ACCADDE OGGI – 4/11/ 2018

4 novembre 2018 1 Di Delfino Sgrosso

Risultati immagini per bollettino della vittoria04/11/1918 – Prima Guerra Mondiale. Termina la battaglia di Vittorio Veneto con la schiacciante vittoria dell’esercito Italiano sugli Austro-Ungarici.

Il Bollettino della Vittoria, storico documento firmato dal Generale Armando Diaz, annuncia che l’Impero Austro-ungarico si arrende all’Italia, in base all’armistizio firmato il giorno prima a Villa Giusti, nei pressi di Padova. Con il successivo trattato di Saint-Germain-en-Laye (1919), l’Italia completa l’unità nazionale con l’annessione di Trento e Trieste. Per tale motivo, il 4 novembre in Italia è festeggiato come Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate.

In occasione del 4 novembre, e dei giorni immediatamente precedenti, le massime cariche dello Stato rendono omaggio al Milite Ignoto, la cui salma riposa presso l’Altare della Patria a Roma, si recano in visita al Sacrario di Redipuglia, dove sono custodite le salme di 100.000 caduti italiani della prima guerra mondiale, nonché a Vittorio Veneto, dove per l’appunto si svolse l’ultima e risolutiva battaglia del conflitto armato fra il Regio Esercito italiano e l’esercito imperiale austro-ungarico. È prassi che il Presidente della Repubblica Italiana e il Ministro della Difesa inviino alle forze armate italiane, il giorno della celebrazione, un messaggio di auguri e di riconoscenza a nome del Paese. Il 4 novembre viene celebrato anche in altre sedi istituzionali come Regioni, Province e Comuni. E’ inoltre pratica diffusa l’apertura al pubblico delle caserme e la visita a unità navali militari. All’interno delle caserme vengono organizzate esposizioni di armamenti e mostre riguardanti la prima guerra mondiale. Usuali sono anche le dimostrazioni sportive e le esercitazioni dimostrative dei soldati.

 

Risultati immagini per Alluvione firenze 196604/11/1966 – Nella notte tra il 3 e il 4 novembre del 1966, Firenze viene colpita da una grave alluvione, causata dallo straripamento dell’Arno in seguito a una lunga serie di piogge nei giorni precedenti. Molti quartieri della città, compreso il centro storico, sono allagati, con l’acqua che supera in alcune zone i cinque metri. L’alluvione interessa, oltre Firenze, buona parte della Toscana, e causa in tutto 35 morti.

In quell’anno in Toscana le precipitazioni erano state particolarmente intense, e i livelli dell’Arno e dei suoi affluenti si erano innalzati: non era una situazione insolita, e fino al 3 novembre fu semplicemente tenuta sotto maggiore controllo dalle autorità locali, che già quel giorno avvisarono comunque il ministero dell’Interno. A partire dal tardo pomeriggio di giovedì 3 novembre, la situazione cominciò a peggiorare: le piogge erano sempre più intense, l’Arno continuava a crescere e i primi torrenti cominciarono a straripare. Dopo la mezzanotte a Firenze cominciarono ad allagarsi cantine, garage, pezzi di strade. Tra le due e le quattro di notte, molte linee fognarie esplosero per la troppa pressione, e l’Arno, dopo essere straripato nelle frazioni a est di Firenze, cominciò a inondare il centro storico.

Nelle prime ore del mattino, le zone allagate di Firenze erano tantissime, e la situazione era altrettanto grave nei comuni intorno alla città. Gli argini dell’Arno cominciarono a cedere, e l’acqua iniziò a scorrere con più intensità verso il centro storico di Firenze: intorno alle nove arrivò in piazza Duomo, mentre in altre zone raggiungeva già i tre metri di altezza per le strade. Solo in serata la situazione cominciò a rientrare. Nei giorni successivi arrivarono soccorritori da diverse zone d’Italia, e anche dall’estero. Ted Kennedy, fratello di John Fitzgerald e Robert, allora senatore degli Stati Uniti, fece un appello per aiutare Firenze. Moltissimi volontari aiutarono a recuperare e mettere al sicuro le opere d’arte ricoperte di fango nei magazzini del museo degli Uffizi, che erano stati allagati.

 

Risultati immagini per Alluvione genova 201104/11/2011 – Un alluvione mette in ginocchio la città di Genova e causa sei vittime. L’alluvione si è verificata a seguito di fortissime precipitazioni (portate dal Ciclone Mediterraneo Rolf) che hanno registrato punte superiori ai 500 mm in poche ore in diverse zone di Genova e provincia. Ne è scaturita l’esondazione dei torrenti Bisagno e Fereggiano e la piena dei torrenti Sturla, Scrivia e Entella.

La zona della stazione Brignole, compresi Borgo Incrociati, piazza della Vittoria e il tratto di via XX Settembre fino all’altezza di via Cesarea, rimasero sommerse dall’acqua per alcune ore. Centinaia i negozi allagati. I quartieri più colpiti furono Quezzi, Sturla, San Desiderio, San Fruttuoso, Marassi, Albaro, Quarto, Quinto, Nervi. Fu subito polemica sulle responsabilità dei morti e dei danni. La giunta venne prima accusata di non avere deciso la chiusura delle scuole, se le istituzioni lo avessero fatto forse le sei vittime si potevano evitare. Il sindaco di allora Marta Vincenzi parlò di una “tragedia assolutamente imprevedibile in questa forma”, di una “bomba d’acqua” che colse di sorpresa la città e l’amministrazione.

La procura di Genova, dopo avere aperto un’inchiesta per disastro colposo e omicidio colposo plurimo contro ignoti, contestò la versione dei fatti fornita da palazzo Tursi. Secondo l’accusa, i tempi dell’esondazione del Fereggiano erano stati riportati in modo falso per giustificare l’intempestività dell’intervento.