ACCADDE OGGI – 02/11/2018

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2 Novembre 2018 0 Di Delfino Sgrosso

02/11 – LA COMMEMORAZIONE DEI DEFUNTI

 

La commemorazione dei fedeli defunti appare già nel secolo IX, in continuità con l’uso monastico del secolo VII di consacrare un giorno completo alla preghiera per tutti i defunti. Amalario, nel secolo IX, poneva già la memoria di tutti i defunti successivamente a quelli dei santi che erano già in cielo. È solo con l’abate benedettino sant’Odilone di Cluny che questa data del 2 novembre fu dedicata alla commemorazione di tutti i fedeli defunti, per i quali già sant’Agostino lodava la consuetudine di pregare anche al di fuori dei loro anniversari, proprio perché non fossero trascurati quelli senza suffragio. Nel calendario liturgico segue di un giorno la festività di Ognissanti del 1º novembre. Nella forma straordinaria del rito romano è previsto che, nel caso in cui il 2 novembre cada di domenica, la ricorrenza sia celebrata il giorno successivo, lunedì 3 novembre.

In Italia, benché molti lo considerino come un giorno festivo, la ricorrenza non è mai stata ufficialmente istituita come festività civile.

In tutta Italia è consuetudine, nel giorno dedicato al ricordo dei defunti, visitare i cimiteri locali e portare in dono fiori e lumini sulle tombe dei propri cari. Ma ci sono anche delle tradizioni locali che vale la pena ricordare:

  • In alcune zone della Lombardia , la notte tra l’1 e il 2 novembre molte persone mettono in cucina un vaso di acqua fresca per far dissetare i morti.
  • In Friuli si lascia un lume acceso , un secchio d’acqua e un po’ di pane.
  • In Trentino le campane suonano per richiamare le anime. Dentro casa viene lasciata una tavola apparecchiata e il focolare accesso per i defunti. Lo stesso capita in Piemonte e in Val d’Aosta.
  • In Liguria , vengono preparati i bacilli (fave secche) e i balletti (castagne bollite).
  • In Umbria si preparano gli stinchetti dei morti, dolci a forma di fave.
  • In Abruzzo , oltre al tavolo da pranzo apparecchiato, si lasciano tanti lumini accesi alla finestra quante sono le anime care. Ma era anche tradizione scavare e intagliare le zucche e inserire una candela all’interno e usarle come lanterne, proprio come ad Halloween.
  • A Roma la tradizione voleva che, il giorno dei morti, si tenesse compagnia ad un defunto consumando un pasto vicino alla sua tomba.
  • In Sicilia il 2 novembre è una festa con molti riti per i bambini. Se i più piccoli hanno fatto i buoni, riceveranno dai morti i doni che troveranno la mattina sotto il letto: si tratta di giochi ma soprattutto di dolci, come i pupi di zuccaro (le bambole di zucchero specialità palermitana). Si preparano anche gli scardellini, dolci fatti di zucchero e mandorle (o nocciole) a forma di ossa dei morti e si mangia la frutta martorana , fatta di pasta di mandorle colorata. I risultati sono davvero incredibili e le vetrine delle pasticcerie uno spettacolo da vedere. Nelle case era tradizione apparecchiare la tavola con cibi e bevande per i defunti.

Insomma la commemorazione dei defunti è un momento molto particolare dell’anno. E’ un momento dedicato a chi non c’è più ma anche alla famiglia, come abbiamo visto nelle piccole e grandi tradizioni di questo giorno che permeano la nostra Italia. Il poeta Ugo Foscolo nel carme “Dei Sepolcri” sosteneva che la tomba ha un valore importante, perché se la persona deceduta era molto cara, si può ancora mantenere un dialogo con lei. La tomba deve essere curata e bisogna tener vivo il ricordo della persona amata, e in cambio ella ci darà buoni consigli che ci potranno servire nel corso della nostra vita.

Facendo in questo modo, si dà la possibilità alla persona morta di non cadere nell’oblio, ma di vivere oltre la morte. E forse è proprio questo il segreto auspicio e la più intima speranza di ognuno di noi.