ACCADDE OGGI – 05/12/2018

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5 Dicembre 2018 0 Di Delfino Sgrosso

Risultati immagini per mOZART05/12/1791 – Muore a Vienna il grande compositore e musicista austriaco Wolfgang Amadeus Mozart.

Nato a Salisburgo nel 1756, figlio del violinista Leopold e di Anna Maria Pertl, mostra fin da piccolo la sua predisposizione alla musica, così come la sorella Anna. A quattro anni suona il violino e il cembalo, ed è ormai assodato che la sua prima composizione risale a qualcosa come solo due anni dopo. Conscio delle doti straordinarie del figlio, il padre porta Wolfang e la sorella in viaggio per l’Europa dove entrambi hanno modo di esibirsi nei salotti ma, soprattutto, di venire a contatto con i fermenti artistici che circolano in Europa. L’infanzia di Mozart è un crescendo di episodi sbalorditivi. Seguono gli studi a Salisburgo nel corso dei quali Amadeus compone la “Finta semplice”, piccolo capolavoro teatrale di una mente che proprio nel teatro partorirà in età adulta le massime espressioni del genere. I viaggi, ad ogni modo, proseguono instancabili, tanto che finiranno per minare la sua già fragile salute. Bisogna infatti considerare, in primo luogo, che i viaggi dell’epoca si svolgevano su umide e pericolanti carrozze, che percorrevano fra l’altro strade dissestate e precarie. Celebri, ad ogni modo, molti dei suoi pellegrinaggi e in particolare le sue “visite” italiane.

A Bologna conosce padre Martini, mentre a Milano si avvicina alle composizioni di Sammartini. A Roma, invece, ascolta le polifonie ecclesiastiche, mentre a Napoli prende coscienza dello stile diffuso in Europa. In questo periodo fa allestire con successo “Mitridate, re di Ponto” e “L’Ascanio in Alba”. Finita l’esperienza italiana, torna a Salisburgo e precisamente al servizio dell’iroso arcivescovo Colloredo. Quest’ultimo, oltre ad essere sostanzialmente poco interessato alla musica non è affatto ben disposto nei confronti del compositore, tanto che, paradossalmente, lo lascia spesso viaggiare piuttosto che commissionargli nuove opere o approfittare del suo genio per sentirlo suonare. Viaggia dunque verso Parigi insieme alla madre (che muore proprio in quella città), toccando Manheim, Strasburgo e Monaco e scontrandosi per la prima volta con insuccessi professionali e sentimentali. Deluso, torna a Salisburgo. Qui compone la bellissima “Messa dell’Incoronazione K 317” e l’opera “Idomeneo, re di Creta”, molto ricca dal punto di vista del linguaggio e delle soluzioni sonore. Sulla spinta del successo ottenuto, si libera dell’opprimente e antipatico arcivescovo Colloredo, dando inizio così ad una carriera di musicista autonomo.

Grazie alla nuova carriera si stabilisce insieme alla neo sposa Costanze a Vienna, città ricca di fermenti ma culturalmente assai conservatrice, anche se attraversata dalle menti più innovatrici, contraddizione che sembra appartenere alla sostanza di questa città. L’ultimo decennio della sua breve esistenza è per Mozart il più fecondo e foriero di immensi capolavori. I contatti con impresari e i pochi agganci con l’aristocrazia (favoriti dal successo dell’opera buffa “Ratto dal serraglio”) gli permettono un’esistenza precaria ma dignitosa. Fondamentale è il suo incontro con il librettista Da Ponte che darà vita agli immortali capolavori teatrali conosciuti anche con il nome di “trilogia italiana” (chiamata in questo modo per via dei libretti appunto in lingua italiana), ossia “Le nozze di Figaro”, “Don Giovanni” e “Così fan tutte”. Successivamente, compone altre due opere per teatro, il “Flauto magico” (in realtà un “Singspiel”, ovvero un ibrido fra teatro cantato e recitato), considerato il momento di avvio del teatro tedesco e la “Clemenza di Tito”, in realtà un passo indietro stilistico di Mozart per venire incontro ai gusti retrivi del pubblico viennese, ancora legato ai soggetti storico-mitologici e incapace di apprezzare l’abissale scandaglio dei sentimenti erotico-amorosi affrontati nelle opere precedenti.

Il 5 dicembre del 1791, all’una di notte, si spegne all’età di soli 35 anni una delle più alte espressioni dell’arte (musicale ma non solo) di tutti i tempi. A causa delle avverse disponibilità economiche i suoi resti verranno tumulati in una fossa comune e mai più ritrovati. Le cause della sua morte restano a tutt’oggi un rompicapo difficilmente risolvibile.

 

Risultati immagini per walt disney05/12/1901 – Nasce a Chicago l’ animatore, imprenditore, disegnatore, cineasta, doppiatore e produttore cinematografico statunitense Walt Disney.

Considerato un genio assoluto del Novecento è universalmente conosciuto da grandi e piccini come “il papà di Topolino”. Quarto figlio di Elias Disney e Flora Call, la sua famiglia si trasferisce a Marceline, nel Missouri. Qui cresce lavorando duramente nei campi ed è forse per questo che l’infanzia felice e spensierata che Walter Elias Disney (questo il suo nome completo) cita nelle sue opere rappresenta più il suo sogno che i suoi ricordi, caratterizzati da fatica e sudore. Nell’autunno del 1909 una serie di eventi portano la famiglia Disney a vendere la fattoria e trasferirsi a Kansas City. La vita nella grande città è sicuramente più dura: il padre si alza a notte fonda per la consegna dei giornali, e Walt gli dà una mano. Lui stesso ricorderà come talvolta si mettesse in un angolino della strada per “rubare” un pisolino durante il lavoro. Un po’ di riposo per poi poter seguire le lezioni scolastiche.

Nel 1918, stanco delle regole paterne e della sua autorità, Walt Disney decide di arruolarsi nell’esercito per partecipare alla Prima guerra mondiale. Questa scelta segna la rottura con le regole della famiglia. Pare che a Kansas City Walt Disney abbia lavorato per circa un mese presso un’agenzia pubblicitaria, dove avrebbe conosciuto Ubbe Ert Iwerks, bravissimo quanto straordinario disegnatore. Allora nessuno poteva immaginare che Walt e Ub avevano un appuntamento con la storia. Walt trova lavoro come ritagliatore di immagini presso la “Kansas-City Ad”, società che si occupava di animazione (anche se ad un livello inferiore rispetto ai cartoni prodotti a New York in quegli anni). Scoppia la scintilla: chiede e ottiene in prestito una cinepresa con la quale esegue degli esperimenti. Walt intuisce che se fosse riuscito a far muovere quegli inermi pezzi di carta avrebbe rivoluzionato il mondo del disegno. Con Ub Iwerks ottiene ottimi risultati, e grazie all’aiuto economico del fratello Roy, Walt Disney apre uno studio in cui realizzano gli storici “Laugh-o-grams”, “Alice Comedies” (in cui Disney mise una bimba vera in un mondo creato sui tavoli da disegno), “Oswald The Lucky Rabbit” (oggi ritenuto una sorta di anello di congiunzione tra ‘Felix The Cat’ di Otto Messmer e il celeberrimo ‘Topolino’).

Presentati i loro lavori alle case di distribuzione, ottengono rapidamente un contratto con la Universal che intuisce l’enorme potenziale economico che la novità rappresenta. Qualche tempo dopo le cose cominciano ad andare male. La Universal a quel tempo era infatti di proprietà di Margareth Winkler, donna abile nella gestione degli affari, che consentiva a Disney e Iwerks di ritenersi soddisfatti, anche sul piano economico. In quel breve periodo Walt e Ub assunsero diverse persone per mettere in piedi uno studio di animazione. Le cose cambiarono quando la Winkler prese marito. La Universal passò di fatto nelle mani del suo sposo Walter Mintz, il quale ritenne opportuno ridurre i pagamenti e trattare tutti con il pugno di ferro. I creativi che ruotavano intorno a Walt e Ub vennero messi ben presto alle strette. A nulla valsero le discussioni che ne seguirono: legalmente “Oswald”, il fortunato coniglio, apparteneva alla Universal e, quel che è peggio, Mintz aveva intrappolato Disney. La produzione dei cartoni avveniva grazie ad un gruppo di animatori che Walt e Ub pagavano col denaro portato dai cartoni stessi; una volta tagliati i pagamenti non fu difficile per Mintz sottrarre forza lavoro a Disney. I soli a rifiutare di tradire Walt furono gli amici degli esordi: Les Clark, Johnny Cannon, Hamilton Lusky e, naturalmente Ub. Il gruppo decide di reagire al ricatto creando un personaggio tutto loro. Semplicemente accorciando le orecchie di Oswald, trasformando la coda e ritoccando qualcosa qua e là ottengono….un topo.

Walt è un genio nell’ideare gag e situazioni interessanti; Ub realizza tutto su carta al ritmo impensabile di 700 disegni al giorno. Il miracolo viene intitolato “Plane Crazy”: il protagonista è un certo Mickey Mouse. L’idea rivoluzionaria è quella di aggiungere il sonoro e farlo parlare. E’ il 18 novembre 1928 quando nel Colony Teather di New York viene proiettato un film di guerra, seguito da un breve cartone animato. Il giorno dopo è il tripudio. La data per molti coincide con l’inzio della biografia di Disney, quel Walt Disney inserito nelle pagine d’oro del libro di Hollywood. Riceve il suo primo Oscar (ne seguiranno altri 31) nel 1932 per il film “Flowers and trees”.

Il primo grande classico della animazione Disney risale al 1937: “Biancaneve e i sette nani”. Nel 1940 apre i suoi primi studios in California a Burbank. E’ il 1955 quando si decide il lancio di Disneyland e vengono realizzati i primi programmi per la televisione (tra cui ricordiamo Zorro): dieci anni più tardi Disney personalmente comincia a disegnare Epcot, un progetto per la vita nel futuro.

Il 15 dicembre 1966 un collasso cardiocircolatorio pone fine alla travagliata esistenza di un genio della creatività, capace di dar corpo ai sogni. In tutto il mondo la notizia ottiene grande risonanza. Walt Disney ha toccato i cuori, le menti e le emozioni di milioni di persone. Attraverso il suo lavoro ha portato la gioia, la felicità e i mezzi di comunicazione universali alla gente di ogni nazione.

 

Risultati immagini per grande smog londra05/12/1952 – Il grande smog colpisce Londra.

Il Grande smog è stata una catastrofe ambientale che colpì Londra nel dicembre 1952. Una coltre di smog, nebbia densa e maleodorante, avvolse Londra dal 5 al 9 dicembre 1952. In un primo momento furono stimate circa 4 000 vittime ma in seguito a ricerche più recenti il numero salì considerevolmente fino a 12 000 persone, a cui si aggiunsero anche 100 000 malati in condizioni gravi. Il Grande smog è noto per essere il peggior evento d’inquinamento atmosferico nella storia del Regno Unito, ma anche uno dei più importanti episodi in termini di impatto scientifico, sulla percezione pubblica del fenomeno inquinante e sulla relativa regolamentazione governativa. Le cause del Grande smog vanno ricercate in un brusco aumento del livello d’inquinamento verificatosi nei giorni precedenti, a cui seguì un innalzamento smisurato del tasso di mortalità e di morbilità. Tra il 3 e il 4 dicembre 1952 l’anticiclone delle Azzorre, per alcune coincidenze meteorologiche, spostò la propria zona di influenza sull’Atlantico settentrionale, provocando un’inversione termica su Londra. Tutto ciò produsse un denso strato d’aria fredda e stagnante che rimase intrappolato sotto uno strato d’aria più calda, causando la totale assenza di ventilazione e ricambio d’aria. Quando l’aria umida entrò in contatto con il terreno, si raffreddò fino a raggiungere il punto di rugiada formando condensa. L’inversione termica spinse l’aria satura verso l’alto, provocando la formazione di uno strato di nebbia, che si estendeva dai 100 ai 200 metri, contenente oltre le gocce d’acqua anche il fumo proveniente da innumerevoli camini delle case.

Il fenomeno fu amplificato dalle rigide temperature di quel periodo, che costrinsero gli abitanti ad aumentare il consumo di carbone per il riscaldamento domestico. L’unico carbone disponibile per il consumo era di bassissima qualità (quello più pregiato, economicamente più remunerativo, veniva esportato) e ad alto contenuto di zolfo che fece aumentare la quantità di anidride solforosa nei fumi. Ad esso si aggiunse l’inquinamento derivante dagli scarichi dei veicoli e quello prodotto dalle ciminiere industriali. La nebbia fu così spessa che la circolazione automobilistica divenne difficoltosa o addirittura impossibile; la gente camminava appoggiandosi ai muri e le autorità raccomandarono di tenere a casa i bambini per il rischio che potessero perdersi. Lo smog denso entrò perfino dentro gli edifici: scuole, concerti, rappresentazioni teatrali e proiezioni cinematografiche furono sospese poiché la scena o lo schermo non erano visibili al pubblico; gli aeroporti e la maggior parte dei trasporti pubblici non furono in grado di operare in quelle condizioni e l’esterno degli edifici di tutta la città fu contaminato da particolato carbonioso. Persino i bovini allo Smithfield Market morirono di asfissia, mentre quelli ancora in vita furono dotati di maschere antigas per prevenire ulteriori perdite.

I servizi medici compilarono statistiche secondo le quali, nella prima settimana, ci furono 4000 decessi dovuti a infezioni dell’apparato respiratorio, ipossia dovuta all’ostruzione del passaggio di aria nei polmoni a causa del pus, insufficienza respiratoria, bronchite acuta e polmonite. I ricoveri ospedalieri, le segnalazioni, le richieste di assistenza fecero seguito all’aggravarsi dell’inquinamento atmosferico che portò ad un elevato tasso di mortalità, soprattutto di anziani e bambini.