1 ANNO DI CALCIO: QUANTE COSE SONO CAMBIATE. BUON 2021 LUPI!

1 ANNO DI CALCIO: QUANTE COSE SONO CAMBIATE. BUON 2021 LUPI!

31 Dicembre 2020 0 Di Pellegrino Marciano

Un 2020 da dimenticare, ma anche da ricordare. Agrodolce sicuramente in ambito sportivo, amaro per la vita quotidiana, con un mostro da combattere e che si spera nel 2021 possa andare via definitivamente. Era cominciato male il 2020 per i tifosi dell’Avellino che hanno dovuto assistere a diatribe societarie che ci hanno fatto arrossire davanti all’Italia intera con la gestione scellerata di Izzo e Circelli, che litigavano per un giocattolo chiamato Us Avellino. Senza garanzie, senza credibilità, nell’aria c’era però qualcosa di positivo. C’era Angelo Antonio D’Agostino, osannato a più riprese dalla piazza che voleva una dirigenza seria, che potesse portare nuovamente in alto il nome dell’Avellino. D’Agostino arriva, fa piazza pulita, rimette tutto apposto e trasforma l’Us Avellio in un’azienda. Il figlio, Giovanni, è l’amministratore unico della Idc e lavora fianco a fianco con il direttore sportivo Salvatore Di Somma per scegliere il nuovo allenatore dopo l’esonero di Ezio Capuano. Arriva Piero Braglia, tecnico vincente, garanzia per la piazza che nel frattempo vede nascere un progetto importantissimo per il settore giovanile. Nasce infatti Youth. D’Agostino punta e investe tanto sui ragazzi che dovranno essere il futuro della nostra squadra. Tutto al proprio posto, si comincia ad allestire la rosa durante il ritiro di Sturno. Colpi su colpi, su tutti Forte, Miceli, Maniero, Aloi, e infine la ciliegina sulla torta nell’ultimo giorno di mercato, Giuseppe Fella. Il campionato inizia molto bene, su tutte, si ricordano le vittorie a Palermo e Foggia, ma qualcosa comincia a cambiare dopo il pareggio beffa contro la Turris. Forte si infortuna, Pane fa un errore, Maniero si fa espellere.

E poi ci si mette il Covid a tartassare i lupi. Tante le assenze, tantissime le difficoltà, fino alla sconfitta di Francavilla, dove Braglia decide di cambiare. Si passa al 4-4-2, modulo che porterà la vittoria con il Bisceglie e il Monopoli, nel mezzo la sconfitta con la Ternana che però si affronta a testa alta, fino all’harakiri del San Nicola. Il 20 dicembre a Bari si consuma una disfatta. 4-0 dopo 40’. Avellino in bambola e con le ossa rotte. Al ritorno dalla Puglia uno striscione: vergogna! La firma è della Curva Sud che non accetta questo atteggiamento. Tre giorni dopo, l’ultima dell’anno con la Vibonese, la stessa squadra che ha aperto il 2020 dei lupi. Stesso avversario, ma quante cose sono cambiate. E’ cambiato tutto, il modo di pensare, di gestire, di fare calcio e di amare l’Us Avellino. E forse questo è l’unico vero pensiero stupendo di un’annata che porteremo per sempre con noi. Buon anno a tutti!