ACCADDE OGGI – 19/01/2019

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19 Gennaio 2019 0 Di Delfino Sgrosso

Risultati immagini per james watt19/01/1736 – Nasce a Greenock, in Scozia, l’ingegnere ed inventore scozzese James Watt.

Watt nasce in una famiglia benestante: il padre è armatore, la madre proviene da una delle famiglie più ricche delle Highlands. Nell età scolare, la sua frequenza presso gli istituti è piuttosto discontinua, ma questo perché predilige l’educazione privata da parte della madre, grazie alla quale sviluppa particolarmente le sue capacità manuali, oltre a quelle matematiche. Frequenta l’università di Glasgow, quindi quella di Londra, quindi torna a Glasgow, dove grazie all’ausilio di tre professori universitari, riesce ad aprire un laboratorio di manifattura presso l’ateneo. In questo periodo coltiva amicizie con gran parte della comunità scientifica scozzese, stringendo un particolare sodalizio con Joseph Black, colui che introdurrà poi il concetto di calore latente. Nel 1764 James Watt sposa Margaret Miller, dalla quale avrà cinque figli, ma dalla quale viene abbandonato nove anni dopo, a causa della morte di lei nel dare alla luce l’ultimogenito. Nello stesso anno, osservando le macchine a vapore Newcomen, Watt nota le ingenti perdite di vapore, che causano di conseguenza una perdita di parte di lavoro meccanico potenziale.

Nel 1766 sviluppa quindi un modello di condensatore separato dal cilindro, riducendo così le perdite di carico e di temperatura. Questa miglioria apporta indirettamente un avanzamento nella Rivoluzione industriale.  Nel 1768 si associa con John Roebuck per costruire il suo modello di macchina a vapore, che viene brevettata l’anno successivo. Per far fronte ad alcune problematiche di implementazione della macchina, nel 1772 Watt si trasferisce a Birmingham; qui sodalizza con Matthew Boulton, proprietario della Soho Works, e con lui inizia una collaborazione che durerà 25 anni. Nel 1776 contrae seconde nozze con Ann MacGregor, dalla quale ha altri due figli. Risale al 1782 il brevetto della macchina a doppio effetto, il regolatore di forza centrifuga per il controllo automatico della macchina, il parallelogrammo articolato viene invece brevettato nel 1784. In questo stesso periodo Watt introduce un’unità di misura chiamata “cavallo vapore” per comparare la potenza prodotta dalle macchine a vapore (la sua unità di misura equivale a circa 745,7 Watt).

Nel 1785 viene infine invitato a far parte della Royal Society londinese. Nel 1794 entra a far parte della Società Lunare di Birmingham e nel 1800 si ritira a vita privata. James Watt, dopo un lungo periodo di viaggi compiuti in compagnia della seconda moglie, muore a Heatfield, la sua tenuta di Handsworth, il 19 agosto 1819.

 

Risultati immagini per EDGAR ALLAN POE19/01/1809 – Nasce a Boston, negli Stati Uniti, lo scrittore, poeta, critico letterario, giornalista, editore e saggista statunitense Edgar Allan Poe.

Nato da David Poe ed Elizabeth Arnold, attori girovaghi di modeste condizioni economiche, perde prematuramente la figura paterna in quanto Il padre abbandona la famiglia quando Edgar è ancora piccolo; quando dopo poco muore anche la madre, viene adottato in maniera non ufficiale da John Allan, ricco mercante della Virginia. Da qui l’aggiunta del cognome Allan a quello originale. Trasferitosi a Londra per questioni commerciali il giovane Poe frequenta scuole private per poi ritornare a Richmond nel 1820. Nel 1826 si iscrive all’università della Virginia dove però comincia ad affiancare agli studi il gioco d’azzardo. Indebitatosi in maniera inusitata, il patrigno si rifiuta di pagare i debiti obbligandolo in questo modo ad abbandonare gli studi per cercarsi un lavoro e far fronte alle numerose spese. Da quel momento iniziano forti incomprensioni fra i due fino a spingere il futuro scrittore ad abbandonare la casa per raggiungere Boston, e da lì arruolarsi nell’esercito.

Nel 1829 pubblica in modo anonimo “Tamerlane and other poems”, e con il suo nome “Al Aaraaf, Tamerlane and minor poems”. Nel contempo, lasciato l’esercito, si trasferisce presso parenti a Baltimora. Nel 1830 si iscrive all’accademia militare di West Point per farsi però ben presto espellere per aver disobbedito agli ordini. In questi anni Poe continua a scrivere versi satirici. Nel 1832 arrivano i primi successi come scrittore che lo portano nel 1835 ad ottenere la direzione del “Southern Literary Messenger” di Richmond. Il padre adottivo muore senza lasciare alcuna eredità al figlioccio. Poco dopo, all’età di 27 anni, Edgar Allan Poe sposa la cugina Virginia Clemm, non ancora quattordicenne. E’ questo un periodo nel quale pubblica innumerevoli articoli, racconti e poesie, senza però ottenere grandi guadagni. In cerca di miglior fortuna decide di trasferirsi a New York. Dal 1839 al 1840 è redattore del “Gentleman’s magazine”, mentre contemporaneamente escono i suoi “Tales of the grotesque and arabesque” che gli procurano una fama notevole.

Le sue capacità di redattore erano tali che gli permettevano ogni volta che approdava ad un giornale di raddoppiarne o quadruplicarne le vendite. Nel 1841 passa a dirigere il “Graham’s magazine”. Due anni più tardi le cattive condizioni di salute della moglie Virginia e le difficoltà lavorative, lo portano a dedicarsi con sempre maggior accanimento al bere e, nonostante la pubblicazione di nuovi racconti, le sue condizioni economiche restano sempre precarie. Nel 1844 Poe inizia la serie di “Marginalia”, escono i “Tales” ed ottiene grande successo con la poesia “The Raven”. Le cose sembrano andare per il meglio, soprattutto quando nel 1845 diventa prima redattore, poi proprietario del “Broadway Journal”. Ben presto la reputazione raggiunta viene però compromessa da accuse di plagio, portando Edgar Allan Poe verso una profonda depressione nervosa che, unita alle difficoltà economiche, lo portano a cessare le pubblicazioni del suo giornale. Trasferitosi a Fordham, seriamente malato ed in condizioni di povertà, continua a pubblicare articoli e racconti pur non ottenendo mai vera fama in patria; il suo nome invece comincia a farsi notare in Europa e soprattutto in Francia.

Nel 1847 la morte di Virginia segna una pesante ricaduta della salute di Poe, che però non lo distoglie dal continuare a scrivere. La sua dedizione all’alcolismo raggiunge il limite: trovato in stato di semi incoscienza e delirante a Baltimore, Edgar Allan Poe muore il 7 ottobre 1849. Nonostante la vita tormentata e disordinata l’opera di Poe costituisce un corpus sorprendentemente nutrito: almeno 70 racconti, di cui uno lungo quanto un romanzo – The Narrative of Arthur Gordon Pym of Nantucket (1838: in italiano, “Le avventure di Gordon Pym”) – circa 50 poesie, almeno 800 pagine di articoli critici (una notevole mole di recensioni che ne fa uno dei critici letterari più maturi dell’epoca), alcuni saggi – The Philosophy of Composition (1846), The Rationale of Verse (1848) e The Poetic Principle (1849) – ed un poemetto in prosa di alta Filosofia – Eureka (1848) – nel quale l’autore cerca di dimostrare, con l’aiuto della Fisica e dell’Astronomia, l’avvicinamento e l’identificazione dell’Uomo con Dio.

 

Immagine correlata19/01/1991 – Muore a Roma l’imprenditore, dirigente sportivo e politico Dino Viola.

Nato a Terrarossa, frazione di Licciana Nardi in Lunigiana, piccola località in provincia di Massa-Carrara nel 1915, viene mandato a Roma dalla famiglia per studiare, sin dall’adolescenza. Fratello minore di Ettore Viola, medaglia d’oro della prima guerra mondiale, nella capitale cominciò anche a giocare all’inizio degli anni 1930, al Campo Testaccio, quando era allenatore Herbert Burgess. Viola si laureò in ingegneria, e nel dopoguerra aprì in Veneto un’industria di parti meccaniche per armamenti. Entrato nei quadri dirigenziali dell’Associazione Sportiva Roma nei primi anni 1970, sotto la presidenza Anzalone, rilevò la squadra in grandi difficoltà il 16 maggio 1979, portandovi grandi ambizioni e capacità di investimento. Aveva fatto da sempre della Roma la sua seconda famiglia e, pur guardato con scetticismo dai “salotti” del calcio professionistico, dimostrò sempre di non avere alcun complesso di inferiorità.

Nei suoi oltre undici anni di presidenza la Roma vinse un campionato italiano (1982-1983), a quarantuno anni di distanza dal precedente, e quattro Coppe Italia (1979-1980, 1980-1981, 1983-1984 e 1985-1986), raggiungendo inoltre la prima e fin qui unica finale di Coppa dei Campioni del club. Nel 1986, a seguito dello “scandalo Vautrot” (il tentativo di corruzione dell’arbitro Michel Vautrot, in occasione della semifinale di Coppa dei Campioni del 25 aprile 1984 tra Roma e Dundee Utd) il Grand Jury d’appello della UEFA lo squalificò per quattro anni; la Corte Federale della FIGC invece lo assolse per sopravvenuta prescrizione, pur riscontrando da parte di Viola «un comportamento gravemente censurabile». Viola sfruttò la sua popolarità come presidente della Roma scudettata per candidarsi come senatore, nelle file della Democrazia Cristiana. Una volta eletto, sedette in Senato dal 1983 al 1987, politicamente vicino alla corrente di Giulio Andreotti.

Morì a Roma il 19 gennaio 1991 per un tumore all’intestino. Il Comune di Roma gli ha dedicato, a Trigoria, il piazzale Dino Viola. Il 10 novembre 2009 è morta la moglie Flora Viola, che riposa insieme a lui nel Cimitero del Verano a Roma.