ACCADDE OGGI – 10/01/2019

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10 Gennaio 2019 0 Di Delfino Sgrosso

Risultati immagini per attraversamento rubicone10/01/49 A.C. – Giulio Cesare attraversa il Rubicone, fiume oggi in provincia di Forlì, che allora segnava il confine oltre il quale un generale romano non poteva portare le armi, atto che segnala l’inizio della guerra civile con Pompeo e il Senato.

Il fiume, in epoca romana, segnò, come detto, per un periodo (epoca tardo – repubblicana, tra il 59 a.C. e il 42 a.C.) il confine tra l’Italia, considerata parte integrale del territorio di Roma, e la provincia della Gallia Cisalpina ed era quindi vietato ai generali di passarlo in armi. L’episodio storico, cui il nome del fiume è legato, vede protagonista Gaio Giulio Cesare al termine delle Guerre Galliche (58 a.C. – 51 a.C.). Nel tardo autunno del 50 a.C., il Senato romano ordinò a Cesare di congedare l’esercito, di rimettere i poteri della Gallia Cisalpina (l’Italia settentrionale, all’epoca formalmente ancora una provincia, nella quale Cesare reclutò gran parte delle sue legioni) e di recarsi a Roma. Cesare, intuendo il complotto ai suoi danni che il senato stava ordendo, ovvero di metter fuori legge il partito dei populares che egli rappresentava, e temendo per la sua stessa vita, rifiutò, rimanendo accampato nella provincia che gli era stata assegnata, non distante dalla odierna Cervia.

L’esercito, fedele a Cesare perché da lui dipendeva il pagamento delle sue spettanze, rimase compatto agli ordini del generale. Solo il suo vice, Tito Labieno, disertò e si schierò con la Repubblica romana. Per sicurezza, Cesare fece presidiare la riva settentrionale del Rubicone, ma non correva sostanziali pericoli, in quanto, in Italia, il senato poteva schierare due sole legioni. Cesare lo attraversò nelle prime ore del 10 gennaio 49 a.C. alla testa del suo esercito, composto dalla Legio XIII Gemina (per un totale di circa 5.000 uomini e 300 Cavalieri), al ritorno dalla Gallia, ed essendo penetrato in armi nel territorio di Roma, manifestò in tal modo la sua ribellione allo stato romano: secondo il racconto di Svetonio, prima di risolversi a questo passo sembra che abbia esitato e infine abbia preso la sua decisione esclamando alea iacta est (“il dado è tratto”) secondo la tradizione.

Il nome proprio “Rubicone” è entrato in alcune lingue, come l’inglese, col significato di “punto di non ritorno” in espressioni quali “attraversare il Rubicone” (to cross the Rubicon).

 

Risultati immagini per samuel colt10/01/1862 – Muore ad Hartford, negli Stati Uniti, l’inventore e imprenditore statunitense Samuel Colt.

Nato nel 1814 sempre ad Hartford, figlio di Christopher Colt, agricoltore del Connecticut trasferitosi per affari ad Hartford, Colt rimase orfano della madre Sarah Caldwell quando aveva appena due anni. Aveva tre fratelli e tre sorelle; due di esse morirono durante l’infanzia e la terza sarebbe poi morta anni dopo suicida. Il padre si risposò con Olive Sargeant, la madre adottiva, quando Samuel aveva quattro anni. Si appassionò all’uso delle armi quando era ancora molto giovane e sviluppò un proprio modello quando lavorava nell’azienda di Ely Whitney, imprenditore di New Haven, che aveva impiantato nella cittadina del Connecticut una fabbrica di pistole. I moderni metodi di lavoro di Whitney furono imitati da altri che svilupparono nel resto dello Stato le industrie di armi da fuoco.

Fu nella fabbrica di Whitney, nel 1835, che Colt sviluppò la pistola che da lui ha preso il nome sebbene l’idea gli fosse venuta 4 anni prima, all’età di 17 anni, mentre osservava il funzionamento della ruota del timone sul brigantino Corvo, dove si era imbarcato. Il 25 febbraio 1836 fece brevettare il nuovo modello di rivoltella ad avancarica del tamburo, la cui caratteristica principale (rispetto ai precedenti modelli a rotazione detti “pepperbox”) era costituita dal fatto che il fascio di canne era ridotto ad un corto cilindro (il tamburo, appunto) il quale, ruotando intorno al suo asse, presentava la camera contenente la carica da sparare di fronte ad una sola canna.

Grazie al denaro che era riuscito a guadagnare, intanto, con varie attività (tra le quali alcune conferenze sull’uso del “gas esilarante”), Colt aprì nello stesso anno una sua officina a Paterson da cui uscì il modello che portava questo nome, appunto mod. “Paterson”. La prima fornitura al governo degli Stati Uniti sarebbe avvenuta però solo dieci anni dopo, il 4 gennaio 1847 con il modello “Walker”, arma di grandi dimensioni ed in calibro 44. Morì nel 1862.  Dotato di particolare ingegno nella meccanica e di notevoli capacità imprenditoriali, Samuel Colt fu il primo a riuscire nel tentativo di produrre armi in serie e con parti tra loro facilmente intercambiabili. Le sue armi hanno avuto un’enorme popolarità, soprattutto negli USA, insieme alle carabine e fucili Winchester a ripetizione manuale (“a leva”) che, dal 1866 in poi, divennero i protagonisti della colonizzazione dell’ovest americano.

La Colt’s Manufacturing Company è azienda ancora oggi leader nella produzione mondiale di armi leggere e in passato ha orientato in maniera determinante la ricerca e la produzione nel settore dei proiettili leggeri.

 

Risultati immagini per coco chanel10/01/1971 – Muore a Parigi la stilista Gabrielle Bonheur Chanel, meglio nota con lo pseudonimo di Coco Chanel.

Nata a Saumur, Francia, il 19 agosto 1883, Gabrielle Chanel, chiamata “Coco”, ebbe una infanzia molto umile e triste, trascorsa in gran parte in un orfanotrofio, per poi diventare una delle più acclamate creatrici di moda del secolo scorso. Con lo stile lanciato da lei ha rappresentato il nuovo modello femminile del ‘900, ossia un tipo di donna dedita al lavoro, a una vita dinamica, sportiva, priva di etichette e dotata di autoironia, fornendo a questo modello il modo più idoneo di vestire. Inizia la sua carriera disegnando cappelli, prima a Parigi nel 1908 e poi a Deauville. In queste città, nel 1914, apre i suoi primi negozi, seguiti nel 1916 da un salone di alta moda a Biarritz. Lo strepitoso successo la colse negli anni venti, quando arriva ad aprire i battenti di una delle sue sedi in rue de Cambon n.31 a Parigi e quando, da lì a poco, verrà considerata un vero e proprio simbolo di quella generazione. Tuttavia, a detta dei critici e degli intenditori di moda, l’apice della sua creatività è da attribuire ai più fulgidi anni trenta, quando, pur dopo aver inventato i suoi celeberrimi e rivoluzionari “tailleur” (costituiti da giacca maschile e gonna diritta o con pantaloni, appartenuti fino a quel momento all’uomo), impose uno stile sobrio ed elegante dal timbro inconfondibile. In buona sostanza, si può dire che Chanel rimpiazzò il vestiario poco pratico della belle èpoque con una moda larga e comoda.

Nel 1916, ad esempio, Chanel estese l’uso del jersey (un materiale a maglia molto flessibile), dal suo uso esclusivo per i sottabiti a una grande varietà di tipi di vestiario, inclusi i vestiti semplici in grigio e blu scuro. Questa innovazione fu di così grande successo che “Coco” iniziò ad elaborare le sue celebri fantasie per i tessuti jersey . L’inserimento della maglia lavorata a mano e poi confezionata industrialmente, infatti, rimane una delle novità più sensazionali proposte da Chanel. Inoltre, le bigiotterie in perle, le lunghe catene dorate, l’assemblaggio di pietre vere con gemme false, i cristalli che hanno l’apparenza di diamanti sono accessori indispensabili dell’abbigliamento Chanel e segni riconoscibili della sua griffe. Chanel in realtà produceva un vestiario di tipo tradizionale che spesso prendeva spunto dal vestiario maschile e che non diventava fuori moda con il cambiare di ogni nuova stagione. I colori più comuni di Chanel erano il blu scuro, il grigio, e il beige. L’importanza data ai dettagli e l’uso estensivo di bigiotteria, con combinazioni rivoluzionarie di pietre vere e false, agglomerati di cristalli, e perle sono molti indicativi dello stile di Chanel. Lo scoppio della seconda guerra mondiale impose però un’improvvisa battuta di arresto. Coco è costretta a chiudere la sede di rue de Cambon, lasciando aperto soltanto il negozio per la vendita dei profumi.

Nel ’54, quando torna nel mondo della moda, Chanel ha 71 anni. La stilista aveva lavorato dal 1921 al 1970 in stretta collaborazione con i cosiddetti compositori dei profumi, Ernest Beaux e Henri Robert. Il celeberrimo Chanel N°5 venne creato nel 1921 da Ernest Beaux, e secondo le indicazioni di Coco doveva incarnare un concetto di femminilità senza tempo, unica e affascinante. Il N°5 non fu innovativo soltanto per la struttura della fragranza, ma per la novità del nome e l’essenzialità del flacone. Chanel trovava ridicoli i nomi altisonanti dei profumi dell’epoca, tanto che decise di chiamare la sua fragranza con un numero, perché corrispondeva alla quinta proposta olfattiva che le aveva fatto Ernest. Il flacone poi, assolutamente all’avanguardia, è divenuto famoso per la sua struttura essenziale e il tappo tagliato come uno smeraldo. Questo “profilo” ebbe un tale successo che, dal 1959, il flacone è esposto al Museo di Arte Moderna di New York.

Al mitico N.5 ne seguirono molti altri, come ad esempio il N.22 nel 1922, “Gardénia” nel ’25, “Bois des iles” nel ’26, “Cuir de Russie” nel ’27, “Sycomore”, “Une idée” nel ’30, “Jasmin” nel ’32 e “Pour Monsieur” nel ’55. L’altro grande numero di Chanel è il N°19, creato nel 1970 da Henri Robert, per ricordare la data di nascita di Coco (il 19 agosto, appunto). In sintesi, l’impronta stilistica di Chanel si fonda sulla apparente ripetitività dei modelli base. Le varianti sono costituite dal disegno dei tessuti e dai dettagli, a conferma del credo fatto proprio dalla stilista in una sua celebre battuta che “la moda passa, lo stile resta”.

Alla scomparsa di questa grande creatrice di moda del ‘900, avvenuta il 10 gennaio ’71, la Maison venne mandata avanti dai suoi assistenti, Gaston Berthelot e Ramon Esparza, e dalle loro collaboratrici, Yvonne Dudel e Jean Cazaubon, nel tentativo di onorarne il nome e di mantenerne il prestigio.