ACCADDE OGGI – 15/11/2018

ACCADDE OGGI – 15/11/2018

15 Novembre 2018 0 Di Delfino Sgrosso

Risultati immagini per legge casati15/11/1859 – Viene promulgata come decreto legislativo del Regno di Sardegna, e poi estesa a tutta l’Italia, la legge Casati sull’ordinamento scolastico. Rimarrà in vigore fino al 1923 e sarà anzi la base della riforma Gentile che la sostituirà.

La legge, che prende il nome dal senatore Gabrio Casati, istituisce un ordinamento scolastico che si propone di dare un’istruzione elementare a tutti i cittadini, delegando comunque ai comuni l’organizzazione delle scuole con esiti molto diversificati da regione a regione. Mantiene, invece, sotto il diretto controllo dello stato l’istruzione secondaria in quanto responsabile della formazione delle classi guida del paese; di qui la separazione tra scuole umanistiche con il latino e l’accesso all’università e scuole senza il latino e prive di sbocchi nell’università, che preparavano alle mansioni esecutive e ai piccoli e medi impieghi: di fatto le scuole umanistiche erano destinate alle classi medio-alte, mentre le seconde erano per la piccola borghesia ed i ceti popolari. La riforma Casati riguardava tutti gli ordini di scuole.

La Scuola elementare è organizzata in due cicli, l’inferiore, prima e seconda classe, e il superiore, terza e quarta. La struttura quadriennale deve essere gestita dai comuni in rapporto alle esigenze territoriali e al bilancio. È obbligatoria l’istruzione del biennio inferiore (anche se paterna) per i maschi e per le femmine. Nel primo anno i bambini apprendono l’alfabeto, i numeri ed alcune preghiere, durante il secondo iniziano a leggere e a scrivere. L’obbligo della Casati è un obbligo di istruzione e non scolastico, quindi la mancata frequenza non è perseguibile con sanzioni. Dalla quarta, dopo un esame di ammissione, si può accedere ai tre ordini di scuole, classiche, tecniche e normali.

La Scuola Normale per la preparazione dei maestri e delle maestre non è una scuola secondaria, ma appartiene all’ordine primario, quello delle scuole elementari. Si accede alla Scuola Normale con un esame di ammissione, a 15 anni per le ragazze e a 16 anni per i ragazzi. La legge Casati fa vertere l’insegnamento sulle seguenti discipline: lingua ed elementi di letteratura nazionale, elementi di geografia generale, geografia e storia nazionale, aritmetica e contabilità, elementi di geometria, nozioni elementari di storia naturale, di fisica, di chimica, norme elementari di igiene, disegno lineare e calligrafia, pedagogia. Per i maschi si aggiunge un corso elementare di agricoltura e uno di nozioni generali dei diritti e doveri dei cittadini con riferimento alla Statuto, alla legge elettorale, all’amministrazione pubblica. Per le ragazze un corso di lavori femminili.

Scuole di ordine medio: ginnasio triennale, scuole tecnica inferiore triennale senza il latino, resa però umanistica rispetto ai modelli teresiani e austriaci, indirizza agli istituti tecnici o al mondo del lavoro. Per le Scuole superiori, il liceo classico triennale conduce a tutte le facoltà universitarie. Gli istituti tecnici, anch’essi triennali, articolati in sezioni specialistiche, sono volti alla preparazione di quelle professioni per le quali non era stabilito un percorso universitario. Per quest’ordine di scuola la legge non usa il termine di secondaria e quindi non può dare accesso all’università. Tuttavia, nel regolamento d’attuazione del 1860, negli istituti tecnici sarà anche istituita una sezione fisico-matematica che darà accesso alle facoltà di scienze fisiche, matematiche e naturali.

 

Risultati immagini per primo microprocessore15/11/1971 – La Intel rilascia il primo microprocessore del mondo, il 4004.

Il primo passo verso i processori attuali risale al 1958 (11 anni dopo l’invenzione del transistor) quando Jack Kilby, un ingegnere appena assunto alla Texas Instruments, riesce a installare su una piastrina di silicio transistor, resistori, diodi, condensatori e relativi collegamenti, ottenendo il chip, ovvero il primo circuito integrato. Per avere un’idea del valore di questa invenzione basti pensare che i circuiti che permettevano il funzionamento del primo calcolatore elettronico occupavano un’intera stanza per fornire le stesse prestazioni che ora vengono svolte dalle calcolatrici tascabili.

Successivamente nel 1971, tre ingegneri elettronici dell’Intel, tra i quali l’italiano Federico Faggin, mettono a punto il microchip, un supercircuito integrato che riunisce in un unico oggetto le funzioni di diversi chip: si tratta di una scaglia di 4 per 3 millimetri che contiene 2.250 transistor, programmabile per svolgere tutte le operazioni aritmetiche, logiche e di controllo necessarie a un computer, ma anche a una scheda telefonica o a un elettrodomestico.

L’Intel 4004 viene messo in commercio con un formato a 16 piedini dual in-line il 15 novembre del 1971. Sarà seguito l’anno successivo dall’8008, formato da 3.300 transistor, e dall’Intel 4040.

 

Risultati immagini per moira orfei15/11/2015 – Muore a Brescia l’artista circense, attrice e personaggio televisivo Moira Orfei.

Miranda Orfei, meglio nota come Moira, nasce il 21 dicembre 1931 a Codroipo, in provincia di Udine. Personaggio eccentrico dal look inconfondibile, esuberante, icona kitsch, con il suo trucco da bambolina, con gli occhi sempre marcatamente cerchiati dal rimmel, il rossetto appariscente rosa fucsia, il neo accentuato sopra il labbro, la grande quantità di cipria, l’inseparabile turbante a slanciare al cielo la capigliatura, Moira Orfei è unanimemente considerata la Regina dell’arte circense italiana. La sua è una famiglia circense di lunghissima tradizione, che con il tempo è diventata il simbolo stesso del Circo Italiano: il Circo Orfei è oggi conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo.

Il Circo che porta il nome di Moira Orfei viene fondato nel 1960; da allora Moira l’ha guidato con la sua immagine e vi ha anche partecipato attivamente come cavallerizza, acrobata, trapezista, domatrice di elefanti e addestratrice di colombe. È il grande produttore cinematografico Dino De Laurentiis a suggerire all’artista di adottare l’immagine eccentrica ed esuberante per la quale è nota; e sempre De Laurentiis le suggerisce anche di cambiare nome. Considerata l’inconfondibile immagine assunta, tappezzando con la foto del suo viso le città nelle quali si ferma il suo circo, Moira Orfei diviene nel tempo uno dei volti più riconosciuti d’Italia.

Ma Moira non è solo una straordinaria rappresentante del Circo; nata come passione quasi per caso, Moira vanta un’invidiabile carriera di attrice: ha interpretato circa quaranta film, dalle commedie leggere fino a film di autori impegnati. Pietro Germi in un’occasione ha avuto modo di dichiarare che se Moira Orfei avesse studiato con costanza recitazione avrebbe potuto essere brava quanto Sophia Loren.

Domatrice di elefanti sul lavoro, di pubblico sullo schermo, e di uomini nella vita, Moira Orfei ha comunque sempre interpretato ruoli che si avvicinano al suo personaggio pubblico. Fra i numerosi film ricordiamo “Casanova ’70”, con Marcello Mastroianni, “Totò e Cleopatra” e “Il Monaco di Monza” a fianco del principe Antonio de Curtis, in arte Totò.