ACCADDE OGGI – 07/11/2018

7 novembre 2018 0 Di Delfino Sgrosso

Risultati immagini per marie curie07/11/1867 – Nasce a Varsavia la chimica e fisica polacca naturalizzata francese Maria Sklodowska Curie.

Nata in una numerosa famiglia cattolica, vive un’infanzia difficile. Ancora bambina perde la madre. Educata agli studi dal padre insegnante, dimostra molto presto la sua inclinazione verso le scienze. Nel 1891 Marie si trasferisce in Francia per poter frequentare l’università, poiché in Polonia l’iscrizione è interdetta alle donne. Alla Sorbona di Parigi si iscrive alla facoltà di Scienze: nonostante la difficoltà per una donna di intraprendere la carriera scientifica, Marie si laurea in fisica e in matematica.

Nel 1894 conosce Pierre Curie, affermato scienziato e capo dipartimento alla Scuola di fisica e chimica industriale di Parigi. L’anno dopo diventa sua moglie. I coniugi Curie allestiscono un laboratorio con l’idea di studiare il fenomeno della radioattività naturale. Dopo anni di esperimenti, nel 1902 riescono a isolare un nuovo elemento chimico: lo chiamano radio, per le radiazioni che emette. Scoprono inoltre che il nuovo elemento possiede proprietà utili per curare alcune lesioni cutanee. Per questa ragione non ne brevettano il metodo di estrazione: preferiscono permettere a tutti di produrlo liberamente e utilizzarlo a scopo terapeutico. Le scoperte sulla radioattività naturale di Marie Curie pongono le basi per l’utilizzo nella medicina moderna delle radiazioni: ancora oggi la radioterapia è uno dei metodi più utilizzati per combattere il cancro.

Per queste importanti ricerche scientifiche nel 1903 i coniugi Curie vincono il premio Nobel per la Fisica. Nel 1906 muore Pierre Curie: Marie decide di proseguire la ricerca da sola e di dedicarsi alle sue bambine: Eva e Irene. Ottiene la cattedra di Fisica alla Sorbona e negli anni successivi, grazie alla sua attività di ricerca, riesce a isolare il radio puro e il polonio puro. Nel 1911, a seguito di queste scoperte, le viene conferito il secondo Premio Nobel, questa volta per la chimica. Nel 1914, allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, sospende l’insegnamento e va al fronte con la figlia Irene per organizzare il servizio radiologico di supporto ai feriti. In questa occasione inventa le famose “Petit Curie”: unità mobili attrezzate con apparecchi ai raggi X, un’altra applicazione del radio in campo medico. Fonda prima a Parigi e poi a Varsavia l’Istituto del Radio, oggi noto come Istituto Curie, verso il quale affluiscono scienziati da tutto il mondo per lavorare sotto la sua guida.

Muore nel 1934 per un’anemia perniciosa, causata probabilmente dalla lunga esposizione alle radiazioni.

 

Risultati immagini per rivoluzione di ottobre07/11/1917 – Comincia la cosiddetta Rivoluzione d’ottobre, la fase finale e decisiva della rivoluzione russa iniziata in Russia nel febbraio 1917 del calendario giuliano, che segnò dapprima il crollo dell’Impero russo e poi l’instaurazione della Repubblica sovietica.

Dopo il rovesciamento della monarchia, per alcuni mesi la Russia fu sconvolta da conflitti tra i partiti politici e dalla crescente disgregazione militare ed economica, e il partito bolscevico guidato da Lenin e Lev Trockij decise l’azione armata contro il debole governo provvisorio di Aleksandr Fëdorovič Kerenskij per assumere tutto il potere a nome dei Soviet degli operai, dei soldati e dei contadini. L’insurrezione, avviata nella notte tra il 6 e il 7 novembre (24 e 25 ottobre del calendario giuliano) 1917 a Pietrogrado, si concluse con successo; i bolscevichi formarono un governo rivoluzionario presieduto da Lenin e furono in grado di estendere progressivamente il loro potere su gran parte dei territori del vecchio Impero zarista.

I primi decreti riguardarono l’abolizione della proprietà privata delle terre, la loro distribuzione ai contadini, la smobilitazione dell’esercito e l’apertura di trattative di pace con la Germania (Pace di Brest Litovsk), il controllo operaio sulle fabbriche e la nazionalizzazione delle banche, mentre il Partito dei Cadetti, di ispirazione liberale, fu messo fuorilegge. La reazione armata delle forze controrivoluzionarie e l’intervento delle potenze straniere provocò l’inizio di una cruenta guerra civile che si concluse con la vittoria bolscevica tra il 1921 e il 1922.

 

Risultati immagini per steve mc queen07/11/1980 – Muore a soli 50 anni l’attore statunitense Steve McQueen.

Nato il 24 marzo 1930 a Beech Grove, nello stato dell’Indiana (USA), Terence Steven McQueen è figlio di uno stuntman che poco dopo la sua nascita lascia la moglie. Trasferitosi per qualche tempo nel Missouri, a Slater, presso uno zio, torna a vivere con la madre all’età di dodici anni, in California, a Los Angeles. Il periodo della pubertà non è dei più tranquilli, e Steve si ritrova a quattordici anni membro di una gang: così, la madre decide di spedirlo alla California Junior Boys Republic, una scuola di correzione di Chino Hills. Dopo aver lasciato l’istituto, il ragazzo si arruola nei Marines, presso i quali presta servizio per tre anni. Poco dopo, comincia a frequentare l’Actor’s Studio gestito a New York da Lee Strasberg: le selezioni per i corsi di recitazione richiamano duecento candidati, ma solo Steve e un certo Martin Landau ottengono l’accesso alla scuola. Nel 1955 McQueen è già sul palco di Broadway. Da lì all’esordio cinematografico il passo è breve: il debutto avviene nel 1956 con “Lassù qualcuno mi ama”, di Robert Wise, anche se il primo ruolo di un certo livello arriva solo nel 1960, con il cowboy Vin interpretato ne “I magnifici sette”, western di John Sturges che l’ha già diretto l’anno prima in “Sacro e profano”.

La vera e definitiva consacrazione per il giovane attore statunitense avviene però nel 1963 con “La grande fuga”, dello stesso Sturges: qui Steve McQueen interpreta Virgil Hilts, capitano spericolato e temerario che lo fa conoscere in tutto il mondo. Il successo sul grande schermo è travolgente, e i ruoli drammatici e intensi non mancano”Cincinnati Kid”, “Il caso Thomas Crown”, “L’ultimo buscadero”, “Getaway”, e “Papillon”, in cui interpreta Henri Charrière, carcerato realmente esistito e autore del romanzo omonimo da cui la pellicola è tratta. Dopo questa apparizione, unanimemente considerata dalla critica la migliore della sua carriera, sia dal punto di vista estetico che dal punto di vista fisico, McQueen viene chiamato per recitare accanto a William Holden e a Paul Newman in “L’inferno di cristallo”. Si tratta, però, del canto del cigno prima dell’inizio di un lento declino.

Nel 1979, infatti, McQueen scopre di avere un mesotelioma, vale a dire un tumore alla pleura dovuto probabilmente all’amianto con cui sono composte le tute ignifughe che usa per correre in moto. L’anno successivo muore in un ospedale messicano: le sue ceneri vengono sparse nell’Oceano Pacifico. Sposatosi tre volte Steve McQueen è stato, oltre che attore, anche un eccellente pilota di auto e di moto, al punto da girare in prima persona numerose scene che abitualmente sarebbero state affidate a stuntmen e controfigure.