18 ANNI FA LA SCOMPARSA DI ANIELLO DE CHIARA. «PAPÀ SPINTO AL SUICIDIO E DIMENTICATO.  SOGNO UNA SCUOLA COL SUO NOME». L’INTERVISTA

18 ANNI FA LA SCOMPARSA DI ANIELLO DE CHIARA. «PAPÀ SPINTO AL SUICIDIO E DIMENTICATO. SOGNO UNA SCUOLA COL SUO NOME». L’INTERVISTA

19 Marzo 2019 0 Di Vincenzo Di Micco

Precursore dei tempi, uomo di riconosciuta e specchiata levatura morale ed umana, nel giorno della Festa del papà del 2001 veniva a mancare in drammatiche circostanze. A tu per tu con Maria, terzogenita della famiglia De Chiara: «Papà spinto al suicidio e dimenticato dalla Sinistra. Sogno una scuola col suo nome ma non sarò io a chiederla».

I dubbi, l’amarezza e il sogno. Maria De Chiara aveva 19 anni il giorno in cui perse il papà. Una vita da ricostruire senza un punto di riferimento essenziale. «Oggi posso dire di avercela fatta nonostante tutto, che per me c’è davvero un nuovo inizio. Non è stato facile», ci dice accogliendoci per un dialogo a tutto campo sulla figura dell’ex  Presidente del Consiglio regionale della Campania, sindaco di Solofra, medico, socialista e non ultimo un «papà presente».

 

I dubbi

Cosa spinse De Chiara all’estremo gesto? Progetti e pressioni legate al nuovo corso pubblico-privato della depurazione a Solofra (iter che dopo la scomparsa non sarà adottato) sarebbero motivi validi per cui, ancora oggi, varrebbe la pena «riaprire l’inchiesta sull’istigazione al suicidio. Dovremo trovare le energie per farlo».

 

L’amarezza

Quel giorno De Chiara, austero e rigoroso nella gestione, invitò i dipendenti comunali ad andare via un po’ prima dal Comune per dedicare spazio alla famiglia. La grande levatura morale, lo spessore umano e l’impegno in favore della gente all’interno delle Istituzioni vengono però ripagati con il “fuggi fuggi” dal giorno della scomparsa. «Quelli che credevamo amici si sono volatilizzati».

Nel racconto il distacco e una nota di amarezza: non una strada o una piazza sono stati dedicati ad Aniello De Chiara nella sua Solofra; lascia il segno , invece, la cancellazione del murales de “Il quarto stato” – simbolo delle lotte operaie – «a cui tanto papà teneva». Nel tempo non sono mancate iniziative commemorative Maria De Chiara cita Caldoro, D’Amelio ma intanto prende amaramente atto: «A dimenticarlo è stato la Sinistra».

Il nostro appello alla Presidente del Consiglio Regionale D’Amelio…

 

Il Sogno

«Una strada, una piazza? Mi piacerebbe che il suo esempio fosse legato ai giovani e quindi perchè no l’intitolazione di una scuola. Ma non sarà io a chiederlo»  dice Maria. Insieme a lei ripercorriamo alcune delle battaglie intraprese al tempo, sul tema sanità ad esempio: “Se il polo oncologico oggi è realtà lo dobbiamo a De Chiara e a quanti hanno finalizzato e dato seguito ai suoi primi atti”.  Ed a proposito di sanità, se la Campania è una Regione commissariata per deficit, De Chiara ci aveva visto lungo nel denunciare sprechi nelle grandi strutture e nell’individuare nel potenziamento dei piccoli ospedali la strada da seguire, una “visione” , anche questa, che anticipava i tempi.

L’INTERVISTA