ACCADDE OGGI – 11/02/2019

ACCADDE OGGI – 11/02/2019

11 Febbraio 2019 0 Di Delfino Sgrosso

Risultati immagini per CARTESIO11/02/1650 – Muore a Stoccolma il filosofo e matematico francese Renè Descartes, noto anche con il nome italianizzato di Cartesio.

Cartesio nacque nel 1596 a La Haye, nella regione francese della Turenna. Proveniente da una famiglia borghese piuttosto ricca, dopo gli studi dai gesuiti si laureò in diritto nel 1616. Nel 1618 si arruolò nell’esercito dei Paesi Bassi e, sotto la guida di un principe protestante andò a combattere in Germania nella Guerra dei Trent’anni. Negli anni successivi, gli interessi di Cartesio si diressero soprattutto alla matematica, alla geometria, all’ottica e alla logica. Mentre era ancora soldato, il 10 novembre 1619 fece tre sogni, durante i quali, secondo i suoi racconti, ebbe un’intuizione fondamentale per tutta la costruzione del suo pensiero filosofico: nei suoi appunti, infatti, scrisse che aveva scoperto «i fondamenti di una scienza meravigliosa». Probabilmente fu quello il periodo in cui Cartesio cominciò a elaborare i principi di una scienza nuova, che avesse un unico metodo – strutturato come quello della matematica – valido per tutti i campi del sapere.  Lasciata la carriera militare, nel 1628 Cartesio decise di elaborare una nuova filosofia: per questo motivo, dopo aver a lungo viaggiato in Europa, si trasferì nei Paesi Bassi, dove era diffusa una maggiore tolleranza nei confronti delle dottrine filosofiche e religiose che si opponevano alla tradizione.

Nel 1637, pubblicò tre saggi scientifici (La Diottrica, Le Meteore e La Geometria) che erano preceduti da una prefazione intitolata Discorso sul metodo: questa introduzione diventò, probabilmente, la più famosa delle sue opere, anche se la riflessione in essa contenuta fu poi ampliata nelle Meditazioni metafisiche (1641). Negli anni successivi, Cartesio intraprese un fitto scambio di lettere con filosofi e scienziati. Nel 1647 iniziò a scambiare lettere con la regina Cristina di Svezia che, desiderosa di ricevere da lui lezioni di filosofia, lo invitò nel suo paese. Nel settembre 1649 raggiunse Stoccolma, dove morì nel febbraio 1650 in seguito una broncopolmonite.

Cartesio viene comunemente ritenuto il fondatore del pensiero filosofico moderno, in quanto fu il primo, tra i pensatori moderni, a costruire un vero e proprio sistema filosofico: la sua figura, anzi, racchiude in filosofia il passaggio dal Rinascimento all’età moderna. Ma Cartesio fu anche un grandissimo scienziato in campo matematico: a lui dobbiamo l’invenzione dei cosiddetti assi cartesiani, cioè il metodo delle coordinate che permette di individuare un punto del piano per mezzo di una coppia di numeri (ascissa e ordinata). Questo metodo consente di tradurre i problemi algebrici in problemi geometrici e viceversa: con questa intuizione Cartesio ha fondando una nuova scienza, la geometria analitica.

 

Risultati immagini per THOMAS ALVA EDISON11/02/1847 – Nasce a Milan, negli Stati Uniti, l’inventore ed imprenditore statunitense Thomas Alva Edison.

Figlio di povera famiglia, è costretto ad abbandonare la scuola dopo pochi mesi di frequenza a causa di problemi finanziari; riceve una sommaria istruzione dalla madre e, a soli 12 anni, inizia a vendere giornali sui treni della “Grand Trunk Railway”, dedicando il tempo libero ai suoi primi esperimenti con apparecchiature elettriche e meccaniche. Organizza così un suo primitivo laboratorio a bordo di un vagone ma, a causa di un incendio da lui involontariamente provocato, viene licenziato. Salva però poi fortunosamente il figlio del capostazione che stava per essere investito da un treno, assicurandosi la riconoscenza del padre, che gli permette di frequentare l’ufficio telegrafico della stazione. In seguito, mentre presta servizio come telegrafista, inventa uno strumento telegrafico a ripetizione per la trasmissione automatica dei messaggi. La vendita degli apparecchi telegrafici, via via perfezionati, gli procura ingenti somme che nel 1876 utilizza per aprire un piccolo laboratorio privato.

Nell’ambito delle trasmissioni telegrafiche, estremamente significativa fu l’invenzione dei sistemi duplice e quadruplice che consentivano di trasmettere più messaggi contemporaneamente su una sola linea. Importante per lo sviluppo del telefono, inventato indipendentemente dall’italiano Antonio Meucci e dallo statunitense Alexander Graham Bell, fu il suo progetto del microfono a carbone (1876). Nel 1877 annuncia l’invenzione del fonografo, apparecchio mediante il quale il suono poteva essere registrato meccanicamente. Costituito da un semplice cilindro sul quale è avvolta della carta stagnola, che viene fatto girare manualmente mediante una manovella, l’invenzione costituisce un fondamentale passo avanti nel settore. Si narra che un tale gli chiese se fosse lui il creatore della prima cosiddetta “macchina parlante”, al che Edison rispose: “No, la prima macchina parlante è stata creata molti millenni fa, dalla costola di Adamo!”

Due anni dopo, Edison presenta pubblicamente la prima lampada elettrica, che ottiene notevole successo. Concorrente di Edison è J.W.Swan, ma la concorrenza fra i due termina poco dopo, con la costituzione della società Edison & Swan United Light Company, alla quale arriderà un proficuo futuro. Nel periodo seguente si dedica invece al perfezionamento della dinamo per generare la corrente elettrica necessaria all’alimentazione dei nuovi dispositivi progettando, fra l’altro, la prima grande centrale elettrica della città di New York. Nel 1882 la Edison Electric Light Company produrrà 100 mila lampadine all’anno. Nello stesso anno, prima a Londra e New York, e poi a Milano (Santa Radegonda) entreranno in funzione le prime centrali elettriche per la distribuzione dell’elettricità nelle strade e nelle case. Nel 1887 Edison trasferisce il laboratorio da Menlo Park a West Orange (entrambi nel New Jersey), dove prosegue esperimenti e ricerche. L’anno successivo inventa il cinetoscopio, il primo apparecchio con cui era possibile realizzare filmati per rapida successione di singole immagini. Tra le sue ultime invenzioni si ricordano la batteria di accumulatori Edison (una batteria di accumulatori alcalina al ferro-nichel), ancora estremamente rozza ma dotata di un’elevata capacità elettrica per unità di peso.

Altre sue scoperte sono il mimeografo e un metodo telegrafico senza fili per comunicare con i treni in movimento. Allo scoppio della prima guerra mondiale progetta e costruisce impianti per la produzione di benzene, fenolo e derivati dell’anilina, che in precedenza venivano importati dalla Germania. Gli ultimi suoi anni lo vedono occupato a perfezionare alcune invenzioni precedenti. Osserva l’effetto termoelettrico, detto “effetto Edison-Richardson”, che consiste nell’emissione di un flusso di elettroni da parte di un filamento riscaldato; le numerose applicazioni di questa scoperta nel campo dell’elettronica furono comprese solo molti anni dopo. Edison non conquista tutti i mille e oltre brevetti da solo: intelligentemente si avvale di molti validi collaboratori e delle loro idee per poi perfezionarle e trasformarle in oggetti utili e commerciabili, rivelandosi in ciò, oltre che un ottimo tecnologo, anche un lungimirante uomo d’affari, precorrendo di molto i suoi tempi.

Scompare a West Orange, nel New Jersey, il 18 ottobre dell’anno 1931, a 84 anni di età.

 

Risultati immagini per PATTI LATERANENSI11/02/1929 – Presso il Palazzo di San Giovanni in Laterano, a Roma, vengono firmati i Patti Lateranensi tra Regno d’Italia e la Santa Sede.

I Patti Lateranensi presero il nome del Palazzo di San Giovanni in Laterano in cui avvenne la firma degli accordi, che furono negoziati tra il Cardinale Segretario di Stato Pietro Gasparri per conto della Santa Sede e il Capo del governo primo ministro segretario di Stato Benito Mussolini per conto del Regno d’Italia. I Patti Lateranensi sono accordi di mutuo riconoscimento tra il Regno d’Italia e la Santa Sede sottoscritti l’11 febbraio 1929. Con questi accordi per la prima volta dall’Unità d’Italia furono stabilite regolari relazioni bilaterali tra Italia e Santa Sede. Precedentemente ai Patti Lateranensi il rapporto tra Stato e Chiesa era disciplinato unilateralmente dalla cosiddetta «legge delle Guarentigie», approvata dal Parlamento italiano il 13 maggio 1871 dopo la presa di Roma. Questa legge però non venne mai riconosciuta dai Pontefici, da Pio IX in poi; la somma stanziata anno per anno dal governo italiano venne conservata in un apposito conto, in attesa di concludere un accordo con la Santa Sede.

A seguito dei Patti Lateranensi la Chiesa cattolica ha riconosciuto l’esistenza di uno Stato italiano ed ha accantonato definitivamente ogni pretesa giuridica sul territorio di Roma. Con i Patti Lateranensi l’Italia riconosce la Città del Vaticano come Stato sovrano e indipendente; viene riconosciuto il carattere cattolico dello Stato Italiano; assicurato il libero potere spirituale della Chiesa e la libertà di culto; stabiliti gli effetti civili del matrimonio canonico e l’obbligatorietà dell’insegnamento della dottrina cattolica nelle scuole. I Patti Lateranensi consistono in tre documenti distinti:

 

  • Il Trattato: riconosce l’indipendenza e la sovranità della Santa Sede che fondava lo Stato della Città del Vaticano. Tramite il Trattato si definivano i reciproci rapporti sul piano del diritto internazionale tra lo Stato italiano e la Santa Sede.
  • La Convenzione finanziaria: prevedeva un risarcimento di 750 milioni di lire a beneficio della Chiesa. Questa convenzione regolava le questioni sorte dopo le spoliazioni degli enti ecclesiastici a causa delle leggi eversive. La Convenzione prevede inoltre l’esenzione dalle tasse e dai dazi sulle merci importate al nuovo Stato denominato «Città del Vaticano»; il risarcimento di “1 miliardo e 750 milioni di lire e di ulteriori titoli di Stato consolidati al 5 per cento al portatore, per un valore nominale di un miliardo di lire” per i danni finanziari subiti dallo Stato pontificio in seguito alla fine del potere temporale.
  • Il Concordato: definiva le relazioni civili e religiose in Italia tra la Chiesa e il Governo. (prima d’allora, cioè dalla nascita del Regno d’Italia, sintetizzate nel motto: «libera Chiesa in libero Stato»).

 

Il governo italiano acconsentì anche a rendere il clero esente dal servizio militare. Con i Patti Lateranensi si garantì alla Chiesa il riconoscimento del cattolicesimo quale religione di Stato in Italia. Dopo la guerra, con l’avvento della Repubblica, tra le disposizioni dei Patti lateranensi e i principi fondamentali della Costituzione repubblicana si crea una sostanziale incompatibilità.

Ciò ha fatto sì che si provvedesse a una revisione e all’avvio di una lunga trattativa con la Santa Sede, sfociata nella stipulazione di un nuovo Concordato e di un successivo Protocollo nel 1984 (accordo di Villa Madama), con firma di Bettino Craxi e del cardinale Agostino Casaroli. Il nuovo Concordato da un lato abolisce una serie di privilegi della Chiesa cattolica incompatibili con uno Stato laico e pluralista; dall’altro però ne garantisce, nello stesso tempo, gli spazi di libertà.