sulla disperazione dei suoi connazionali. Quando arriva la notizia che Varsavia è caduta in mano Russa, disperato, compone lo Studio (op.10 n.12) noto come “La caduta di Varsavia”, ricco di impeti drammatici ed appassionati. Nel 1831 si trasferisce a Parigi, in un ambiente più rilassato, dove entra in amicizia con grandi artisti come Mendelssohn, Liszt, Bellini, Delacroix (il grande pittore autore fra l’altro di un celebre ritratto del musicista), Heine (poeta) e molti altri.

Anche nella capitale francese la sua fama di pianista cresce subito anche se i concerti in pubblico saranno pochi, dato che Chopin non amava la folla, ma basteranno per far apprezzare il suo sottile stile appassionato e malinconico. Comincia a frequentare i più prestigiosi salotti culturali di Parigi, frequentati ovviamente dai più importanti personaggi della vita francese. La fama cresce ancor più e in uno di questi salotti conosce la scrittrice George Sand, che avrà tanta parte nella sua arte e vita. Dopo un burrascoso e brusco troncamento con una promessa sposa polacca, il compositore si ammala e si trasferisce, per tentare di riprendersi da un’influenza tramutatasi in tubercolosi, in quel dell’isola di Maiorca, sotto consiglio dell’ormai onnipresente Sand. Il clima pare all’inizio giovargli ma l’isolamento, dovuto all’acutizzarsi della malattia, in un convento certosino, insinuano in Fryderyk una profonda depressione.

In questo periodo tormentato compone gli stupefacenti Preludi, pagine che hanno strappato parole di ammirazione e commozione a più di una penna, senza dimenticare che si tratta pur sempre di musiche fra le più iconoclaste che mai siano state scritte. Nel 1838 George Sand e Chopin vanno a svernare assieme nell’isola di Maiorca: le disagiate condizioni del viaggio e l’agitato soggiorno sull’isola sono entusiasmanti per la scrittrice, ma risultano spaventosi per il musicista, anche per il clima umido che peggiora notevolmente la sua salute. Nel 1847 ha fine il legame di Chopin con Sand; l’anno dopo si reca in Inghilterra dove conosce Dickens e Thackeray; a Londra tiene il suo ultimo concerto a favore dei profughi polacchi e nel gennaio successivo torna a Parigi in pessime condizioni fisiche ed in serie difficoltà economiche. Assistito dalla sorella Luisa, Fryderyk Chopin muore a Parigi il 17 ottobre 1849.

Grandiose sono le onoranze funebri: viene sepolto a Parigi accanto a Bellini e a Cherubini; il suo cuore viene portato a Varsavia, nella chiesa di Santa Croce. Chopin trovò nel pianoforte il migliore mezzo di espressione dei suoi sentimenti. Infatti quasi tutte le sue opere sono dedicate al pianoforte con un tipo di melodie forse unico nella storia della musica (semplici, pure, eleganti). Chopin è definito musicista “romantico” per eccellenza, forse per la sua spiccata malinconia, ma non si dimentichi che la sua musica ricca di slanci ora appassionati ora drammatici è di un vigore che a volte sfiora la violenza. Con Chopin la storia del pianoforte giunge ad un fondamentale punto di svolta. Egli fa di questo strumento il maggior confidente, il compagno di una vita. La sua opera pianistica può essere divisa in vari gruppi di composizioni che non seguono uno schema predeterminato, ma il solo corso della fantasia dell’artista. Le 16 Polacche seguono il flusso di una danza aristocratica e l’ardore di un fervido amor di patria. Le 59 Mazurche, composte a partire dal 1820, sono le più vicine ai tradizionali canti popolari polacchi. Inoltre, Chopin si serve raramente dell’orchestra, la cui tecnica conosce solo approssimativamente.  Le sue modulazioni tenaci ed impreviste aprono nuovi orizzonti verso l’avvenire, preannunciando Wagner e lo sviluppo dell’armonia moderna, sino all’impressionismo di Debussy e di Ravel. Ma questo modernismo chopiniano è saldamente legato ai classici: a Bach, principalmente, e a Mozart, al quale Chopin è legato da affinità elettive. Pur essendo ostile al melodramma, Chopin ne è profondamente influenzato.

Molte delle sue melodie, infatti, sono traduzioni strumentali di modelli melodrammatici francesi e italiani e in particolare di Bellini, del quale il compositore polacco aveva un’alta considerazione. Sebbene rifiuti ogni intrusione letteraria nelle sue composizioni, egli è un uomo di cultura aperto e avvertito: questo rende la sua opera una delle più profonde e perfette sintesi dello spirito romantico.

 

Risultati immagini per andy warhol22/02/1987 – Muore a New York, negli Stati Uniti, il pittore, scultore, sceneggiatore, regista, direttore della fotografia, montatore e attore statunitense Andy Warhol.

Warhol nasce a Pittsburgh (Pennsylvania) il 6 agosto 1928: figlio di immigrati slovacchi di etnia Rutena il suo nome vero è Andrew Warhola. Tra il 1945 e il 1949 studia al Carnegie Institute of Technology della sua città. Si trasferisce poi a New York dove lavora come grafico pubblicitario presso alcune riviste: “Vogue”, “Harper’s Bazar”, “Glamour”. Fa anche il vetrinista e realizza le sue prime pubblicità per il calzaturificio I. Miller. Nel 1952 tiene la prima personale alla Hugo Gallery di New York. Disegna anche scenografie. Nel 1956 espone alcuni disegni alla Bodley Gallery e presenta le sue Golden Shoes in Madison Avenue. Compie poi alcuni viaggi in Europa e Asia. Intorno al 1960 Warhol comincia a realizzare i primi dipinti che si rifanno a fumetti e immagini pubblicitarie. Nei suoi lavori compaiono Dick Tracy, Popeye, Superman e le prime bottiglie di Coca Cola. Inizia a utilizzare la tecnica di stampa impiegata nella serigrafia nel 1962, rivolgendo l’attenzione alla riproduzione di immagini comuni, degne del titolo di “icone simbolo” del suo tempo, comprese le lattine di zuppa. Tratta anche temi carichi di tensione, come i Car Crash (Incidenti automobilistici) e Electric Chair (sedia elettrica).

Dal suo stile “neutro” e banale prende il via la cosiddetta Pop-art. La sua arte prende spunto dal cinema, dai fumetti, dalla pubblicità, senza alcuna scelta estetica, ma come puro istante di registrazione delle immagini più note e simboliche. E l’opera intera di Warhol appare quasi un catalogo delle immagini-simbolo della cultura di massa americana: si va dal volto di Marilyn Monroe alle inconfondibili bottigliette di Coca Cola, dal simbolo del dollaro ai detersivi in scatola, e così via. In queste sue opere non vi è alcuna scelta estetica, ma neppure alcuna intenzione polemica nei confronti della società di massa: unicamente esse ci documentano quale è divenuto l’universo visivo in cui si muove quella che noi definiamo la “società dell’immagine” odierna. Negli anni successivi decide di abbracciare un progetto più vasto, proponendosi come imprenditore dell’avanguardia creativa di massa. Per questo fonda la “Factory”, che può essere considerata una sorta di officina di lavoro collettivo. Iniziano i rapporti di lavoro con Leo Castelli. Nel 1963 inizia a dedicarsi al cinema e produce due lungometraggi: “Sleep” ed “Empire” (1964).

Nel 1964 espone alla Galerie Sonnabend di Parigi e da Leo Castelli a New York. Per il Padiglione Americano alla Fiera mondiale di New York realizza i Thirteen Most Wanted Men. L’anno successivo espone all’Institute of Contemporary Art di Philadelphia. Fallito il tentativo di fondare un gruppo musicale con La Monte Young e Walter de Maria (due dei più celebri compositori d’avanguardia del periodo), nel 1967 si lega al gruppo rock dei Velvet Underground (di Lou Reed), di cui finanzia il primo disco. Anche la nota copertina del disco, una semplice banana gialla su sfondo bianco, è sua. Nel 1968 rischia la morte, all’interno della Factory, per l’attentato di una squilibrata, tale Valerie Solanas, unico membro della S.C.U.M. (società che si propone di eliminare gli uomini). Espone al Moderna Museet di Stoccolma. Pubblica il romanzo “A: a novel” e produce il primo film in collaborazione con Paul Morissey. Si tratta di “Flash”, cui seguiranno “Trash”, nel 1970, e “Heat”, nel 1972.

Nel 1969 fonda la rivista “Interview”, che da strumento di riflessione sul cinema amplia le sue tematiche a moda, arte, cultura e vita mondana. A partire da questa data, fino al 1972, esegue ritratti, su commissione e no. Scrive anche un libro: “La filosofia di Andy Warhol (Dalla A alla B e ritorno)”, pubblicato nel 1975. L’anno seguente espone a Stoccarda, Düsseldorf, Monaco, Berlino e Vienna. Nel 1978 a Zurigo. Nel 1979 il Whitney Museum di New York organizza una mostra di ritratti di Warhol, intitolata “Andy Warhol: Portraits of the 70s”. Nel 1980 diventa produttore della Andy Warhol’s TV. Nel 1982 è presente alla Documenta 5 di Kassel. Nel 1983 espone al Cleveland Museum of Natural History e gli viene commissionato un poster commemorativo per il centenario del Ponte di Brooklyn. Nel 1986 si dedica ai ritratti di Lenin e ad alcuni autoritratti. Negli ultimi anni si occupa anche della rivisitazione di opere dei grandi maestri del Rinascimento: Paolo Uccello, Piero della Francesca, e soprattutto Leonardo da Vinci, da cui ricava il ciclo “The Last Supper” (L’ultima cena). Realizza anche alcune opere a più mani con Francesco Clemente e Jean-Michel Basquiat, il “maledetto” della scena artistica newyorchese.

Andy Warhol muore a New York il 22 febbraio 1987 durante una semplice operazione chirurgica. Nella primavera del 1988, 10.000 oggetti di sua proprietà vengono venduti all’asta da Sotheby’s per finanziare la Andy Warhol Foundation for the Visual Arts. Nel 1989 il Museum of Modern Art di New York gli dedica una grandiosa retrospettiva.