IIA. L’INDOTTO RILANCIA L’URGENZA DI UN TAVOLO PER LA “SOLUZIONE FINALE”

IIA. L’INDOTTO RILANCIA L’URGENZA DI UN TAVOLO PER LA “SOLUZIONE FINALE”

14 Gennaio 2019 0 Di La redazione

Riceviamo e pubblichiamo la riflessione di Carmine Loffredo. L’ex coordinatore dell’indotto Irisbus da tempo sottolinea la necessità di affrontare la vertenza Industria Italiana andando oltre ogni slogan: separando cioè, la battaglia sindacale dal rilancio del piano industriale. Chi e quando tornerà a produrre bus in Valle Ufita? Una protesta senza proposta è improduttiva – sottolinea Loffredo – il quale, partendo da questa tesi, lascia intravedere la possibilità di imprenditori disposti a scendere in campo e la necessità di un tavolo allargato per soluzioni concrete.

Tutti delusi e sfiduciati di quanto è avvenuto nell’incontro del 10 gennaio al Ministero dello Sviluppo Economico, che sembra essersi limitato alla discussione sugli ammortizzatori sociali per gli addetti attuali IIA, come illustrato dalla stampa e mass-media.

Tale legittimo argomento ha, però, “DISTRATTO” gli interessati: i sindacati, gli operai, gli stessi organi di informazione, dalla vera questione, ovvero se avrà un futuro  il  “Polo Industriale di Autobus in Italia”, oggi sfumato o perlomeno fermo su di un binario di attesa che potrebbe anche essere un “binario morto”….

Ritornando ai tre mesi di cassa integrazione guadagni che si vorrebbero concedere, viene subito da domandarsi sul perché solo 3 mesi e non  6 o  2, periodo necessario qualora si decidesse  di  organizzare il “FAMOSO POLO ITALIANO”.

Il prolungamento di solo 3 mesi non gioverebbe certamente alle maestranze, all’occupazione ed all’economia della  nostra Provincia…

Nessun progresso è avvenuto dalla discesa in campo di Del Rosso  all’insediamento del Governo Giallo-Verde; la proprietà è oggi a maggioranza turca, che ancora non ha presentato un piano industriale per la produzione di bus in Italia (e sarebbe il quarto…).

Tuttavia, ritengo che non bisogna  essere delusi e sfiduciati di ciò che è avvenuto a Roma, perché almeno ci si è resi conto (da parte di tutti) che la gestione della vertenza ex Irisbus è stata un fallimento totale  e che non ci sono stati i buoni, ma solo i cattivi,  i furbi,  gli incompetenti, e che è stata penalizzata un’intera provincia.

Cosa fare ? Gli operai avanzino tutte le azioni a loro tutela, ma su di un altro tavolo.

I politici di Governo nazionale e regionale è necessario che si compattino e, mettendo da parte le divisioni e personalismi,  discutano su una più ampia prospettiva finalizzata a spingere  per un cambiamento di rotta e creare, senza ledere gli  interessi dell’attuale proprietà, un fattivo polo industriale di bus.

Ripeto, un’apertura di un tavolo di confronto (extraMise, extra Karsan, extra lavoratori, ma con la partecipazione di politici ed Industriali, tra cui alcune storiche aziende dell’ex indotto Irisbus che ben conoscono ogni problematica, di segretari provinciali delle sigle sindacali) non può che portare un concreto contributo sia per verificare la presenza di condizioni odierne per continuare la produzione di bus in Valle Ufita (ed a Bologna) e sia per individuare (e valutarne la positiva fattibilità) un nuovo percorso, con nuove risorse economiche o l’utilizzo di quelle già stanziate e non adoperate,  che spinga  la proprietà, i nuovi imprenditori resisi disponibili, il MISE ad adottare la “soluzione finale”.

Non si possono lasciare le cose come sono, lasciar  scorrere le acque ed aspettare si realizzino danni irreparabili. La lotta non va limitata  per garantirsi CIG ed eventuali prepensionamenti, ma deve portare ad effetti diffusi e duraturi, perché frutto di proposte serie a cui  difficilmente non si può non dare un seguito, perché nell’interesse di ogni parte interessata, come quelle scaturibili da simile detto tavolo di confronto.

Mi auguro che già al prossimo incontro al MISE la discussione sulla durata della nuova CIG,  e prepensionamenti eventuali per le maestranze, non rappresenti l’oggetto principale del confronto e già si possa discutere su di un documento proveniente dal succitato tavolo di lavoro che definisca chi, come, in che modo ed entro quale tempo, con quali risorse,  possa permettere di raggiungere obiettivi di occupazione e crescita economica.

Oggi una protesta senza proposte è improduttiva. Una proposta seria è proponibile, perché c’è uno stabilimento strutturato, un territorio e maestranze formati, un indotto competente, finanziamenti già stanziati e solo in minima parte adoperati, soprattutto un mercato con relative commesse, nonchè veri imprenditori disposti a co-partecipare, un Governo che ha manifestato  volontà a chiudere positivamente la vertenza.

Ci sono vertenze nazionali irrisolte, o in corso di risoluzione, che evidenziano criticità insuperabili e sicuramente più gravi di quelle in capo alla I.I.A. Spa. Se non potesse essere proponibile, qualcuno dovrà illustrare il motivo che da 8 anni impedisce ogni risoluzione, e poi non potrà condannare una protesta da GILET GIALLI italiani legittimamente  motivata.

CARMINE LOFFREDO

Ex coordinatore indotto Irisbus