ACCADDE OGGI – 21/01/2019

ACCADDE OGGI – 21/01/2019

21 Gennaio 2019 0 Di Delfino Sgrosso

Risultati immagini per umberto nobile21/01/1885 – Nasce a Lauro, in provincia di Avellino, il generale, esploratore, ingegnere ed accademico Umberto Nobile.

Nobile è stato tra i più importanti inventori e progettisti del XX secolo. Le sue invenzioni e testi scientifici hanno dato un grandissimo contributo alla ricerca scientifica, ma dai più è ricordato per la drammatica tragedia del dirigibile “Italia” che tra il maggio e luglio del 1928 ha tenuto in apprensione milione di italiani, per la sorte di Nobile e del suo equipaggio sui ghiacci del Circolo polare artico. Dopo gli studi classici frequenta l’Università e la Scuola d’Ingegneria di Napoli, laureandosi nel 1908, a pieni voti e con lode, ingegnere industriale meccanico. Si specializza nello studio e costruzione dei dirigibili e nel 1923 entra nei ranghi della Regia Aeronautica nel Corpo Ingegneri con il grado di Tenente Colonnello. Da civile aveva progettato nel 1918 il primo paracadute italiano e nel 1922 promosse con l’ingegner Gianni Caproni, la costruzione del primo aeroplano metallico italiano. Nel 1926 su commissione dell’aeroclub di Norvegia progetta e fa costruire in Italia il dirigibile Norge, con il quale i norvegesi volevano sorvolare per primi il Polo Nord.

Nobile fa parte della spedizione con il grande esploratore Roald Amundsen, già conquistatore del Polo Sud, che tentò la trasvolata con degli idrovolanti alcuni anni prima. Il 10 aprile 1926 il Norge lascia l’aeroporto di Ciampino e dopo aver fatto scalo alla Baia del Re (Isole Svalbard), nella notte tra l’11 e il 12 maggio sorvola il Polo Nord; il viaggio si conclude due giorni dopo con l’approdo senza scalo a Telier in Alaska. La trasvolata di Nobile dimostra l’inesistenza della terra di Gillis e l’assenza di terra ferma all’interno del circolo polare artico. In seguito al successo della spedizione sorgono polemiche per i meriti tra Amundsen e Nobile. Al rientro in Italia Nobile è promosso Generale e dà vita ad una nuova spedizione con equipaggio e mezzi interamente italiani. Nasce così il dirigibile “Italia”, che Nobile costruisce con finanziamenti privati poiché il governo fascista indirizza i fondi nella costruzione di aerei da guerra e idrovolanti.

L’obiettivo di Nobile questa volta è viaggiare su rotte inesplorate e cercare di atterrare sui ghiacci del Polo al fine di effettuare rilevazioni sul posto. Il 15 aprile 1928 il dirigibile Italia parte dall’aerodromo milanese di Baggio e con un volo di circa 6000 km, facendo tappa a Stolp (Pomerania) e Vadsö (Norvegia), giunge nella Baia del Re il 6 maggio. Alle 4.28 del 23 maggio 1928 l’Italia si alza in volo con sedici persone a bordo e, nonostante una violenta perturbazione, raggiunge il Polo Nord all’1.30 del 24 maggio. I forti venti (che portarono ad una bufera nelle ore successive) rendono impossibile la discesa sui ghiacci. Nobile ordina la via del ritorno e alle 10.30 del 24 maggio l’Italia perde improvvisamente quota fino a schiantarsi sul pack del Mar Glaciale Artico per cause tuttora sconosciute, a quasi 100 km dalle isole Svalbard.

Sul ghiaccio cade la cabina di pilotaggio con all’interno dieci uomini, (tra questi Nobile ferito ad una gamba) e generi vari tra cui una tenda da campo che viene tinta di rosso con l’anilina (la mitica “Tenda rossa”), e una radio (Ondina 33) che sarà l’unica ancora di salvezza per Nobile e i suoi compagni. Del resto dell’involucro del dirigibile con a bordo sei persone a tutt’oggi non se ne sa nulla. Molto probabilmente si è inabissato nelle acque del Mare di Barents. Per giorni i deboli segnali di SOS mandati dal radiotelegrafista Biagi non sono captati dalla nave appoggio “Città di Milano”, fino a quando il 4 giugno un giovane radioamatore russo nella città di Arcangelo riceve l’SOS riaccendendo le speranze dei superstiti (che ascoltano le trasmissioni italiane) e del governo italiano. Prende dunque il via una gigantesca operazione di soccorso che coinvolge uomini e mezzi di molte nazioni e che costerà la vita a diversi soccorritori tra cui lo stesso Roald Amundsen. Il 19 giugno il Tenente Colonnello Umberto Maddalena, a bordo di un idrovolante SM55, riesce a localizzare la “tenda rossa” ma senza poter atterrare. Il 24 giugno l’aviere svedese Einar Lundborg riesce ad atterrare con il suo Fokker nei pressi della “tenda rossa”.

Nobile avrebbe voluto che fosse portato via per primo il capo meccanico Natale Cecioni, anche lui ferito seriamente ad una gamba. Lundborg é irremovibile adducendo ordini superiori che gli imponevano di prelevare per primo Umberto Nobile che avrebbe così potuto meglio coordinare le operazioni di soccorso. Dopo aver portato in salvo Nobile e la cagnetta Titina, Lundborg torna indietro ma nell’atterraggio il suo aereo si ribalta e il pilota svedese resta anch’egli prigioniero dei ghiacci; verrà poi salvato da una successiva spedizione. Gli svedesi non organizzano altri voli e tutte le speranze sono affidate al rompighiaccio russo “Krassin”, che prima trae in salvo gli ufficiali Mariano e Zappi, fuoriusciti dalla tenda insieme al meteorologo svedese Malmgren (morto durante il tragitto) alla ricerca di soccorsi a piedi, e raggiunge la “tenda rossa” il 12 luglio dopo quarantotto giorni di sopravvivenza sui ghiacci. Al ritorno in Italia una commissione di inchiesta condanna Nobile per aver abbandonato per primo la “tenda rossa”. Per protesta nel 1929 il “Generale” lascia l’Aeronautica e presta le sue conoscenze nell’Urss, Stati Uniti e Spagna. Nel 1945 Nobile torna in Italia ed è eletto come indipendente all’interno dell’Assemblea Costituente.

Una nuova commissione militare scagiona Nobile e gli restituisce il grado e il prestigio che merita. Chiude la parentesi politica nel 1948 per dedicarsi solo agli insegnamenti di aerodinamica presso l’Università di Napoli. Per il resto dei suoi giorni sarà comunque costretto a difendersi dalla accuse di coloro che giudicarono egoistico il suo comportamento nei tragici momenti della “tenda rossa”. Scrive vari libri in cui racconta la sua versione dei fatti ma non bastano a convincere l’intera opinione pubblica ed anche una certa parte di specialisti e militari. Umberto Nobile muore a Roma il 30 luglio 1978, all’età di 93 anni. Solo molti anni dopo si arriverà ad una opinione condivisa circa la buona fede di Nobile, valoroso e audace aeronauta ed esploratore italiano.

 

Risultati immagini per christian dior21/01/1905 – Nasce a Granville, in Francia, lo stilista ed imprenditore francese Christian Dior.

Figlio di un industriale, assecondò il desiderio dei propri genitori frequentando l’École des Sciences Politiques dal 1920 al 1925. Alla fine Dior lasciò gli studi, e grazie all’aiuto finanziario del padre, nel 1928 riuscì ad aprire una piccola galleria d’arte, che però dovette chiudere pochi anni dopo per via del crollo dell’azienda di famiglia. Dal 1937 al 1939 lo stilista lavorò con Robert Piguet finché non fu chiamato per il servizio militare. Nel 1942, Dior cominciò a lavorare nella casa di moda di Lucien Lelong, dove lui e Pierre Balmain diventarono i principali stilisti. L’8 ottobre 1946 Dior aprì un suo atelier a Parigi con l’aiuto finanziario di Marcel Boussac, il re del cotone. Dior riuscì nell’impresa di rivoluzionare la moda degli anni quaranta, introducendo uno stile e un’idea di femminilità completamente nuovi. La donna di Dior aveva spalle arrotondate rispetto a quelle imbottite precedentemente in uso; gonna lunga a forma di corolla a venti centimetri dal suolo; vita di vespa ottenuta con un leggero bustino, la celebre guêpière; tessuti raffinati e costosi, che sostituirono il panno usato durante la guerra.

L’abbondanza di stoffa dei suoi modelli fu di non poco aiuto alla ripresa dell’industria tessile. La sua linea, detta New Look, fu lanciata nel 1947 in America, dove aprì nel 1948 la boutique Dior New York. Fu anche il primo ad associare sistematicamente lo stile degli accessori alla linea dei vestiti, vendendo, insieme ai modelli, scarpe, borse, foulard, profumi e perfino lo smalto per unghie. Dior estese la sua attività in 24 paesi, e portò il suo giro d’affari a sfiorare il miliardo di lire dell’epoca, una cifra enorme. Christian Dior morì al Grand Hotel & La Pace di Montecatini Terme dopo una partita di canasta con un gruppo di amici. Fu infatti trovato morto nella sua camera dalla sua più stretta collaboratrice e da un medico; era rimasto vittima di un collasso. Aveva 52 anni.

Dopo la sua morte la maison Dior ha continuato la sua attività con Yves Saint Laurent, Marc Bohan, Gianfranco Ferrè, John Galliano e Raf Simons che ne ha assunto la direzione creativa per l’universo femminile nel 2012. Al giorno d’oggi la maison Dior conta più di 200 boutique in tutto il mondo di cui sei in Italia (Milano, Roma, Firenze, Venezia, Portofino, Capri).

 

Risultati immagini per george orwell21/01/1950 – Muore a Londra lo scrittore, giornalista, saggista, attivista e critico letterario britannico George Orwell.

Orwell nasce in India il 25 giugno 1903 con il nome di Eric Arthur Blair, a Motihari, nel Bengala. La famiglia è di origine scozzese. Il padre, angloindiano, è funzionario dell’Indian Civil Service, l’amministrazione britannica in India. La sua famiglia è di modeste condizioni economiche e appartiene a quella borghesia dei sahib che lo scrittore stesso definirà ironicamente “nobiltà senza terra”, per le pretese di raffinatezza e decoro che contrastavano con gli scarsi mezzi finanziari a sua disposizione. Tornato in patria nel 1907 con la madre e le due sorelle, si stabilisce nel Sussex, dove si iscrive alla Saint Cyprian School. Ne esce con un opprimente complesso d’inferiorità, dovuto alle sofferenze ed alle umiliazioni che era stato costretto a subire per tutti i sei anni di studio (come racconterà nel suo saggio autobiografico “Such, Such were the Joys” del 1947).

Rivelatosi tuttavia studente precoce e brillante, vince una Borsa di Studio per la famosa Public School di Eton, che frequenta per quattro anni, e dove ha per insegnante Aldous Huxley, narratore che, con le sue Utopie alla rovescia, grande influenza avrà sul futuro scrittore.  Non prosegue gli studi, come invece ci si aspettava da lui, ad Oxford o Cambridge ma, spinto da un profondo impulso all’azione, e probabilmente anche dalla decisione di seguire le orme paterne, si arruola nel 1922 nella Indian Imperial Police, prestando servizio per cinque anni in Birmania. Pur avendo ispirato il suo primo romanzo, “Giorni birmani”, l’esperienza vissuta nella Polizia Imperiale si rivela traumatica: diviso tra il crescente disgusto per l’arroganza imperialista e la funzione repressiva che il suo ruolo gli impone, si dimette nel 1928. Rientrato in Europa, il desiderio di conoscere le condizioni di vita delle classi subalterne lo induce a umili mestieri nei quartieri più poveri di Parigi e di Londra. Sopravvive grazie alla carità dell’Esercito della Salvezza e sobbarcandosi lavori umili e miseri. Questa esperienza è raccontata nel romanzo-resoconto “Miseria a Parigi e Londra”.

Tornato in Inghilterra alterna all’attività di romanziere quella di insegnante in scuole private, di commesso di libreria e di recensore di romanzi per il New English Weekly. Scoppiata la Guerra Civile Spagnola vi prende parte combattendo tre le file del Partito Obrero de Unificacción Marxísta. L’esperienza spagnola e la disillusione procuratagli dai dissensi interni della Sinistra, lo portano a pubblicare un diario-reportage ricco di pagine drammatiche e polemiche, il celebre “Omaggio alla Catalogna” (pubblicato nel 1938), acclamato da più parti come il suo risultato migliore in campo letterario. Da qui in avanti, come dirà l’autore stesso nel saggio del 1946, “Perchè scrivo”, ogni sua riga sarà spesa contro il Totalitarismo. Durante la Seconda Guerra Mondiale cura per la BBC una serie di trasmissioni propagandistiche dirette all’India, quindi è direttore del settimanale di Sinistra “The Tribune” ed infine corrispondente di guerra dalla Francia, Germania e Austria, per conto dell’Observer.  Nel 1945 compare il primo dei suoi due famosi romanzi utopici “La fattoria degli animali” che coniugando il romanzo con la favola animale e la lezione satirica, costituisce un unicum della narrativa orwelliana; nel 1948 esce l’altra sua celebre opera “1984”, utopia che prefigura un mondo dominato da due superstati perennemente in guerra tra loro, e scientificamente organizzati all’interno in modo da controllare ogni pensiero ed azione dei propri sudditi.

Con questo romanzo George Orwell prosegue e dà nuova linfa alla cosiddetta tradizione della letteratura distopica, cioé dell’Utopia alla rovescia. L’opera illustra, l’ingranaggio di un governo totalitario. L’azione si svolge in un futuro prossimo del mondo (l’anno 1984), in cui il potere si concentra in tre immensi super-stati: Oceania, Eurasia ed Estasia. Londra è la principale città di Oceania. Al vertice del potere politico in Oceania c’è il Grande Fratello, onnisciente e infallibile, che nessuno ha visto di persona. Sotto di lui c’è il Partito interno, quello esterno e la gran massa dei sudditi. Ovunque sono visibili grandi manifesti con il volto del Grande Fratello. Gli slogan politici ricorrenti sono: “La pace è guerra”, “La libertà è schiavitù”, “L’ignoranza è forza”. Il Ministero della Verità, nel quale lavora il personaggio principale, Winston Smith, ha il compito di censurare libri e giornali non in linea con la politica ufficiale, di alterare la storia e di ridurre le possibilità espressive della lingua. Per quanto sia tenuto sotto controllo da telecamere, Smith comincia a condurre un’esistenza ispirata a principi opposti a quelli del regime: tiene un diario segreto, ricostruisce il passato, si innamora di una collega, Julia, e dà sempre più spazio a sentimenti individuali. Insieme con il compagno di lavoro O’Brien, Smith e Julia iniziano a collaborare con un’organizzazione clandestina, detta Lega della Fratellanza. Non sanno tuttavia che O’Brien è una spia che fa il doppio gioco ed è ormai sul punto di intrappolarli. Smith viene arrestato, sottoposto a torture e a un indicibile processo di degradazione. Alla fine di questo trattamento è costretto a denunciare Julia. Infine O’Brien rivela a Smith che non è sufficiente confessare e sottomettersi: il Grande Fratello vuole avere per sé l’anima e il cuore di ogni suddito prima di metterlo a morte.

Tuttavia, a differenza di altri campioni dell’escatologia negativa, come Aldous Huxley con il suo “Mondo nuovo” e di Evgenij Zamjatin con “Noi”, per i quali la visione profetica era ancora piuttosto lontana (essendo ambientata nel millennio successivo), in Orwell viene profetizzata una situazione a noi vicina temporalmente. I nessi e le assonanze con il regime comunista non possono dunque sfuggire. George Orwell scrisse anche molta saggistica. Tale sua produzione spazia dalla critica letteraria ad argomenti sociologici, sino al pericolo dell'”invasione della Letteratura da parte della Politica”.

George Orwell muore il 21 gennaio 1950 per tubercolosi, in un ospedale di Londra.