ACCADDE OGGI – 20/11/2018

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20 Novembre 2018 0 Di Delfino Sgrosso

Risultati immagini per Tolstoj20/11/1910 – Muore ad Astapovo, nell’odierna Russia, lo scrittore, filosofo, educatore ed attivista sociale russo Lev Nikolaevic Tolstoj.

Nato nella tenuta di Jasnaja Poljana nel 1828, Tolstoj appartiene ad una famiglia di tradizioni aristocratiche, esponente della vecchia nobiltà russa. Le condizioni del suo ceto faranno sempre in modo che si distingua dagli altri letterati del suo tempo, da cui egli stesso si sentirà separato anche quando la sua condizione gli parrà essenzialmente negativa. Perde la madre quando ha solo due anni e rimane orfano all’età di nove: il piccolo Lev viene cresciuto da una zia che gli permette di frequentare l’Università: studia dapprima lingue orientali, poi legge, tuttavia non arriverà a conseguire il titolo. Già negli anni dell’adolescenza Tolstoj sostiene un ideale di perfezionamento e di santità: la sua è la ricerca di una giustificazione della vita davanti alla coscienza.

Si ritira in campagna a Jasnaja Poljana dove si arruola come ufficiale dell’esercito nel 1851; partecipa nel 1854 alla guerra di Crimea, dove ha modo di essere a contatto con la morte, e con le considerazioni di pensiero che ne derivano. Inizia in questo periodo la sua carriera di scrittore con “I racconti di Sebastopoli”, ottenendo un buon successo a Mosca. Lasciato l’esercito, dal 1856 al 1861 si sposta tra Mosca, Pietroburgo, Jasnaja Poljana con qualche viaggio anche oltre confine. In questo periodo Tolstoj si trova diviso tra un ideale di vita naturale e senza preoccupazioni (la caccia, le donne e i piaceri) e l’incapacità di trovare in questi contesti il senso dell’esistenza. Nel 1860 perde il fratello; l’evento lo lascia molto turbato; a trentadue anni si reputava già vecchio e senza speranza: si unisce in matrimonio a Sofja Andrèevna Behrs. Il matrimonio gli permetterà di raggiungere uno stato naturale di serenità stabile e duraturo.

In quesiti anni nascono i suoi capolavori più noti, “Guerra e pace” (1863-1869) e “Anna Karenina” (1873-1877). Dopo anni di vera e propria crisi razionalistica, grazie all’esperienza della vita famigliare, matura la convinzione che l’uomo sia stato creato proprio per la felicità, e che il senso della vita sia la vita stessa. Ma queste sicurezze vengono però lentamente incrinate dal tarlo della morte: in questo ambito si sviluppa la sua conversione verso la religione, che rimane comunque molto legata al pensiero razionalista.

Nell’ultimo periodo della sua vita Tolstoj scrive moltissimo: il suo scopo rinnovato non è più l’analisi della natura umana, bensì la propagazione del suo pensiero religioso, che nel frattempo aveva raccolto numerosi seguaci. Cambiando totalmente lo stile e il messaggio filosofico delle sue opere, senza però perdere la propria maestria stilistica, talento per il quale verrà definito “il più grande esteta russo”. Di fatto nella produzione letteraria di Tolstoj vi sono affrontati temi diversissimi, ma sempre è possibile percepire il tocco del maestro assieme alla sua inconfondibile voce, sempre tesa verso l’uomo e il suo dubbio esistenziale.

 

Risultati immagini per PROCESSO DI NORIMBERGA20/11/1945 – Inizia il processo di Norimberga contro 24 criminali nazisti della Seconda Guerra Mondiale.

In realtà, con il nome di “Processo di Norimberga” si indicano due distinti gruppi di processi ai nazisti coinvolti nella seconda guerra mondiale e nella Shoah. I processi si tennero nel Palazzo di Giustizia della città tedesca di Norimberga dal 20 novembre 1945 al 1º ottobre 1946 (la città era, insieme a Berlino e Monaco, una delle città simbolo del regime nazista). Il primo e più famoso di questi processi fu il Processo dei principali criminali di guerra davanti al Tribunale militare internazionale (IMT), che giudicò ventiquattro dei più importanti capi nazisti catturati o ancora ritenuti in vita. Il secondo gruppo di processi fu per criminali di guerra inferiori, tenuto sotto la Legge numero 10 del Consiglio di Controllo dal Tribunale militare di Norimberga (NMT), e comprese anche il famoso Processo ai dottori.

La decisione di sottoporre a processo i principali esponenti dell’Asse fu presa ancor prima della cessazione della guerra. Dal 18 ottobre all’11 novembre del 1943 si svolse a Mosca la terza conferenza tripartita di Mosca, con la presenza dei tre ministri degli esteri dell’alleanza, Cordell Hull, Anthony Eden e Vjačeslav Michajlovič Molotov. Come ebbe a scrivere Churchill nelle sue memorie, «l’uccisione di Mussolini ci risparmiò una Norimberga italiana». Al termine dell’incontro venne stilato un documento nel quale i tre capi della coalizione, Winston Churchill, Franklin Delano Roosevelt e Stalin, si impegnavano al termine della guerra a far sì che i criminali nazisti venissero processati secondo le leggi del paese nel quale i crimini fossero stati commessi. Nella successiva Conferenza di Teheran, dal 28 novembre al 1º dicembre dello stesso anno, venne esteso il concetto di crimine nazionale a un più ampio livello e superato il concetto della punibilità nazionale.

Le imputazioni erano per:

  • Cospirazione per commettere crimini contro la pace;
  • Aver pianificato, iniziato e intrapreso delle guerre d’aggressione;
  • Aver commesso crimini di guerra;
  • Aver commesso crimini contro l’umanità.

La definizione di cosa costituisce un crimine di guerra venne successivamente recepita nei Principi di Norimberga, un documento scaturito da lì a poco per consolidare giuridicamente le norme introdotte in questi processi.

Nel processo si impiegarono per la prima volta i filmati girati dalle truppe alleate o dagli stessi nazisti quale prova delle atrocità commesse. L’impatto umano di prove visibilmente tangibili fu un punto di svolta per l’intero processo. Ancora prima che fossero comunicati i verdetti, la corte aveva offerto un servizio pubblico senza precedenti e un antidoto per il futuro negazionismo. Furono condannati a morte 10 tra i più alti gerarchi nazisti ancora in vita, tra cui Hermann Goring, (suicidatosi prima dell’esecuzione) ed Alfred Rosenberg.

 

Risultati immagini per WINDOWS 1.020/11/1985 – Viene inaugurato Windows 1.0, la prima versione del celebre sistema operativo presente su decine di milioni di device nel mondo.

Diversamente dalle versioni successive, Windows 1.0 offriva un multitasking limitato delle applicazioni MS-DOS esistenti; fu posta invece attenzione a creare un paradigma di interazione, un modello di esecuzione e delle API (insieme di procedure atte a svolgere un determinato compito, n.d.r) stabili che fossero usate in futuro per applicazioni native. Venti anni dopo, non solo si possono ancora eseguire programmi scritti per Windows 1.0 su Windows XP, ma si può anche ricompilare il loro codice sorgente per ottenere un’applicazione moderna, apportando solo lievi modifiche.

Windows 1.0 è spesso considerato erroneamente una vera “interfaccia di MS-DOS”, considerazione che è stata applicata anche alle versioni successive. In effetti Windows 1.0 veniva lanciato da MS-DOS, poteva a sua volta richiamare funzioni di MS-DOS e i programmi di interfaccia si eseguivano da file .exe proprio come i programmi di MS-DOS. Considerare Windows 1.0 una “interfaccia del DOS” non tiene conto del fatto che era stato progettato solo per essere un ambiente grafico usato dalle applicazioni, e non un sistema operativo completo.

Windows 1.0 includeva driver originali per schede video, mouse, tastiere, stampanti e porte seriali e le applicazioni potevano richiamare soltanto le API basate su questi driver. Tenendo conto che al tempo le possibilità grafiche di MS-DOS erano estremamente limitate e data la limitata utilità degli altri servizi che offriva, gli applicativi MS-DOS dovevano accedere direttamente all’hardware (o a volte sfruttare il BIOS) per svolgere il proprio lavoro. Perciò, piuttosto che fungere da interfaccia a MS-DOS, Windows 1.0 gli fece da complemento. L’estensione rimpiazzò il DOS progressivamente solo con le versioni successive.