ACCADDE OGGI – 13/02/2019

ACCADDE OGGI – 13/02/2019

13 Febbraio 2019 0 Di Delfino Sgrosso

Risultati immagini per GUGLIELMO PEPE13/02/1783 – Nasce a Squillace, in provincia di Catanzaro, il generale e patriota Guglielmo Pepe.

Quattordicenne, fu mandato a Napoli, dove frequentò la scuola militare, e, uscitone nel 1799, s’iscrisse nella milizia della Repubblica Napoletana. Combatté (1799) a Portici e a Napoli contro le soldatesche del generale Ruffo; esule in Francia, si arruolò nella legione italiana e combatté a Marengo. Andato in Toscana, partecipò alla lotta contro i ribelli a Siena e ad Arezzo, quindi si portò a Milano (1803) e di là a Napoli a congiurare contro i Borboni, dove fu imprigionato nel carcere di Maretimo e liberato solo tre anni dopo da Giuseppe Bonaparte. Con l’avvento di Murat, Pepe fu inviato (1811) a combattere in Spagna e fece la campagna d’Italia (1815), segnalandosi sull’Enza e alla Secchia. Tornati i Borboni a Napoli, ottenne (1818) il comando della terza divisione militare; scoppiati i moti carbonari del 1820, P., incaricato di sedarli, entrò invece trionfalmente in Napoli alla testa degli insorti e fu creato comandante supremo dell’esercito; sopraggiunta l’invasione austriaca, fu sconfitto a Rieti (1821) e costretto all’esilio in Inghilterra e in Francia.

Confortato dall’amicizia di Foscolo, pubblicò (1822) a Londra una narrazione degli avvenimenti napoletani del 1820-21; a Parigi si dedicò a studi di storia e di politica (Memoria sui mezzi che menano all’italiana indipendenza, 1833; L’Italia militare, 1836; L’Italia politica, 1839; Memoria intorno alla sua vita e ai recenti casi d’Italia, 1846). Amnistiato (1848), ebbe da Ferdinando II il comando dell’esercito spedito nel Veneto contro gli Austriaci; richiamato dopo i tragici fatti di Napoli del 15 maggio, rifiutò di ubbidire e seguito da 2000 uomini raggiunse Venezia, dove il governo di quella repubblica lo nominò generale in capo dell’esercito. Caduta la città (1849), Pepe esulò a Corfù, Malta, Genova, Parigi; qui scrisse le sue memorie sui Casi d’Italia negli anni 1847, ’48, ’49 (1850).

Dopo il colpo di stato del 2 dicembre 1851 si recò a Torino, dove trascorse gli ultimi suoi anni, morendo l’8 agosto del 1855.

 

Risultati immagini per RICHARD WAGNER13/02/1883 – Muore a Venezia il compositore, poeta, librettista, regista teatrale, direttore d’orchestra e saggista tedesco Richard Wagner.

Wagner nasce a Lipsia il 22 Maggio 1813. Rimasto orfano di padre, Richard Wagner rimane solo con la madre che presto si risposa però con l’attore Ludwig Geyer. Quest’ultimo, affezionatosi al bambino, lo porta sempre con sé in teatro: il contatto assiduo con il mondo del palcoscenico lascerà nella mente del fanciullo un’impressione incancellabile. Dopo aver intrapreso in modo discontinuo gli studi musicali, nel 1830 Wagner si dedica seriamente a questa disciplina sotto la guida di Theodor Weinlig, alla Thomasschule di Lipsia. In seguito ad alcuni lavori giovanili (fra cui una sinfonia), ottiene la nomina a direttore del coro del teatro di Würzburg, nel 1833, che gli offre la possibilità di ricoprire saltuariamente le cariche di direttore di scena, di suggeritore e, successivamente, di direttore d’orchestra. Sempre a Würzburg compone la sua prima opera “Die Feen” dall’impianto melodico e armonico ancora poco definito, con forti influenze dello stile di Weber. L’attività di musicista di Wagner non è sufficiente per assicurargli un adeguato tenore di vita e, soffocato dai debiti, si imbarca nel porto di Riga. Il viaggio si rivela piuttosto avventuroso, a causa di una improvvisa tempesta. La spaventosa esperienza sarà uno dei motivi ispiratori de “Il Vascello Fantasma”.

Approdato a Parigi nel 1836 sposa la cantante Minna Planner. E’ in questo periodo che matura la decisione di scrivere i libretti dei propri drammi in piena autonomia, assecondando in questo modo la sua cognizione affatto personale di teatro musicale. Diviso fra Parigi e Medoun, inizia ad approfondire lo studio della musica di Berlioz e a comporre “L’Olandese volante” (o “Il vascello fantasma”) e a studiare attentamente leggende tratte dall’epica germanica come quelle di Lohengrin e di Tannhäuser. Il 1842 vede finalmente il vero debutto teatrale di Wagner con la tanto sospirata esecuzione del “Rienzi” avvenuta a Dresda. Il successo ottenuto gli procura, l’anno seguente, la carica di Musikdirektor all’opera di corte. La prima rappresentazione de “Il vascello fantasma”, andata in scena sempre a Dresda nel 1843, testimonia la volontà ormai concreta di allontanarsi dai modelli allora imperanti in tutta Europa, da quelli belcantistici all’italiana a quelli francesi o anche tipicamente tedeschi. Richard Wagner è proteso alla realizzazione di un’opera che non sia un insieme di pezzi chiusi interrotti da recitativi ma che si dispieghi in un continuo flusso melodico, tale da trascinare l’ascoltatore in una dimensione emotiva mai esplorata prima. Nel 1848 partecipa ai moti rivoluzionari aderendo alle file degli anarchici, motivo per cui, arrestato, viene condannato a morte; riesce però a fuggire rocambolescamente e a rifugiarsi a Zurigo dove si trattiene fino all’amnistia (1860).

Reso celebre dalle proprie disavventure politiche e dalle idee rivoluzionarie, comincia la stesura di diversi trattati politico artistici, tra cui si ricordano “L’arte e la rivoluzione” del 1849, “Opera e Dramma” del 1851 e soprattutto “L’opera d’arte dell’avvenire”. Liszt, gigante del pianoforte, grande amico di Wagner, organizza a Weimar nel 1850, la prima rappresentazione di “Lohengrin”, in cui si palesa un ulteriore sviluppo della drammaturgia wagneriana. Nel 1852 Wagner comincia a lavorare assiduamente all’ambizioso progetto del “Der Ring des Nibelungen” (“L’anello del Nibelungo”), un immenso dramma teatrale suddiviso in un prologo e tre giornate. Sul piano musicale Wagner concepisce l’opera come appunto caratterizzata da un “continuum” melodico, in cui si inseriscono però i cosiddetti “Leit-Motiv”, cioè temi musicali ricorrenti, legati in particolare a un personaggio o a una particolare situazione della vicenda. Molti dei personaggi dei suoi drammi sono presentati da una breve sequenza di note che, elaborata in vari modi, ritorna in differenti combinazioni ogni volta che il personaggio entra in scena; altra caratteristiche wagneriana è la trasformazione radicale della tavolozza orchestrale e l’ampliamento delle possibilità strumentali. Il “Ring” è anche il protagonista di un’interruzione decennale nella stesura, durante i quali il compositore, nella sua frenetica vita, si separa dalla moglie e compone “Tristano e Isotta” e “I maestri cantori di Norimberga”.

Nel 1864 Wagner viene chiamato in Baviera dal nuovo re Ludovico II, suo grande ammiratore, che gli procura una cospicua rendita e una grande casa dove sistemarsi. Cura la rappresentazione del “Tristano e Isotta” che però non viene accolta con grande entusiasmo dal pubblico. Si tratta in effetti di un’opera che non poteva che sconcertare i timpani dell’uditorio ottocentesco, a causa delle “bizzarrie” armoniche ivi contenute, a partire dal celeberrimo “accordo tristaniano” nel quale l’armonia classica comincia inesorabilmente ad andare in pezzi. Fiumi di inchiostro sono stati spesi su questo accordo: molti lo considerano il germe di tutta la musica del Novecento. Parallelamente agli scandali teatrali, non mancano quelli privati. Wagner da tempo intratteneva una relazione con Cosima Liszt, moglie del celebre direttore d’orchestra Hans Von Bulow e figlia del mentore Franz Liszt, relazione ben conosciuta e sulla bocca di tutti. Lo scandalo costringe Ludovico II ad allontanare il maestro da Monaco. Tuttavia, sotto la protezione del monarca bavarese, Wagner porta avanti la composizione dell’Anello e scrive “L’Idillio di Sigfrido” in onore del figlioletto appena dato alla luce da Cosima (e chiamato anch’esso Sigfrido).

Nel 1870, dopo la morte di Minna, sposa finalmente Cosima. Queste seconde nozze arrecano a Wagner un po’ di tranquillità e serenità oltre a tre figli: il già nominato Sigfrido, Isotta e Eva. Nel 1876, con la rappresentazione completa del “Ring”, finalmente si concludono anche i lavori per la costruzione di un teatro a Bayreuth, edificio eretto ad “immagine e somiglianza” della concezione teatrale wagneriana. Di fatto il teatro d’opera come lo intendiamo noi oggi (con la buca per l’orchestra, la cura per i problemi dell’acustica corretta e molto altro), è frutto dell’attento studio architettonico e scenico di Wagner in questo campo. Ancora oggi, inoltre, ogni anno a Bayreuth si celebra il Festival wagneriano, che rappresenta tutti i lavori teatrali del compositore tedesco. Ormai famoso ed economicamente soddisfatto Richard Wagner si dedica ad un altro progetto: la stesura del “Parsifal”, che inizierà nel 1877 per concludersi a Palermo nel 1882.

Nell’autunno 1882 la famiglia Wagner si trasferisce a Venezia e si stabilisce nel palazzo Vendramin. Qui Richard Wagner si spegne il 13 febbraio 1883 a causa di un attacco cardiaco. La sua salma viene sepolta a Bayreuth vicino al suo teatro.

 

Risultati immagini per george simenon13/02/1903 – Nasce a Liegi, in Belgio, lo scrittore belga di lingua francese Georges Joseph Christian Simenon.

Georges Simenon nasce a Liegi (Belgio) il 13 febbraio 1903. Il padre è il contabile Désiré Simenon, mentre la madre è Henriette Brüll, una casalinga belga di ceto borghese. Georges, da piccolo, ha numerosi problemi di salute, che causano numerose tensioni tra la famiglia dei Simenon e quella dei Brüll. Il rapporto tra il bambino e la madre non è tra l’altro molto semplice. Nel corso della sua giovinezza frequenta scuole guidate dai gesuiti, avendo un rendimento scolastico eccellente. Presto però si rende conto di non sentirsi a suo agio in un ambiente così rigido e con innumerevoli dettami imposti dall’ordine cattolico gesuita. Georges quindi si ribella alle restrizioni imposte dall’Istituto religioso e con il passare degli anni si distacca dalla religione cattolica, non frequentando più nemmeno i suoi luoghi di culto. Nonostante ciò continua ad amare gli studi classici e in particolar modo si dedica alla lettura di importanti opere letterarie di autori classici come Conrad, Dickens, Dumas, Stendhal, Stevenson e Balzac.

Nel periodo compreso tra il 1919 e il 1922 lavora come cronista per La Gazette de Liège, autografando i suoi articoli con lo pseudonimo di Georges Sim. Nel corso di questi anni collabora anche con altre riviste e inizia giovanissimo la sua carriera come scrittore. Nell’arco di questo periodo muore il padre Désiré, per cui lascia il Belgio per trasferirsi in Francia, a Parigi. In Francia, grazie alle sue eccellenti doti letterarie, collabora con numerose riviste; per queste scrive tanti racconti settimanali. Dal 1923 al 1926 scrive numerose storie che riscuotono un grande successo tra i lettori dell’epoca. Dalla seconda metà degli anni Venti alla prima metà degli anni Trenta scrive tanti romanzi commerciali che vengono pubblicati da importanti case editrici come Tallandier, Ferenczi, Fatard. Riesce, in questi anni, a realizzare ben centosettanta romanzi rientranti nel genere narrativo commerciale; questi testi sono tutti firmati con vari pseudonimi, tra cui si ricordano il già citato Georges Sim, Georges Martin-Georges, Jean du Perry, Christian Brulls e Gom Gut.

Nel 1928 compie un affascinante viaggio sulla chiatta Ginette e sul cutter Ostrogoth, due importanti canali navigabili della Francia. Traendo ispirazione da questo viaggio riesce a realizzare una serie di interessanti reportage. L’anno seguente inizia a collaborare con la rivista “Il Détective”, per cui scrive varie novelle, in cui per la prima volta viene presentato uno dei suoi più celebri personaggi letterari, il commissario Maigret. Il grande successo letterario dei romanzi di Simenon attira l’interesse di grandi registi come Jean Tarride e Jean Renoir che traendo spunto da essi, producono due film: “Il cane giallo” e “Il Mistero del crocevia”. E’ in questo modo che lo scrittore si avvicina al mondo del cinema. Negli anni Trenta, con la prima moglie Régine Renchon, viaggia tantissimo e sul finire del decennio i due coniugi hanno un figlio, Marc. Nel 1940 si stabilisce con la famiglia a Fontenay-le-Comte, nella regione della Vandea. In quest’anno inizia anche la Seconda guerra mondiale durante la quale cerca in tutti i modi di aiutare i rifugiati belgi. Inizia in questo periodo anche una fitta corrispondenza epistolare con il celebre scrittore francese André Gide. Presto, a causa di referti medici errati, si convince del fatto che le sue condizioni di salute non sono buone e che gli rimangono pochi anni di vita. In quest’occasione scrive la sua autobiografia nell’opera intitolata “Pedigree”, dedicata al figlio Marc. Finita la guerra in Francia è accusato di collaborazionismo, per cui decide di trasferirsi negli Stati Uniti.

In questi anni perde uno dei suoi fratelli, Christian, che muore in occasione della battaglia d’Indocina. In breve le accuse contro di lui cadono, poiché evita di collaborare con le forze naziste. Negli Stati Uniti soggiorna prima nello Stato americano del Texas, poi in Connecticut. Nel corso della sua permanenza in America conosce Denyse Ouimet, che diventa di lì a poco la sua seconda moglie. Dal loro amore nascono tre figli: John, Marie-Jo e Pierre. Negli anni Cinquanta Simenon decide di lasciare gli Stati Uniti per tornare in Europa, soggiornando prima in Costa Azzurra per poi trasferirsi a Epalinges, in Svizzera. Nel 1960 presiede la giuria del Festival di Cannes e stringe una grande amicizia con il regista italiano Federico Fellini. Pochi anni dopo divorzia dalla seconda moglie e nel 1972 realizza il suo ultimo celebre romanzo: “Maigret e il Signor Charles”, in cui racconta l’inchiesta condotta dal commissario Maigret in merito alla scomparsa del notaio Gerard Levesque.  Dopo aver realizzato il suo ultimo romanzo lo scrittore decide di registrare i suoi pensieri su dei nastri magnetici, iniziando quindi a dedicarsi alla realizzazione di dettati. Nel 1978 un tragico evento sconvolge la sua vita: la figlia Marie-Jo si suicida; due anni dopo, Simenon decide di scrivere un nuovo romanzo autobiografico, “Memorie intime”, dedicato alla figlia defunta.

Georges Simenon muore il 4 settembre 1989 a Losanna a causa di un tumore al cervello, dopo aver scritto più di cinquecento romanzi, settantacinque inchieste del commissario Maigret e ventotto racconti.