ACCADDE OGGI – 03/11/2018

ACCADDE OGGI – 03/11/2018

3 Novembre 2018 0 Di Delfino Sgrosso

Risultati immagini per act of supremacy 153403/11/1534 – Il Parlamento inglese emana, sotto il re Enrico VIII, l’Act of Supremacy.

Il provvedimento stabilisce che il re è “l’unico capo supremo sulla terra della Chiesa in Inghilterra” e che la corona inglese avrebbe goduto di “tutti gli onori, le dignità, le superiorità, le giurisdizioni, i privilegi, le autorità, le immunità, i profitti e i beni derivanti dalla suddetta dignità”. Il testo evidenziava chiaramente che l’Atto non era una concessione da parte del Parlamento (quindi potenzialmente revocabile) ma un riconoscimento di un dato di fatto.

Con l’Atto di Supremazia, Enrico VIII ufficializzò la separazione definitiva dalla chiesa di Roma, affermando l’indipendenza della Ecclesia Anglicana (la Chiesa anglicana). Il sovrano non modificò la gerarchia ecclesiastica, ma stabilì che egli stesso e i suoi successori sarebbero stati governatori supremi della Chiesa d’Inghilterra. Inoltre, l’Atto di Supremazia permise lo scioglimento dei monasteri cattolici e l’espropriazione dei territori storicamente di proprietà papale, i quali furono successivamente venduti alla borghesia.

L’ Atto del 1534 è spesso considerato l’inizio della Riforma Anglicana. Le ragioni che portarono alla redazione di questo Atto furono varie, ma prima fra tutte va annoverata la necessità di Enrico VIII di ottenere l’annullamento del suo matrimonio, ripetutamente rifiutato dal Papa, con Caterina d’Aragona, in quanto ella non gli aveva dato un erede maschio.

L’atto, come modificato nel 1554 da Elisabetta I, è tuttora in vigore ed è specificatamente usato per indicare la sovranità giuridica delle leggi civili sulle leggi della Chiesa in Inghilterra.

 

Risultati immagini per giovanni Leone03/11/1908 – Nasce a Napoli il politico, giurista ed avvocato Giovanni Leone, sesto Presidente della Repubblica Italiana.

Nato da un padre, Mauro Leone, noto principe del foro partenopeo, Giovanni decide di seguire le orme paterne. Dopo la laurea fa pratica presso lo studio di Enrico De Nicola, primo Presidente della Repubblica. Professore di procedura penale dal 1936, entra in politica nel 1944 aderendo alla Democrazia Cristiana. Eletto all’Assemblea Costituente nel 1946, viene nominato Presidente della Camera dei deputati dal 1955 al 1963. Presiede due brevi governi nel 1963 (Governo Leone I) e nel 1968 (Governo Leone II). Nominato senatore a vita nel 1967 dal Presidente Saragat, il 24 dicembre 1971 viene eletto Presidente della Repubblica.

La presidenza Leone è caratterizzata da una linea improntata all’indipendenza piena dai partiti e al rispetto scrupoloso delle istituzioni. Leone è sempre rispettoso del dettato costituzionale e, nell’avvalersi delle sue prerogative, effettua delle scelte del tutto aliene da impostazioni ideologiche e talvolta in contrasto con la maggioranza parlamentare. L’elezione di Leone è stata tuttavia il frutto di precari equilibri politici anche interni al suo stesso partito e, comunque, espressione di una maggioranza di centro appoggiata dalla destra che, a metà degli anni settanta, era stata accantonata e considerata ormai improponibile. Per cui si scatena presto contro di lui una diffusa ostilità da parte della sinistra e anche la stessa DC è assai flebile nel difenderlo dinanzi alle critiche virulente che gli vengono rivolte.

Nella primavera del 1976 Leone viene accusato di essere lui stesso il personaggio chiave attorno al quale ruota lo scandalo Lockheed (illeciti nell’acquisto da parte dello Stato italiano di velivoli dagli USA). L’uccisione di Aldo Moro funesta la parte finale del suo mandato che si conclude con sei mesi e mezzo di anticipo con le dimissioni.

Riabilitato sulla fine del secolo scorso, il giurista napoletano, autore di testi universitari utilizzati in tutte le facoltà d’Italia, muore a Roma il 09 Novembre del 2001.

 

 03/11/1999 – Muore a Pisa a 77 anni il dirigente sportivo, giornalista ed imprenditore Romeo Anconetani.

Diplomatosi a Trieste in Disegno Artistico nel 1939, Anconetani lavora in aziende milanesi e si trasferisce successivamente a Firenze alla fine dello stesso anno. Durante la seconda guerra mondiale è arruolato in fanteria e viene inviato in alcuni presidi militari in Sicilia. Si avvicina al calcio nel dopoguerra, diventando dirigente prima all’Empoli e poi al Prato. In quest’ultima veste, viene radiato per una vicenda di illecito sportivo.

Diviene anche giornalista pubblicista e, dal momento che la radiazione gli impedisce di dirigere squadre del mondo calcistico italiano, si reinventa consulente-mediatore di squadre calcistiche, una sorta di antesignano procuratore, effettuando consulenze, tra le altre, anche per l’Avellino. Usando persone fidate, Anconetani scheda dettagliatamente oltre 40000 calciatori (il cosiddetto “Archivio Anconetani”), dapprima solo italiani e successivamente anche esteri. Le consulenze fanno guadagnare ad Anconetani l’appellativo di “mister 5%”, dall’entità della commissione sul trasferimento che percepisce. Il successo ottenuto in questo ruolo gli permette di acquistare, nel 1978, il Pisa per 300 milioni di lire.

Fino al 1982, anno della grazia sportiva concessa per la vittoria del mondiale in Spagna, la squadra è formalmente affidata al figlio ma è sempre Romeo a tesserne le fila. Tra il 1978 ed il 1994 si assiste al periodo più florido della storia per il Pisa, che, partito dalla serie C, disputa diversi campionati di B e ben sei di A, categoria alla quale approda per la prima volta nel 1981-1982.

Definito “Presidentissimo”, è un uomo molto religioso, che porta spesso i calciatori del Pisa alle funzioni religiose o a pellegrinaggi. Anconetani è inoltre profondamente scaramantico, tanto che è sua abitudine spargere del sale in campo prima del fischio d’inizio delle partite. Ha tuttavia un atteggiamento dispotico nei confronti di giocatori e staff, che vengono magnificati quando tutto va bene e criticati con toni alti in seguito a sconfitte. Anconetani si guadagna altresì l’appellativo di “ammazza allenatori”: in sedici anni, in totale, cambia ventidue tecnici e spesso licenzia e riassume parte del suo staff per puri capricci, o a seguito di sfuriate dopo scarsi risultati.

Espressione di un calcio “pane e salame” che oggi non esiste più, dopo il fallimento del Pisa diventa consulente del Milan di Berlusconi prima e del Genoa di Spinelli dopo. Due anni dopo la sua morte, il Comune di Pisa ha cointestato ad Anconetani lo stadio della città, l’Arena Garibaldi.