ACCADDE OGGI – 16/11/2018

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16 Novembre 2018 0 Di Delfino Sgrosso

Risultati immagini per carl von clausewitz16/11/1831 – Muore a Breslavia, nella odierna Polonia, il generale, scrittore e teorico militare prussiano Carl Von Clausewitz.

Nato nel 1780, da una famiglia della piccola borghesia, Carl von Clausewitz si arruolò nell’esercito prussiano a soli 12 anni, nel 1792. Prese parte alle guerre contro la Francia dal 1792 al 1815, fu stretto collaboratore dei generali von Scharnhorst (1809-13) e von Gneisenau (1818-30) e svolse, dal 1810, attività di insegnamento in scuole militari (dal 1818 al 1830 diresse la Allgemeine Kriegsschule di Berlino).

Egli è tuttavia soprattutto noto come autore di un trattato teorico sulla guerra, Della Guerra (Vom Kriege, pubblicato postumo in 3 volumi, 1832-34). In tale opera, alla luce dell’esperienza dei conflitti bellici scaturiti dalla Rivoluzione francese, Clausevitz svolge una serrata critica della concezione settecentesca della guerra confutando, tra l’altro, la validità assoluta di norme tattiche stabilite a priori. Molte delle considerazioni di Clausevitz su aspetti permanenti della guerra, come la strategia, il primato della politica (“la guerra non è che la continuazione della politica con altri mezzi”), il significato del fattore umano, la guerriglia, la guerra totale di annientamento, ecc., sono divenute fondamentali punti di riferimento per gli studiosi delle epoche successive.

Il saggio Della guerra fu utilizzato successivamente nei corsi d’accademia di molte nazioni, sia europee che extra europee, affermandosi come uno dei più letti testi di teoria della guerra. Il suo successo si internazionalizzò però solo dopo la guerra Franco-Prussiana, quando nelle accademie si diffuse una maggiore curiosità verso l’esercito tedesco, che era riuscito a sconfiggere l’esercito francese, considerato il migliore del mondo fino a quel momento.

Il pensiero di von Clausewitz fu notevolmente influenzato dalla filosofia hegeliana, e per questo la fortuna delle sue opere fu condizionata anche dalla diffusione di metodi di ragionare collegati con questa scuola di pensiero. Von Clausewitz, anche per questa ragione, fu molto letto e commentato anche in ambienti marxisti e marxisti-leninisti, e Della guerra fece parte dei corsi di studio delle accademie militari sovietiche.

 

Risultati immagini per tazio nuvolari16/11/1892 – Nasce a Castel D’Ario, in provincia di Mantova, il pilota automobilistico e motociclistico Tazio Giorgio Nuvolari.

Quarto figlio di Arturo Nuvolari, agricoltore benestante, e di Elisa Zorzi, di origine trentina, Tazio è un ragazzo vivacissimo e poco incline allo studio, attratto dal dinamismo delle discipline sportive. Il padre è un ciclista con più di un’affermazione all’attivo; lo zio Giuseppe Nuvolari è addirittura un asso: più volte campione italiano, si cimenta con successo anche all’estero nella velocità su pista e nelle primissime gare di mezzofondo dietro motori. Il piccolo Tazio proverà per lo zio Giuseppe molto affetto e un’ammirazione sconfinata, destinata a suscitare un fortissimo impulso di emulazione.

Nel 1923, all’età di trentun anni, Tazio inizia a correre con assiduità. Fra marzo e novembre prende la partenza 28 volte, 24 in moto e 4 in auto. In moto è la rivelazione dell’anno. In auto alterna piazzamenti e abbandoni ma non manca di farsi notare. L’attività motociclistica predomina anche nel 1924: 19 risultati, contro 5 in auto. Questi ultimi sono tuttavia ottimi: c’è la sua prima vittoria assoluta (Circuito Golfo del Tigullio, 13 aprile) e altre quattro di classe. Tazio si batte contro un avversario destinato a un grande avvenire, anche se non come pilota: il modenese Enzo Ferrari.

Nel 1925 Tazio Nuvolari, invitato dall’Alfa Romeo, prende parte a una sessione di prove a Monza, alla guida della famosa P2, la monoposto progettata da Vittorio Jano che fin dal suo apparire, nel 1924, ha dominato la scena internazionale. L’Alfa cerca un pilota con cui sostituire Antonio Ascari che poco più di un mese prima è deceduto in un incidente durante il G.P. di Francia, a Montlhéry. Per nulla intimidito Tazio Nuvolari percorre cinque giri a medie sempre più elevate, rivelandosi più veloce di Campari e Marinoni e avvicinando il record stabilito da Ascari l’anno prima. Al sesto giro incappa in una rovinosa uscita di pista. “Le gomme erano quasi a zero”, spiegherà Tazio, “e a un certo punto mi si disinnestò la marcia”. La macchina è danneggiata, il pilota è seriamente ferito, ma dodici giorni più tardi, ancora dolorante, torna a Monza, si fa imbottire di feltro e bendare con una fasciatura rigida, si fa mettere in sella alla fida Bianchi 350 e vince il G.P. delle Nazioni.

La sua popolarità è ormai molto vasta. Lo chiamano “il campionissimo” delle due ruote. Ma nel suo cuore vi sono anche le quattro ruote: ci riprova, implacabile, nel 1927, anno in cui con una Bianchi Tipo 20 disputa la prima edizione della Mille Miglia arrivando decimo. È nell’inverno tra il 1927 e il 1928 che Tazio decide di puntare con piena determinazione sull’automobile. Fonda a Mantova la Scuderia Nuvolari, compra quattro Bugatti grand prix e ne rivende due, una ad Achille Varzi (suo amico, ma anche già fiero rivale in corsa, sulle due ruote) e una a Cesare Pastore. L’11 marzo 1928 nove giorni dopo la nascita del suo secondo figlio, Alberto, Tazio vince il G.P. di Tripoli: è questo il suo primo grande successo internazionale. Vince anche sul Circuito del Pozzo, a Verona, battendo il grande Pietro Bordino. Questi malauguratamente perde la vita pochi giorni dopo, in un incidente di allenamento in vista del Circuito di Alessandria, la sua città. Nuvolari va ad Alessandria e disputa la corsa, che è stata intitolata a Bordino, del quale onora la memoria nel migliore dei modi, vincendo.

In quello stesso 1930 Tazio Nuvolari entra a far parte della neonata Scuderia Ferrari e le regala la prima vittoria, nella Trieste-Opicina, con l’Alfa Romeo P2. Si afferma anche in altre due importanti corse in salita (Cuneo-Colle della Maddalena e Vittorio Veneto-Cansiglio, sempre con la P2), poi torna sulla 1750 GS e va a vincere il Tourist Trophy sul circuito di Ards, Irlanda del Nord.

Dà l’addio alla moto, non senza cogliere gli ultimi quattro successi fra cui, per la seconda volta, l'”assoluto” nel prediletto Circuito del Lario, con la Bianchi 350 davanti anche a tutte le 500.

La prodigiosa carriera di Nuvolari si chiude nel 1950 con le ultime due gare, il Giro di Sicilia/Targa Florio (il percorso è lungo 1.080 km), in cui abbandona poco dopo il via per la rottura del cambio, e la corsa in salita Palermo-Monte Pellegrino, che lo vede primo di classe e quinto assoluto. È il 10 aprile. Tazio ha chiuso ma non annuncerà mai il proprio ritiro.

Passano poco più di tre anni e quello che Ferdinand Porsche aveva definito “il più grande pilota del passato, del presente e dell’avvenire”, muore, in silenzio, alle sei del mattino del giorno 11 agosto 1953 per un ictus.

Di lui ha detto il noto regista italiano Michelangelo Antonioni: “Era un uomo che violentava la realtà e faceva cose che alla luce del buonsenso erano assurde… Per i giovani di allora, e io ero tra questi, Nuvolari rappresentava il coraggio, un coraggio senza limiti. Fu il mito, l’irraggiungibile“.

 

Risultati immagini per tesoro di hoxne16/11/1992 – Nei pressi del villaggio di Hoxne, nel Suffolk, Inghilterra, viene ritrovato quello che passerà alla storia come “il tesoro di Hoxne”.

Si tratta della più grande raccolta di monete in oro e argento del IV secolo e V secolo rinvenuta all’interno del territorio dell’Impero Romano e consiste di 14.865 monete romane in oro, argento e bronzo, oltre a circa 200 pezzi di vasellame in argento e di gioielleria in oro. Il tesoro fu sepolto in una scatola di legno di rovere, con gli oggetti ordinati per tipologia: alcuni di essi furono raccolti in cassette di legno più piccole e altri in sacchetti o avvolti nel tessuto. Resti della cassa e dei suoi accessori, come le cerniere e le serrature, sono stati recuperati nello scavo. Le monete del tesoro ne permettono la datazione a dopo il 407, che è considerata la data della fine della dominazione romana in Britannia.

I proprietari del tesoro e le ragioni del suo seppellimento sono sconosciuti: il contenuto, accuratamente impacchettato, sembra paragonabile a quello che una famiglia molto ricca della zona avrebbe potuto possedere. Inoltre, vista la mancanza di grandi vassoi in argento e di pezzi di gioielleria comuni a quei tempi, si ritiene che il tesoro rappresenti solo una parte delle ricchezze del proprietario.

Tutto il tesoro è ora conservato presso il British Museum di Londra, dove i pezzi principali sono esposti permanentemente. Nel 1993 il Treasure Valuation Committee valutò il tesoro circa 1,75 milioni di sterline.