ACCADDE OGGI – 09-11-2018

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9 Novembre 2018 0 Di Delfino Sgrosso

Risultati immagini per Enrico de nicola09/11/1877 – Nasce a Napoli il politico ed avvocato Enrico De Nicola, primo Presidente della Repubblica italiana.

Dopo gli studi classici, De Nicola si laurea in giurisprudenza all’Università di Napoli e diviene un insigne avvocato penalista, ma al contempo svolge l’attività di giornalista curando la rubrica giudiziaria del giornale “Don Marzio”. Si interessa sempre delle vicende politiche dell’epoca e infatti, è Deputato al Parlamento nelle fila della sinistra costituzionale dal 1909 al 1924. Tra il 1913 e il 1914, diviene Sottosegretario alle Colonie durante il Governo Giolitti. Nel 1914, allo scoppio della Prima guerra mondiale, Enrico De Nicola, coerentemente con i suoi ideali liberal conservatori che lo portano a credere nel passato glorioso dell’Italia, nella sua cultura e nella sua tradizione, si schiera dalla parte degli interventisti, ovvero di coloro che ritengono necessaria l’entrata in guerra dell’Italia per rivendicare le terre irredenti. Successivamente dal 1919, durante il Governo Orlando, De Nicola diviene Sottosegretario al Tesoro. Dal 1920 al 1923 tiene la Presidenza della Camera dei Deputati, anche se, pur avendo prestato giuramento, non partecipa alle funzioni parlamentari fino al 1924, quando decide di dimettersi dal suo incarico.

Nel 1922, Benito Mussolini aveva condotto la marcia su Roma e De Nicola fu tra coloro che sostennero l’impresa del futuro duce. Egli, come molti altri intellettuali e politici dell’epoca, in un primo momento si fece abbagliare dal programma politico mussoliniano che solo all’ apparenza mirava a restituire all’ Italia il vecchio splendore facendo leva sul passato glorioso della Nazione, e a ripristinare l’ordine politico. Per questo motivo dal 1924 di fatto prende le distanze dal Partito Fascista. Nel 1929, De Nicola è nominato Senatore del Regno, ma nonostante tutto continua ad esercitare la sua astensione dalle attività parlamentari e riduce al minimo indispensabile l’attività politica fino alla caduta del fascismo. Nel 1943 De Nicola promuove la soluzione del conflitto tra i partiti antifascisti e il sovrano, mediante un accordo sulla luogotenenza del principe Umberto, da attuare all’ entrata degli alleati a Roma.

Finita la guerra, il 2 giugno 1946 il popolo italiano è chiamato alle urne per votare con suffragio universale monarchia o repubblica. A vincere è la repubblica e si pone l’impellente problema di porre al vertice di questa un Capo provvisorio dello Stato. Ogni partito propone il proprio candidato alla Presidenza. La Dc, inizialmente, sostiene il filosofo, già deputato del Regno, Benedetto Croce. Il Pci, invece, propone Orlando. È Palmiro Togliatti a proporre De Nicola. Il 28 giugno 1946, De Nicola viene eletto dall’ Assemblea costituente Capo provvisorio dello Stato al primo scrutinio con 397 voti su 501. Il 27 dicembre 1947 firma la Costituzione Italiana, che entra in vigore il 1 gennaio 1948.

Cede la carica di Presidente il 12 Giugno 1948, quando al Quirinale viene eletto l’economista Luigi Einaudi. Come ex presidente della Repubblica, Enrico de Nicola diviene di diritto senatore a vita dal 12 maggio 1948. È presidente del Senato della Repubblica dal 28 aprile 1951 al 24 giugno 1952, durante la I Legislatura. È sospeso dal Senato il 15 dicembre 1955 quando diviene giudice costituzionale, nominato dal Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi. Ricopre l’incarico di primo Presidente della Corte Costituzionale dal 23 gennaio 1956 (prima seduta della Corte) al 26 marzo 1957, quando si dimette e riassume le funzioni di senatore.

Muore il 1º ottobre 1959 nella sua casa di Torre del Greco a 81 anni.

 

Risultati immagini per tragedia della meloria 197109/11/1971 – Un Hercules C-130 britannico, con a bordo 6 militari britannici dell’equipaggio e i 46 paracadutisti italiani della 6ª compagnia “Draghi” si inabissa al largo delle secche della Meloria, un tratto di mare situato circa 7 km al largo di Livorno, in Toscana, uccidendo tutti gli occupanti del velivolo stesso.

Nell’ambito dell’esercitazione militare NATO denominata “Cold Stream” e svoltasi in Sardegna nel novembre 1971 è previsto il decollo di nove aerei militari britannici dall’aeroporto di Pisa-San Giusto, per effettuare un lancio di paracadutisti italiani sulle zone di operazione. L’Hercules della Royal Air Force matricola XV216, con i suoi occupati, si schianta in mare poco prima delle 06:00 del mattino. L’episodio rappresenta il più grave incidente occorso alle forze armate italiane dalla fine della seconda guerra mondiale.

Dopo la tragedia viene costituita una commissione d’inchiesta incaricata di indagare sulle cause dell’incidente, ma i lavori iniziano solo dopo il ritrovamento del relitto. Da “Gesso 4”, nome in codice dell’aereo precipitato in mare, non era giunta mai nessuna comunicazione di allarme o di emergenza, e nonostante il recupero dal fondale di grandi parti dell’aereo la commissione non è in grado di determinare con certezza la causa dell’incidente.

Dal ritrovamento e dal posizionamento dei tronconi del velivolo, si può ipotizzare che i piloti, troppo vicini al mare, abbiano richiamato troppo tardi il velivolo, determinando così l’impatto della coda con l’acqua e la successiva rottura dell’aereo.

 

Risultati immagini per HELENIO HERRERA09/11/1997 – Muore a Venezia il calciatore ed allenatore argentino Helenio Herrera.

Nato a Buenos Aires nel 1910, dopo una modesta carriera da calciatore, si è affermato come tecnico di successo dapprima all’Atlético Madrid, con il quale ha vinto due campionati spagnoli consecutivi tra il 1949 e il 1952, e in seguito al Barcellona, dove è rimasto dal 1958 al 1960 conquistando altri due campionati spagnoli, una Coppa di Spagna e una Coppa delle Fiere. Nel 1960 è stato ingaggiato dall’Inter, su espressa indicazione del presidente Angelo Moratti che ne era rimasto ben impressionato dopo averlo affrontato proprio in Coppa delle Fiere. Da allenatore nerazzurro ha conquistato tre campionati italiani nonché due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali – in entrambi i casi consecutive – tra il 1963 e il 1966, affermandosi nel contempo come uno degli allenatori più iconici del tempo.

Terminata l’esperienza con l’Inter nel 1968, si è trasferito alla Roma, dove dal 1968 al 1973 ha vinto una Coppa Italia e una Coppa Anglo-Italiana. La breve parentesi all’Inter (1973) e il ritorno al Barcellona (con la vittoria di un’altra Coppa di Spagna nel 1981) ne hanno sancito la fine dell’esperienza in panchina. Ha guidato tre Nazionali diverse: quella francese dal 1946 al 1948, in qualità di membro della commissione tecnica, quella spagnola dal 1959 al 1962, affiancando il selezionatore Pablo Hernández Coronado e quella italiana dal 1966 al 1967 insieme a Ferruccio Valcareggi.

Soprannominato il Mago, è considerato uno dei migliori allenatori della storia del calcio, in virtù dei numerosi titoli conseguiti sia a livello nazionale che internazionale soprattutto durante gli anni cinquanta e sessanta. Dal punto di vista della gestione del gruppo fu un grandissimo innovatore: memorabili sono stati i cartelli motivazionali scritti di proprio pugno e poi affissi negli spogliatoi e nei luoghi più frequentati dai giocatori in modo che potessero costantemente averli davanti. Meticoloso lavoratore e attento osservatore, era solito prendere appunti su tutto quel che vedeva e imparava.