ACCADDE OGGI – 08/11/2018

8 novembre 2018 0 Di Delfino Sgrosso
Immagine correlata

Immagine della prima radiografia della storia: la mano di Berta Rontgen con l’anello di matrimonio

08/11/1895 – Durante alcuni esperimenti sull’elettricità, il fisico tedesco Wilhelm Conrad Röntgen scopre i raggi x.

Dopo la scoperta dei raggi anodici, avvenuta nel 1876 per merito del fisico tedesco Eugene Goldstein, era molto dibattuta, all’interno degli ambiti scientifici, la natura dei raggi stessi. Röntgen decise di intraprendere studi nel campo dei raggi catodici per verificare le conclusioni alle quali erano giunti i fisici tedeschi Heinrich Hertz e Philipp Lenard. La sala in cui conduceva gli esperimenti era completamente oscurata, a causa del daltonismo di cui Röntgen soffriva.

La sera dell’8 novembre 1895 egli si accorse che uno schermo cosparso di platinocianuro di bario, che aveva sistemato a poca distanza dal tubo, stava brillando fiocamente. La luce era visibile solo con la coda dell’occhio, in una zona dove è situata una parte particolarmente sensibile della retina. Guardando fisso lo schermo, invece, Rontgen non riusciva a vedere nulla. Nel tentativo di scoprire le qualità dei raggi, mise la mano sulla traiettoria del fascio di raggi, e si accorse che sul foglio si vedeva l’ombra delle ossa della mano; notò che tali raggi scaturivano dal contatto dei raggi catodici con l’anticatodo nel tubo. Qualunque cosa stesse illuminando lo schermo, costituito da un cartoncino nero, era allo stesso tempo invisibile a occhio nudo e in grado di penetrare lo spesso strato di carta che copriva il tubo.

Röntgen ripeté l’esperimento più volte per accertarsi di non aver commesso un errore. Poi cercò di bloccare il misterioso raggio utilizzando una serie di oggetti diversi e scoprì che soltanto il piombo riusciva nel compito. Infine capì che inserendo un oggetto tra l’emettitore dei raggi e una lastra fotografica era possibile fissare le immagini ottenute e conservarle nel tempo. Così sostituì lo schermo con una pellicola fotografica e chiese a sua moglie, totalmente all’oscuro di quanto stesse scoprendo il marito, di tenere ferma la mano sulla lastra.

Dopo 15 minuti di applicazione dei raggi diretti verso la lastra, i coniugi poterono osservare nitidamente le ossa della mano di Berta all’interno di un’ombra scura identificata come la carne delle stesse dita. In questo modo Röntgen ottenne la prima radiografia della storia: un’immagine delle ossa della mano di sua moglie e del suo anello matrimoniale. Decise di chiamare provvisoriamente i misteriosi raggi “X”, come il segno matematico che indica una quantità sconosciuta.

 

Risultati immagini per putsch di monaco08/11/1923 – Adolf Hitler guida il partito nazista (NSDAP) in un tentativo fallito di rovesciare il governo tedesco. E’ il cosiddetto Putsch di Monaco.

Per iniziativa dello stesso Hitler e con la copertura politica di importanti uomini di potere del vecchio regime guglielmino (uno fra tutti il generale Ludendorff, ex capo di Stato maggiore dell’esercito imperiale), il NSDAP tentò un putsch (colpo di stato) a Monaco di Baviera. L’intento era quello di assumere il controllo della Baviera, il secondo Land della Repubblica per estensione territoriale, trasformandolo in un cuneo politico che avrebbe portato all’abbattimento della “Repubblica dei traditori di novembre” (con riferimento all’armistizio firmato dalla Germania l’11 novembre 1918 e che condusse poi al vessatorio, per i tedeschi, Trattato di Versailles).

L’8 novembre 1923, alle 20.45, mentre nella birreria Burgerbraukeller era in corso una conferenza di tre commissari del governo bavarese, Hitler e un manipolo di nazisti irruppero nella sala e lo stesso Hitler sparò un colpo di pistola in aria, prendendo la parola. Egli dichiarò ai presenti che il governo bavarese era stato rovesciato e che aveva personalmente assunto la direzione politica del nuovo governo. Malgrado la teatralità dell’episodio, si trattava evidentemente di un bluff e nessuno dei presenti si scompose. Lo stesso generale Ludendorff, presente alla riunione, visto che l’uscita di Hitler non aveva sortito una grande impressione, assunse il ruolo di mediatore tra i nazisti e i tre commissari del governo. Hitler dichiarò allora che il suo era stato solo un “avvertimento” al governo e che per l’indomani in mattinata era convocata una grande manifestazione di massa che avrebbe dato corso alla “rivoluzione nazionale”.

La mattina seguente, alla “manifestazione di massa” erano presenti non più di 3000 persone, che cercarono di dirigersi verso il centro di Monaco. Quando la polizia impedì al corteo di raggiungere il palazzo del Governo, dalle file dei militanti del NSDAP partì un colpo di pistola, che diede inizio ad una fitta sparatoria. Nello scontro, rimasero uccisi 3 poliziotti e 14 militanti nazisti. Hitler al momento riuscì a fuggire, ma venne in seguito arrestato e processato per alto tradimento.

Malgrado la gravità delle accuse (che, secondo il codice penale vigente, avrebbe comportato la pena di morte), dopo 24 giorni di dibattimento Hitler venne condannato a soli 5 anni di reclusione, dei quali ne avrebbe scontato soltanto uno.

 

Risultati immagini per umberto veronesi08/11/2016 – Muore a Milano, all’età di 90 anni, l’oncologo e politico Umberto Veronesi.

Nato il 28 novembre 1925 nel capoluogo lombardo da una famiglia di origine contadina, si laurea in medicina nel 1950. Nella città meneghina ha svolto la sua carriera scientifica (salvo brevi periodi di lavoro in Francia e in Inghilterra), entrando a far parte dell’Istituto tumori subito dopo la laurea. È stato il primo italiano presidente dell’Unione internazionale di oncologia ed ha fondato la Scuola europea di oncologia (Eso). Veronesi si è poi specializzato nella cura dei tumori del seno ed è stato ideatore di una tecnica rivoluzionaria, la quadrantectomia, che permette di evitare in molti casi l’asportazione totale della mammella. Nemico del fumo, è stato sempre convinto che l’arma più efficace contro i tumori maligni (che considerava “curabili”), fosse la prevenzione, basata su uno stile di vita sano e un’alimentazione corretta.

Conosciutissimo e stimato anche all’estero, per diciotto anni ha guidato proprio quell’Istituto nazionale dei tumori di Milano che lo ha accolto da giovane. Dal 1995 ha diretto l’Istituto europeo di oncologia (Ieo), nuova struttura privata sorta alle porte del capoluogo lombardo. Divenuto Ministro della Sanità nel 2000 sotto il governo Amato, conosceva quei corridoi già molto bene, allorché nel 1993 venne chiamato, dall’allora ministro Raffaele Costa, a far parte della Commissione nazionale incaricata di programmare un piano nazionale contro il cancro. Nel 1995 è stato tra i dodici firmatari dell’appello per la legalizzazione delle droghe leggere. Nel 1998, invece, è stato chiamato a presiedere la commissione di esperti incaricata della sperimentazione della terapia Di Bella, un “caso” scientifico clamoroso (e una fonte preoccupante di illusioni), che ha monopolizzato l’attenzione di media e giornali per un lungo periodo.

Sposato a una pediatra di origine turca, Susy Razon, Umberto Veronesi ha avuto sei figli, quattro maschi (uno è un famoso direttore d’orchestra) e due femmine. Nella sua lunga e prestigiosa carriera ha ricevuto tredici lauree honoris causa, sia a livello italiano che a livello internazionale, in Medicina, Biotecnologie Mediche, Scienze Pedagogiche, Fisica e Scienze Agrarie.