ACCADDE OGGI – 14/11/2018

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14 Nov 2018 0 Di Delfino Sgrosso

Risultati immagini per LEIBNIZ14/11/1716 – Muore ad Hannover (Germania) il matematico, filosofo, scienziato, logico, teologo, glottoteta, diplomatico, giurista, storico, magistrato Gottfried Wilhelm von Leibniz.

Nato a Lipsia (Germania) 21 giugno 1646, precoce talento dotato di una notevole intelligenza, a soli sei anni impara il latino leggendo Tito Livio e a quindici anni entra all’Università di Lipsia. Due anni dopo consegue la laurea in Filosofia; continua gli studi e passati altri tre anni consegue un dottorato in Legge. Nel 1673 Leibniz presenta alla Royal Society di Londra la prima calcolatrice meccanica in grado di moltiplicare e dividere. Questa invenzione non avrà immediata applicazione per le difficoltà di realizzazione, ma frutta comunque al tedesco l’ammissione alla Royal Society. La sua calcolatrice verrà ripresa nel 1820 da Xavier Thomas de Colmar il quale darà vita alla base di quasi tutte le calcolatrici meccaniche a quattro operazioni che saranno successivamente realizzate.

Tra le grandi intuizioni di Leibniz vi è anche l’introduzione del sistema numerico binario; l’idea all’epoca era priva di applicazioni e bisognerà attendere l’800 perchè venga ripresa e sviluppata da George Boole. Leibniz viene inoltre accreditato assieme ad Isaac Newton per l’invenzione, che risale al 1670 circa, del calcolo infinitesimale. A Leibniz si deve comunque il termine “funzione” (coniato nel 1694) che il tedesco usa per individuare una quantità la cui variazione è fornita da una curva e per individuare la pendenza di tale curva e un suo punto particolare. Contestualmente introduce diverse notazioni usate nel calcolo che rimarranno fino ai giorni nostri, ad esempio il segno dell’integrale  che rappresenta una S allungata (dal latino summa) e la d usata per le derivate (dal latino differentia).

Il contributo filosofico di Gottfried Leibniz alla metafisica è basato sulla Monadologia, che introduce le Monadi come “forme sostanziali dell’essere”. Sono delle specie di atomi spirituali, eterne, non scomponibili, individuali, seguono delle leggi proprie, non interagiscono, ma ognuna di esse riflette l’intero universo in un’armonia prestabilita. Dio e l’uomo sono anche monade: le monadi differiscono tra loro per la diversa quantità di coscienza che ogni monade ha di sé e di Dio al suo interno. Secondo questo pensiero il mondo deve essere il migliore e più equilibrato dei mondi, in quanto creato da un Dio perfetto. In questo modo si risolve a priori il problema del male, non a posteriori con un premio ultraterreno per i giusti, che Kant userà per argomentare l’immortalità dell’anima. Le idee non sono incompatibili.

Sviluppa inoltre un’idea di sistema economico. Leibniz considera che la schiavitù non migliora la produttività: è invece uno spreco perché la vera ricchezza risiede nelle capacità dei cittadini di inventare. L’utopia anche se non può essere raggiunta, vale come limite a cui tendere. Il pensiero economico di Leibniz muove una critica preventiva sia a Karl Marx che ad Adam Smith. Secondo Leibniz la ricchezza di una nazione non risiede né nelle ore di lavoro incorporate nei beni – e nella fatica necessaria a produrli – né nell’abbondanza di oro che corrisponde ad un attivo della bilancia commerciale (più esportazioni che importazioni). La ricchezza è per lui in primo luogo la capacità di una nazione di produrre beni. E il principale prodotto di una società sono le persone; la ricchezza consiste nella disponibilità di un capitale umano di conoscenza e di un’industria manifatturiera in grado di garantire un futuro alla crescita economica. Ogni repubblica secondo Leibniz avrebbe dovuto investire nell’istruzione e mantenere una propria industria manifatturiera. Da un certo punto di vista anche alle nazioni Leibniz applica la nozione di monade.

Leibniz è uno dei massimi esponenti del pensiero occidentale, nonché una delle poche figure di “genio universale”; la sua applicazione intellettuale a pressoché tutte le discipline del sapere ne rende l’opera vastissima e studiata ancor oggi trasversalmente.

 

Risultati immagini per ROBERT FULTON14/11/1765 – Nasce a Little Britain (Stati Uniti) l’ingegnere ed inventore statunitense Robert Fulton. Nato in una famiglia di immigrati irlandesi, mostra sin da ragazzo doti non comuni per le strumentazioni meccaniche. Si appassiona alla pittura, che lo sostenterà per tutta la vita e, dopo aver acquistato una fattoria, decide di visitare l’Europa. La sua attività di ritrattista e paesaggista gli consente di sostentarsi economicamente ma sono le costruzioni navali ad occupare principalmente i pensieri di Fulton.

Si occupa di elevatori per la navigazione interna e costruisce un acquedotto in ghisa sul Dee, in Inghilterra. Nel 1801, con l’appoggio di Napoleone, costruisce il sommergibile Nautilus, ma non essendo riuscito ad affondare alcuna nave inglese, non ottiene compensi né incoraggiamento ulteriore. Costruisce poi un battello a vapore che nel 1803 trasporta passeggeri sulla Senna per alcune ore. Fa poi costruire da Watt e Boulton una macchina di sua ideazione per un battello, il Clermont, che nell’agosto 1807 effettua per la prima volta, in 32 ore, il percorso di 240 km tra New York e Albany. Era nata la navigazione commerciale a motore.

Fulton è noto inoltre per aver progettato un innovativo sistema di sbarramento dei canali tramite l’utilizzo di piani inclinati e per alcune pubblicazioni sul miglioramento dei canali e sulla progettazione di battelli a vapore e sottomarini. Personalità di spiccata inventiva, costruì anche una macchina per tessere il lino, un macchinario per la produzione di corde e un altro per la lucidatura del marmo.

Muore a New York il 24 Febbraio 1815.

 

Risultati immagini per ALLUVIONE POLESINE14/11/1951 – Ad Occhiobello, piccolo comune veneto sulla riva sinistra del Po in provincia di Rovigo, in seguito a piogge eccezionali, l’argine sinistro del fiume Po cede e milioni di metri cubi di acqua si riversano sulle campagne del Polesine.

Comincia così uno dei peggiori eventi alluvionali della recente storia d’Italia: l’alluvione del Polesine. È un disastro idrogeologico di immense proporzioni causato dalla piena eccezionale del fiume Po, che esonda nell’area della provincia di Rovigo e Venezia causando decine di vittime e danni enormi. Alla prima tracimazione del Po, seguono una serie di rotte degli argini, presso Paviole, Bosco e Malcantone, che fanno fuoriuscire milioni di metri cubi di acqua, costringendo alla fuga migliaia di persone, soprattutto contadini. Il disastro causa quasi cento vittime. Molte di queste si trovano a bordo di un camion, in fuga dalle aree alluvionate e sono sorprese da una nuova rotta. La piena del Po è causata dalle precipitazioni eccezionali cadute nel bacino idrografico del fiume nelle settimane precedenti, e da un eccezionale concatenarsi di eventi.

L’alluvione del Polesine del 1951 è ricordata come la prima grande alluvione del dopoguerra, e purtroppo la prima di una lunghissima serie di disastri idrogeologici avvenuti in Italia fino ai nostri giorni.