1921-2021 – IL CENTENARIO DELLA NASCITA DI PADRE CHITI: MILITARE E SERVO DI DIO

1921-2021 – IL CENTENARIO DELLA NASCITA DI PADRE CHITI: MILITARE E SERVO DI DIO

6 Maggio 2021 0 Di Leonardo D'Avenia

Il 6 maggio 2021 si celebra il centenario dalla nascita di Gianfranco Maria Chiti: uomo, militare e servo di Dio. La storia di padre Chiti è davvero unica nel suo genere. Ufficiale nel Regio esercito, medaglia al valor militare a 21 anni per la campagna di Russia, dopo aver aderito alla Rsi salvò partigiani ed ebrei, come i torinesi Giulio Segre e suo padre, da una fine che pareva scritta. Dopo la guerra divenne generale di brigata dei Granatieri di Sardegna e rivestì incarichi di primo piano nelle scuole militari e in Alti comandi fra cui lo Stato maggiore dell’esercito.

Quindi, congedatosi nel 1978, si fece cappuccino. Restaurò il convento di Orvieto, semi abbandonato, rendendolo un’oasi di spiritualità e di conforto per tanti. Una vita, la sua, che dalla prima giovinezza fino alla vecchiaia ha lasciato dietro di sé un profumo di virtù, anzi di vera e propria santità, testimoniato da innumerevoli voci. Senza mai rinnegare il proprio passato, anzi sottolineando che la vita militare non è una scelta di “morte”, la guerra è una costrizione, e anche in guerra si può scegliere di proteggere i deboli e gli indifesi. Essere soldati, ha spiegato molte volte, può essere una scelta di educazione, di rigore, di coraggio, di impegno. Non rinuncia al suo sguardo franco, aperto, senza condizionamenti. Sempre, fino alla morte, avvenuta nel 2004. La storia però non si ferma qui. Per questo il 13 aprile 2015 il vescovo di Orvieto-Todi Benedetto Tuzia ha aperto l’inchiesta diocesana per la causa di beatificazione, che questo sabato 30 marzo si è solennemente chiusa nel Duomo di Orvieto con la Messa celebrata dallo stesso Tuzia. I Granatieri e Allievi, i suoi amici, i suoi figli spirituali, i suoi estimatori, alcuni anche irpini, raccolti in una associazione, hanno chiesto insistentemente l’apertura del processo di beatificazione e canonizzazione, fino ad ottenerla.

E lo ricordano così: “Lui era un alto Ufficiale, una persona molto severa, una persona che sapeva osservare, che sapeva come insegnare i valori per essere dei buoni soldati, dei buoni comandanti, dei buoni cittadini, al servizio della Patria e di chiunque ne avesse avuto necessità! La grandezza di quell’uomo l’abbiamo conosciuta dopo, quando ha indossato il saio e non ha più potuto nascondere la sua vera natura. Padre Chiti merita, noi tutti meritiamo una storia da raccontare”.