ACCADDE OGGI – 19/11/2018

ACCADDE OGGI – 19/11/2018

19 Novembre 2018 0 Di Delfino Sgrosso

Risultati immagini per DISCORSO DI GETTYSBURG19/11/1863 – Il presidente dell’Unione, Abramo Lincoln, pronuncia il famoso discorso di Gettysburg, durante la cerimonia di inaugurazione del cimitero militare di Gettysburg (Pennsylvania).

ll pensiero di Lincoln è rivolto allo sforzo della nazione nella guerra civile, ma con l’ideale che a Gettysburg nessun soldato, dell’Unione o della Confederazione, del nord o del sud, era morto invano. Esso rappresenta una pietra miliare nella costruzione della futura nazione americana. Lincoln parla di come gli esseri umani siano uguali, riprendendo quanto sancito nella Dichiarazione di Indipendenza. Sostiene anche che la guerra civile è stata una lotta non solo per l’Unione, ma «la rinascita della libertà» che avrebbe reso tutti davvero uguali all’interno di un’unica nazione finalmente unita. Lincoln usa la cerimonia a Gettysburg per incoraggiare gli uomini ad aiutare la democrazia americana, in modo che il «governo del popolo, dal popolo, per il popolo, non abbia a perire (non sia distrutto) dalla terra».

Nonostante il discorso sia uno dei più importanti della storia nazionale, non si ha certezza riguardo alle esatte parole che furono pronunciate quel giorno dato che i cinque manoscritti noti si differenziano l’uno dall’altro per alcuni dettagli.

 

Risultati immagini per ANNA MARCHESINI19/11/1953 – Nasce ad Orvieto l’attrice teatrale, comica, doppiatrice, scrittrice e imitatrice italiana Anna Marchesini.

Si diploma all’Accademia di arte drammatica di Roma ed esordisce in teatro ne “Il borghese gentiluomo” di Molière, per la regia di Tino Buazzelli. Inizia poi un’intensa attività nel campo del doppiaggio, lavoro che nel corso della carriera avrà modo di ripetere in varie occasioni. Anna Marchesini ha così l’opportunità doppiare Judy Garland ne “Il mago di Oz” (1980, seconda edizione restaurata) e numerosi personaggi di cartoni animati trasmessi durante i primi anni ’80. E’ in questo campo, precisamente durante il doppiaggio della serie animata “Supercar Gattiger”, che nel 1981 conosce Massimo Lopez. I due poi si uniranno a Tullio Solenghi per dare vita a quello che verrà chiamato semplicemente “Trio”, e che raccoglierà tanti successi in campo artistico.

Nel 1982 il Trio Marchesini-Lopez-Solenghi fa il suo esordio in radio (RadioDue) con il programma “Helzapoppin”. Il successo radiofonico proietta i tre in tv: l’esordio televisivo arriva nel 1984 nello show “Tastomatto”, dove affiancano Lorella Cuccarini alla conduzione. Ed è proprio in questo contesto che nascono molti dei famosi sketch che renderanno famoso il Trio, come ad esempio le interpretazioni-parodia di telegiornali e pubblicità. Nel 1985 Anna Marchesini partecipa al lavoro cinematografico “A me mi piace”, per la regia di Enrico Montesano. Con il Trio partecipa a “Domenica in” nel 1985 e a “Fantastico 7” nel 1986. Il successo crescente li porta anche alle edizioni del Festival di Sanremo 1986, 1987 e 1989. Il Trio si presenta anche nei teatri con gli spettacoli “Allacciate le cinture di sicurezza” (1987) e “In principio era il trio” (1991).

L’apice del successo del Trio si registra nel 1990 con la rilettura parodistica del dramma manzoniano “I promessi sposi”, trasmesso su RaiUno in cinque puntate. Lopez, Solenghi e Anna Marchesini sciolgono il sodalizio nel 1994, senza però dichiarare una fine ufficiale. Insieme al solo Solenghi è protagonista dello show “La rossa del Roxy bar”. Poi, mentre Solenghi e Lopez intraprendono entrambi una carriera solista, Anna Marchesini si dedica alla vita privata e alla maternità (la figlia Virginia nasce nel 1993). Per la tv prende parte ai film “Ci vediamo in tribunale” (1996) e “Primo cittadino” (1997). Nel 1998 conduce “Domenica In” in coppia con Giancarlo Magalli. Nel 1999 torna con proprie caricature e parodie che allietano la trasmissione “Quelli che il calcio”. Il rinnovato successo la porta nuovamente a Sanremo al fianco di Fabio Fazio, interpretando personaggi come Rita Levi Montalcini a Gina Lollobrigida. Il suo primo spettacolo teatrale da solista è “Parlano da sole” del 1999; nel 2000 Anna Marchesini pubblica il libro “Che siccome che sono cecata” (slogan della signorina Carlo, uno dei suoi personaggi più conosciuti), corredato da un video di 85 minuti per la collana “I mostri della comicità”.  Nel 2001 torna in teatro con “Una patatina nello zucchero”; l’anno seguente è ancora a Sanremo, questa volta al fianco di Pippo Baudo, dove interpreta la sessuologa Merope Generosa, insegnante di educazione sessuale che durante le sue lezioni si lascia trascinare nel racconto delle sue esperienze disastrose con gli uomini; gli interventi zeppi di doppi sensi creano un effetto comico dirompente. Nel 2003 porta in teatro “La cerimonia del massaggio”, tratto da un racconto di Alan Bennett, e nel 2005 “Le due zittelle”, rielaborazione comica tratta dal romanzo di Tommaso Landolfi.

Tra le sue apparizioni straordinarie ricordiamo quella del 1998 nella soap opera “Beautiful” e quella del 2005, quando insieme a Solenghi conduce alcune puntate di “Striscia la notizia”. Dopo una lunga assenza causata da un’artrite reumatoide, Anna Marchesini torna in televisione nel 2008 insieme a Tullio Solenghi e Massimo Lopez. Il Trio si riunisce per celebrare i 25 anni di attività: lo spettacolo – in tre puntate (RaiUno) si intitola “Non esiste più la mezza stagione”, frase tratta da uno dei più noti sketch teatrali del Trio. Torna anche in teatro come interprete e regista di “Giorni felici”, dramma in due atti di Samuel Beckett. All’inizio del 2011 esce il suo primo romanzo dal titolo “Il Terrazzino dei gerani timidi”; dopo 60.000 copie vendute scrive un altro libro, che esce nel 2012 con il titolo “Di mercoledì”. Segue per Rizzoli, nel 2013, “Moscerine”.

Muore a Orvieto il 30 luglio 2016 all’età di 62 anni.

 

Risultati immagini per ANTONIO ANNARUMMA19/11/1969 – Durante alcuni scontri a Milano, muore l’agente di Polizia Antonio Annarumma.

Nato a Monteforte Irpino nel 1947, Annarumma era in forza al Terzo Reparto Celere. Il 19 Novembre 1969, al mattino, circa 2500 operai presero parte al convegno indetto al teatro Lirico, in via Larga, dalle tre principali organizzazioni sindacali. Circa mille partecipanti, non potendo entrare, ascoltarono i discorsi dagli altoparlanti posti all’esterno. Alla fine, verso le 11.30, arrivarono da piazza Duomo circa cinquecento militanti dell’Unione marxista leninista, che cercava di «cavalcare» la protesta. A loro si unirono gruppi di anarchici e, a presidiare la sponda opposta di via Larga, verso l’Università Statale, c’era il servizio d’ordine del Movimento studentesco, il cui leader era Mario Capanna. Agli ufficiali di polizia la situazione apparve subito critica, anche se il numero degli agenti mobilitati sin dall’alba era ingente.

Facendo manovra, una camionetta di Ps sfiorò un dimostrante: fu la scintilla che scatenò un vero e proprio assalto alle forze dell’ordine, che cercarono di disperdere i dimostranti anche con caroselli delle camionette. Alla guida di una di queste c’era il giovane agente Antonio Annarumma, 22 anni, di Monforte Irpino, in provincia di Avellino. Al paese aveva lasciato la mamma Giovanna, il padre pensionato Carmelo, tre sorelle e la fidanzata, Romilda, di 16 anni. Il giovane agente guadagnava circa ottantamila lire al mese, ne mandava la metà alla famiglia.  Mentre Annarumma manovrava la sua camionetta, un dimostrante afferrò uno dei tanti tubi Innocenti lunghi due metri divelti dai manifestanti da un’impalcatura che ricopriva gli uffici comunali di fianco al teatro Lirico, e lo lanciò a distanza ravvicinata a mo’ di giavellotto contro il povero agente. Colpito alla tempia destra, Annarumma perse immediatamente il controllo del mezzo e andò a schiantarsi contro altre camionette della polizia. Con lui c’erano tre agenti che videro il povero compagno accasciarsi sullo sterzo.

L’agente fu portato al Policlinico, dove di guardia c’era il luminare della chirurgia di urgenza, Vittorio Staudacher. Fu lui a constatare la morte di Annarumma e a usare l’immagine efficace del «colpo di lancia». Per la controinformazione studentesca, a causare la morte dell’agente sarebbe stato invece lo scontro tra due auto della polizia. L’équipe dei medici che eseguì l’autopsia, guidata da un altro maestro, Carlo Mario Cattabeni, accreditò l’ipotesi subito avanzata da Staudacher. Alla fine di quella mattinata si registrarono 70 feriti, 62 dei quali tra le forze dell’ordine, e diciotto fermati. Le foto scattate durante gli scontri danno il senso di una vera e propria battaglia, ma anche quelle scattate dopo documentano qualche era avvenuto: si vedono sparsi ovunque i tubi Innocenti che erano serviti come armi da usare negli scontri con la polizia. Ai manifestanti vennero sequestrate almeno quattrocento spranghe di ferro e bastoni.

I milanesi erano sotto choc. Non sapevano che quello era soltanto l’antipasto violento di una stagione che sarebbe culminata poco più di venti giorni dopo, il 12 dicembre 1969, nella strage di Piazza Fontana.