A MATERA NASCE IL PROGETTO “BIOWINE” CHE ABBRACCIA LA CAMPANIA E L’IRPINIA

A MATERA NASCE IL PROGETTO “BIOWINE” CHE ABBRACCIA LA CAMPANIA E L’IRPINIA

25 Marzo 2019 0 Di La redazione
Presentato a Matera il progetto “BioWine” (Biological Wine Innovative Environment) per il trasferimento di buone pratiche per la tutela dell’ambiente in viticoltura, che coinvolge alcune importanti realtà del Veneto, della Campania e della Basilicata.
Il progetto – finanziato da PON Governance e Capacità Istituzionale 2014-2020, Agenzia per la Coesione Territoriale, Unione Europea Fondo Sociale Europeo, Fondo Europeo di Sviluppo Regionale – rappresenta la base tecnica del dossier di candidadura che ha consentito a Sannio Falanghina di diventare “Città europea del Vino 2019”, il prestigioso riconoscimento assegnato al territorio beneventano da Recevin, la rete delle 800 Città del Vino presenti in 11 Paesi europei. Nel corso della mattinata, il Comune di Matera ha proposto di impiantare piante di falanghina nei giardini del territorio per celebrare l’anno della doppia capitale europea e per rafforzare il radicamento del binomio vino-cultura. Inoltre, sono già in fase di definizione altre iniziative dedicate a Sannio Falanghina nell’ambito di Matera 2019.  Dopo il primo info day organizzato sabato 16 marzo a Caggiano, dunque, la capitale europea del vino ha incontrato la capitale europea della cultura 2019 con l’obiettivo dipromuovere buone pratiche in campo ambientale, sopratutto rivolte alle attività vitivinicole, e fornire un modello replicabile che sia di riferimento per un ammodernamento sostenibile dei territori dei piccoli comuni e per la costituzione di un sistema territoriale in grado di favorire un processo virtuoso di concertazione tra le varie amministrazioni, con la partecipazione delle imprese e dei soggetti socio economici interessati.

L’interscambio di informazioni, infatti, favorirà la cooperazione tecnica tra agronomi, produttori vitivinicoli, enologi, tecnici ambientali e ricercatori, e porterà alla condivisione di uno statuto del Paesaggio rurale per la definizione di regole riguardanti la salvaguardia ambientale dei territori vitivinicoli e dei centri storici. Il progetto, esempio virtuoso di trasferimento di know-how e di strumenti sperimentati dalle amministrazioni locali sui temi dell’innovazione tecnologica, della tutela dell’ambiente e del marketing territoriale, coinvolge quattro realtà sannite in provincia di Benevento (Guardia Sanframondi – ente capofila – Castelvenere, Sant’Agata dei Goti e Solopaca), insieme al Comune irpino di Castelfranci (Avellino), Caggiano e Sant’Angelo a Fasanella (Salerno) e Grumento Nova e Roccanova in Basilicata, provincia di Potenza. Gli enti detentori della “buona pratica” sono i Comuni dell’area DOCG Conegliano-Valdobbiadene in provincia di Treviso (Cison di Valmarino, Colle Umberto, Conegliano, Farra di Soligo, Follina, Miane, Pieve di Soligo, Refrontolo, San Pietro di Feletto, San Vendemiano, Susegana, Tarzo, Valdobbiadene, Vidor e Vittorio Veneto – Comune coordinatore San Pietro di Feletto).