A GOVERNO BRIGANTE, UN DE LUCA E MEZZO

A GOVERNO BRIGANTE, UN DE LUCA E MEZZO

16 Febbraio 2019 0 Di Sandro Feola

Se è vero che il vecchio adagio dice che a brigante occorre opporre un brigante e mezzo, allora la scelta di far guidare a Enzo De Luca la battaglia delle comunità meridionali contro l’autonomia differenziata voluta dal Governo è la migliore che le classi dirigenti del Sud potessero fare. E non tanto per le posizioni in sé espresse dal Governatore della Campania, tutto sommato in linea con i suoi colleghi presidenti di regione, quanto per la sua capacità di tenere testa alla efficacissima comunicazione leghista e pentastellata.

La comunicazione deluchiana, non da adesso per la verità, ha molte delle caratteristiche che sono state acquisite successivamente dai politici grillini e salviniani: è diretta, chiara, spesso sarcastica, a tratti eccessiva, ma tutto sommato sempre capace di trasmettere autenticità. Chi lo ascolta, – è ciò che accade con il leader della Lega – ne apprezza lo sforzo dell’onestà intellettuale, a maggior ragione perché avviene in un contesto sempre più caratterizzato dalla faziosità, tipica di chi parla sempre e comunque per partito preso. De Luca ne ha dato spesso prova. In particolare il settembre dello scorso anno quando su temi molto sentiti come quello dei migranti e della sicurezza accusò il proprio partito di non voler prendere atto di una realtà, a tratti drammatica, che ha inciso e incide non poco sugli orientamenti dell’elettorato italiano. 

Sulla autonomia differenziata, concepita dal ministro Stefani, che concretamente rischia di marginalizzare il Sud, serviranno non solo le argomentazioni della classe politica, ma anche tutta la verve comunicativa che è propria del Governatore campano. Sarà necessaria tutta la sua innata capacità di distinguersi dai politici del Pd, molti dei quali danno la sensazione di essere concentrati unicamente sull’ombelico di una infinita guerra tra correnti, che interessa alla gente più o meno come il tipo di reazione chimica nel processo di fissione nucleare.

De Luca ha le caratteristiche per guidare una opposizione che non si limiti a irridere l’avversario, che non si concentri solo sulle divise del Ministro dell’interno o su quanti post di Twitter questo pubblichi, ma che affronti il dibattito politico trattando con competenza e credibilità i temi all’ordine del giorno; che sappia spiegare con un linguaggio adeguato alla realtà i rischi che le comunità correrebbero se l’autonomia differenziata fosse concepita a senso unico e in un’ottica egoistica, se dovesse mettere in discussione subdolamente il valore dell’Unità nazionale.

Ai “briganti”, che sfruttano al massimo la rete per orientare le opinioni, che sanno parlare a un Paese disorientato e colpito dalla crisi economica, si oppone un “brigante e mezzo” come De Luca, che se ben supportato sul versante social può rappresentare e far crescere quella parte di Sud che non intende rassegnarsi. Non tanto alla ostilità di un governo poco attento al Mezzogiorno, quanto al brancolare nel buio e alla inadeguatezza di troppi dei suoi ministri.