ACCADDE OGGI – 10/11/2018

ACCADDE OGGI – 10/11/2018

10 Novembre 2018 0 Di Delfino Sgrosso

10/11/1859 – Viene firmata la Pace (o Trattato) di Zurigo, stipulato fra la Francia, l’Impero Austro-Ungarico e il Regno di Sardegna, che ratifica l’armistizio di Villafranca dell’11 Luglio.

Col trattato, che formalmente conclude la Seconda Guerra d’Indipendenza, l’Austria cede la Lombardia alla Francia, che l’avrebbe ceduta a sua volta al Piemonte. La conferenza che conduce alla pace di Zurigo si apre l’8 Ottobre, con l’Austria-Ungheria che rifiuta di ammettere all’assemblea i rappresentanti piemontesi. Così, alla fine, partecipano all’assemblea solo la Francia e l’Austria, col Piemonte che assiste solo per accettare o rifiutare l’affidamento della Lombardia da parte della Francia. Il progetto iniziale è quello di creare una federazione nel centro Italia sotto l’amministrazione del papa. Esso però viene abbandonato con rammarico di Napoleone III che sperava di influenzare il destino dell’Italia.

La mancata annessione di Mantova e Peschiera (lasciate all’Austria-Ungheria) si rivelerà poi essere uno svantaggio durante la Terza Guerra d’Indipendenza (1866). Dopo la pace di Zurigo, il Piemonte deve dei territori alla Francia (Nizza e la Savoia), ma dato che il Veneto è rimasto all’Austria e, quindi, il potente impero non è stato scacciato dalla penisola, questo punto non viene trattato a Zurigo. Come altro effetto l’11 e il 12 Marzo 1860 si celebrano i plebisciti di annessione della Toscana al Regno di Sardegna. Il 24 Marzo Cavour ratifica la cessione di Nizza e della Savoia alla Francia.

 

Risultati immagini per ataturk10/11/1934 – Muore ad Istanbul il militare e politico turco Mustafà Kemal “Ataturk”, fondatore e primo Presidente della Turchia (1923-1938). È considerato l’eroe nazionale turco, e padre della Turchia moderna.

Nato nel 1881 a Salonicco, l’odierna Tessalonica, allora nell’impero ottomano, Ataturk cresce in una famiglia di ceto medio-basso. Il padre, ufficiale dell’esercito e commerciante di legnami, lo instrada alla vita militare. Ufficiale di idee riformiste e radicali, partecipa nel 1908 al movimento del comitato Unione e Progresso. Prende poi parte alla guerra libica e balcanica, e nella prima guerra mondiale si distingue nella difesa dei Dardanelli. Nel 1919 inizia in Anatolia la resistenza al governo di Costantinopoli disposto ad accettare le clausole del trattato di Sèvres: organizza un nuovo esercito nazionale, indice in Anatolia le elezioni politiche (1920) e riunisce ad Ankara una Grande Assemblea Nazionale che finisce col rappresentare, in contrasto col sultano, la vera volontà della nazione non fiaccata dalla disfatta. La Grande Assemblea esprime dal proprio seno un Governo nazionale (23 aprile 1920) da lui presieduto. Posto a capo dell’esercito d’Anatolia, fronteggia l’invasione greca nel 1920-1921, e la respinge definitivamente nell’agosto-sett. 1922, riconquistando Smirne, tutta l’Anatolia e la Tracia orientale. Tale riscossa ha tuttavia la sanzione internazionale nel trattato di Losanna (luglio 1923).

Contemporaneamente, sotto l’impulso e per volontà diretta di Kemal, s’iniziano all’interno le grandi riforme costituzionali e rivoluzionarie: abolizione del sultanato ottomano (1922) e proclamazione della repubblica (1923), abolizione del califfato (1924), trasferimento della capitale ad Ankara, laicizzazione dello stato e abolizione del diritto canonico islamico, introduzione dell’alfabeto latino (1928), ecc. Eletto primo presidente della nuova Repubblica nel 1923, rimane a capo dello stato da lui fondato fino alla morte. Coraggioso e impulsivo, duro con rivali e oppositori, esercitò per vent’anni una dittatura incontrastata, che, pur con misure talora intempestive e vessatorie, e con una mentalità di illuminismo illiberale, distrusse il decrepito impero ottomano, e costituì un organismo moderno nella nuova Turchia repubblicana.

Il nome di Atatürk (lett. “padre turco, gran Turco”, quasi “Padre della Patria”) gli fu conferito dalla Grande Assemblea Nazionale nel 1934.

 

Risultati immagini per trattato di osimo10/11/1975 – Italia e Jugoslavia firmano il trattato di Osimo, che sancisce lo stato di fatto di separazione territoriale venutosi a creare nel Territorio Libero di Trieste a seguito del Memorandum di Londra (1954), rendendo definitive le frontiere fra l’Italia e l’allora Jugoslavia.

Esso conclude la fase storica iniziata nel 1947 con il trattato di pace, allorquando si decise la cessione alla Jugoslavia di gran parte della Venezia Giulia (Fiume e le isole del Quarnaro, la quasi totalità dell’Istria e gli altopiani carsici a est e nord-est di Gorizia) e la creazione del Territorio Libero di Trieste comprendente l’attuale provincia di Trieste e i territori costieri istriani da Ancarano a Cittanova (oggi rispettivamente in Slovenia e Croazia). La mancata attivazione delle procedure per la costituzione degli organi costituzionali del TLT impedì di fatto a quest’ultimo di nascere. La successiva cessione del potere di amministrazione civile del TLT rispettivamente all’Italia (zona A) e Jugoslavia (zona B) creò le condizioni per gli sviluppi successivi che portarono al trattato di Osimo.

Nel trattato le questioni riguardanti la salvaguardia dell’identità della popolazione di lingua italiana in territorio jugoslavo (in gran parte diminuita dopo l’esodo della maggioranza degli italiani) vengono demandate alla stesura di ulteriori protocolli d’intesa. Lo stesso vale anche per la popolazione di lingua e cultura slovena che vive in territorio italiano. Per il suo contenuto venne avversato da parte delle popolazioni coinvolte, soprattutto dagli esuli italiani che hanno sempre sostenuto di essere stati abbandonati dall’Italia e che aspettano ancora in molti casi un equo indennizzo od una equa soluzione per i loro beni immobili, spesso nazionalizzati.